Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

 

CHE VUOL DIRE "INVOCARE L'ETERNO IN VERITA'"?

di Renzo Ronca - 19-3-12

 

 

 

[imm da totalmentealtro]

 

 

 

 

DOMANDA: Caro renzo,mi aiuti a svilluppare questo versetto del salmo 145:18 - L’Eterno è presso a tutti quelli che lo invocano, a tutti quelli che lo invocano in verità. Grazie

 

RISPOSTA: Bravo, hai colto un passaggio significativo, vediamolo insieme.

 

Quante volte sentiamo dire “Ho pregato ma non è successo nulla, il Signore non c’è oppure se c’è non mi ascolta”? Ma “l’Eterno è vicino a tutti quelli che lo invocano”, solo che gradisce un atteggiamento “vero” di preghiera. E com’è questo atteggiamento “vero” a Lui gradito?

 

Vediamo prima ciò che NON è:

 

1)     Non è ipocrita, falso, esibizionista, prolisso:

O SIGNORE, ascolta ciò che è giusto, sii attento al mio grido; porgi orecchio alla mia preghiera che non viene da labbra ingannatrici. (Salmi 17:1)

 «Quando pregate, non siate come gli ipocriti; poiché essi amano pregare stando in piedi nelle sinagoghe e agli angoli delle piazze per essere visti dagli uomini […]7 Nel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole. […] (Matt 6:5-7)

 

2)     Non si accosta a Dio rimanendo un violento:

Quando stendete le mani, distolgo gli occhi da voi; anche quando moltiplicate le preghiere, io non ascolto; le vostre mani sono piene di sangue. (Isaia 1:15)

 

3)     Non usa la preghiera come interesse personale e con spirito di ribellione:

Essi non gridano a me con il loro cuore, ma si lamentano sui loro letti; si radunano ansiosi per il grano, il vino e si ribellano a me! (Osea 7:14)

Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché divorate le case delle vedove e fate lunghe preghiere per mettervi in mostra; perciò riceverete maggior condanna. (Matteo 23:14)

 

Vediamo adesso come invece dovrebbe essere:

 

1)     Deve volersi convertire sul serio,  purificarsi dal peccato, essere deciso ed impegnato a non voler più fare del male

Lavatevi, purificatevi, togliete davanti ai miei occhi la malvagità delle vostre azioni; smettete di fare il male; (Isaia 1:16)

 

2)     Deve saper ascoltare l’Eterno e cercarLo con TUTTO IL CUORE:

Beati quelli che osservano i suoi insegnamenti, che lo cercano con tutto il cuore (Salmi 119:2)

Voi mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore; (Geremia 29:13)

 

3)     Segue il Signore con rettitudine, cioè in maniera diritta, costante, con onestà di vita e di condotta:

Il sacrificio degli empi è in abominio al SIGNORE, ma la preghiera degli uomini retti gli è gradita. (Proverbi 15:8)

 

4)     Sa trovare spazi e tempi nel silenzio, nella riservatezza:

Ma tu, quando preghi, entra nella tua cameretta e, chiusa la porta, rivolgi la preghiera al Padre tuo che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa. (Matt 6:6)

MA SOPRATTUTTO…

L'uomo che si accosta a Dio per pregarLo, deve cercare non degli atteggiamenti transitori graditi, i quali potrebbero assomigliare a delle regolette momentanee,  bensì deve trovare un vero e proprio un modo nuovo di essere.

Gesù lo rivelò alla samaritana:

23 Ma l'ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori. 24 Dio è Spirito; e quelli che l'adorano, bisogna che l'adorino in spirito e verità». 25 La donna gli disse: «Io so che il Messia (che è chiamato Cristo) deve venire; quando sarà venuto ci annuncerà ogni cosa». 26 Gesù le disse: «Sono io, io che ti parlo!» (Giov 4:23-26)

La verità, per noi cristiani è una Persona: è il Cristo! “Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. (Giovanni 14:6)

Pregare nella verità significa trovarsi faccia a faccia con Gesù Cristo, per mezzo dello Spirito Santo.

Affinché questo avvenga non ci vuole l’università, ma un vero atteggiamento di contrizione e pentimento per i peccati commessi ed un atto d’amore e di fede sincero, a cuore aperto, verso il nostro Signore Gesù. Aprirci al Signore parlare con parole semplici spontanee, che significhino esattamente quello che abbiamo nel cuore.

Dopo questo ci si dimentica del nostro passato di tutto ciò che eravamo e che siamo e ci si apre al Signore come fossimo una nuova persona, in un modo nuovo, come fossimo appena nati nello Spirito. E cerchiamo da questo Spirito Santo risposte e nutrimento come fosse la nostra Mamma, il latte per vivere; e lo Spirito di Dio ci nutrirà ogni giorno dandoci la Parola Viva in forma sempre più profonda, prima il latte e poi il cibo sempre più solido, fino alla nostra maturità.

(continua)

 

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