Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

Confida nell'Eterno con tutto il tuo cuore e non appoggiarti sul tuo intendimento; riconoscilo in tutte le tue vie, ed egli raddrizzerà i tuoi sentieri. (Prov 3:5-6)

Riconoscere Dio in che modo? senza appoggiarci alla nostra intelligenza?

 (RR - 7-12-11-h12,40)

 

 

 

Confidare nell’Eterno significa mettere in Dio TUTTA la nostra fiducia. Avere una fede completa in Lui.

Riconoscere Dio in tutte le nostre vie significa aggiungere alla fede anche l’intelligenza, perché riconoscere qualcosa è constatare realmente quello che già c’era. Seminare con speranza, significa fidarsi. Raccogliere il frutto significa riconoscere che la speranza era giusta.

Per esempio: il contadino semina il grano quando è cattivo tempo. Il seme “muore” si inabissa dentro un solco buio. Fuori fa freddo, c’è pioggia ci sono i temporali. Poi nel suo tempo il seme cresce si fa piantina e d’estate ecco il grano rigoglioso. Ci vuole fede per seminare ed aspettare, ma anche intelligenza per capire i tempi.

Il discernimento umano è diverso da quello di Dio: Dio vede il seme anche sotto terra, noi lo vediamo solo in superficie. Il discernimento è vederci chiaro, ma la vista dell’uomo è limitata. Se confidiamo in Dio, se ci fidiamo della Sua parola è come se il discernimento nostro vedesse più lontano, più in profondità. Se confidiamo solo in noi stessi ci appoggiamo solo sulla nostre forze e la fede verrebbe esclusa.

Ora l’uomo non conosce sempre i tempi giusti della semina, ma Dio si. Ad esempio se io voglio che una persona si converta faccio bene a parlarle di Dio, ma riguardo al momento in cui farlo e alla modalità con cui farlo, solo Dio sa quando un cuore è pronto per la semina. A volte si mette la parola di Dio e il giorno dopo sembra già che abbia messo radici, alle volte non cresce proprio, alle volte invece dopo 60 anni ecco che fruttifica. Per fede noi sappiamo che

“…così è della mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non torna a me a vuoto, senza aver compiuto ciò che io voglio e condotto a buon fine ciò per cui l'ho mandata.” (Isaia 55:11)

Allora ci appoggiamo a questa base e come il contadino seminiamo nella speranza. A suo tempo constateremo che la speranza non era stata messa invano.

 

 

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