Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

COME RICONOSCERE LA PERSONA GIUSTA DA AMARE?

L'amore non è solo "va dove ti porta il cuore" ma richiede il coinvolgimento anche della volontà

di Renzo Ronca - (13-5-11) 30-11-14- h.9

 

 

DOMANDA:

Per quanto riguarda la persona giusta ti chiedo la manda Dio a noi o siamo noi che dobbiamo capire se è quella giusta?

 

RISPOSTA:

Entrambe le cose.

Se dipendesse solo da noi, ogni volta che siamo soli ed incontriamo una persona piacente che ci mostra affetto e simpatia, pensiamo sempre che sia quella giusta! L’innamoramento è come una malattia che sarà anche piacevole, desiderabile, eccitante e tutto quello che vuoi, però indubbiamente toglie l’obiettività.

Nella vita incontriamo persone buone e persone cattive. Se fossero tutte buone saremmo già in paradiso. Spetta a noi discernere le differenze con l’aiuto dello Spirito di Dio.

E come si fa a discernere le differenze? Beh, se uno è già “cotto” sono guai, non gli riuscirà certo di vedere i difetti nell’altra persona. Se può, deve cercare almeno di non prendere decisioni affrettate, come il matrimonio rapido per esempio o una convivenza immediata. Dovrà cercare di obbligarsi ad aspettare che “la cotta” passi ed emergano da sole le normali differenze, con i normali difetti che tutti abbiamo. Solo in quel momento potrà cominciare a fare davvero dei progetti equilibrati. E’ prima dell’innamoramento che si deve discernere ed agire, in quella che si chiama vigilanza, cautela, accortezza, valutazione.

Se abbiamo princìpi cristiani, per esempio, vedremo come prima cosa se questa nuova persona offende Dio o fa del male se stesso e agli altri.

Per esempio se una ragazza incontra un ragazzo simpaticissimo, bello, di successo, ma che si droga o si ubriaca o è schiavo del gioco, ecc, allora prima di dire di si, deve valutare bene. Non è che deve rifiutarlo per forza, può amare chi vuole, però deve essere consapevole di cosa comporterebbe amare uno che dipende da una sostanza stupefacente. “Dipendente” non significa mostro oppure cattivo, significa che “dipende” prima di tutto dalla sostanza, non da Dio non dall’amore per te; questi passerebbero in secondo piano.  La droga per lui arriva ad essere tutto, farebbe di tutto per averla. Sarebbe più di un idolo, sarebbe la sua fonte di vita stessa. E’ una persona fragile, non in grado di poter fare delle promesse, non in grado di assumersi responsabilità a lungo termine, esposta in continuazione al rischio di infezione fisica e di instabilità caratteriale. Se non sa badare a se stesso, come potrà occuparsi di te? Unirsi carnalmente con una persona drogata non è un atto da prendere alla leggera, comporta rischi grossi, non solo sul piano fisico, ma anche su quello spirituale. Io sono convinto che un tossico, per debolezza, per inavvertenza o per quello che ti pare, abbia aperto il suo corpo, la mente ed il cuore, alle cose di Satana; e questo essere maligno poi, in qualche modo poi, gradatamente, lo controlla. Amare un ragazzo così si può sempre fare, ma non nel modo classico. Amarlo significa avere a che fare in prima linea con il combattimento contro Satana; significa allora prima di tutto aiutarlo a guarire (se vuole davvero guarire) E POI eventualmente fare progetti e discorsi di coppia. Se non è riabilitato, significa dedicarsi a lui quasi completamente, essere “la colonna” del rapporto, saper sopportare tutti i pesi tuoi che ti dà la vita, più tutti i suoi. Non lo so se una ragazza ce la possa fare senza una struttura adeguata, io penso di no. Da sola proprio no; il rischio è cadere nella stessa dipendenza.

Quando ero giovane pensavo che l’amore tra due persone fosse una specie di esplosione magica bellissima che investe due persone, a cui non si può né si deve resistere. “Và dove ti porta il cuore” insomma. Dopo significativi errori, molto pesanti, e dolorose esperienze, oggi credo che l’amore sia si un’esplosione, ma che si possa anche prevenire  e fare in modo che non possa agire in modo disordinato e devastante.

La volontà infatti è una qualità che abbiamo tutti, solo che la usiamo poco. Anzi più andiamo avanti e meno la usiamo. Il futuro sarà sempre più istintivo, barbaro, bestiale. Questo che significa, che dobbiamo esserlo pure noi? No di certo! Se uno ha dei princìpi morali allora li segua. Non ce la fa a seguirli? Allora ricorra all’aiuto dei genitori. Non vuole sentire i genitori “che non capiscono niente”? Allora parli con un pastore equilibrato, che non soffra a sua volta di solitudine o di scompensi affettivi. Non vuole ascoltare nessuno? Allora ascolti il Signore, pregando molto e leggendo il Vangelo tutti i giorni.  Nel frattempo  stabilisca un “periodo di prova” (esempio un paio di mesi) in cui, pur frequentando quella persona, non vada oltre ciò che agli occhi di Dio sia lecito. Il Signore ti verrà incontro e manifesterà con più chiarezza come stanno davvero le cose.

Ho fatto l’esempio del tossico per estremi, ma il discorso vale per ogni persona che incontriamo: non domandiamoci subito se è desiderabile o meno se gli piacciamo oppure no, ma se siamo cristiani vediamo prima di tutto se offende Dio in qualche modo. Se così fosse, tocca a noi stare attenti a chi ci uniamo, perché il nostro corpo è un tempio sacro in cui risiede lo Spirito di Dio e va mantenuto integro dal peccato. infatti dice:

1 Cor 6: 15 Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra di Cristo per farne membra di una prostituta? No di certo! 16 Non sapete che chi si unisce alla prostituta è un corpo solo con lei? «Poiché», Dio dice, «i due diventeranno una sola carne». 17 Ma chi si unisce al Signore è uno spirito solo con lui.

 

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