Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

CHI FA LA VOLONTA’ DEL PADRE

26-4-11

 

Cara lettrice, per il commento che mi hai mandato, non avendo il link preciso del giornale a cui è diretto, mi è difficile seguirlo bene, anche se conosco quel giornale che leggo spesso e quel giornalista che stimo.

 

Quanto hai scritto tu mi pare un apprezzamento al giornalista e partendo da lui, una evidenziazione di alcuni aspetti religiosi morali politici sociali esistenziali in genere, confrontati con un presente deludente. Una buona considerazione, niente da dire (anche se forse toccando parecchi campi c’è il rischio di non entrare mai profondamente nello specifico di nessuno di essi).

 

Per le ideologie ed i pensieri contenuti, ognuno è libero di elaborarle come crede, e magari di applicare Gesù e il cristianesimo e la “nuova nascita” di Nicodemo, come dicevi tu, nelle situazioni sociali che preferisce (anche se io farei il contrario: sono le situazioni e gli uomini che si devono adattare a Cristo e non viceversa, altrimenti Cristo dipenderebbe dal tempo presente, invece il Signore è Signore anche del tempo).

 

C’è solo un punto che non va e che mi permetto di correggere. Quando si citano tra virgolette le parole che avrebbe detto Gesù devono obbligatoriamente essere corrette e nel caso che hai riportato non mi pare che lo siano. Tu dici:

 

..con quanto predicava il nazareno: “non chiunque dice Signore Signore entrerà nel Regno di Dio ma chi fa la volontà del Padre, difendendo i più deboli”.

 

La frase vera è:

 

Matt 7:21 «Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. 22 Molti mi diranno in quel giorno: "Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo e in nome tuo cacciato demòni e fatto in nome tuo molte opere potenti?" 23 Allora dichiarerò loro: "Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori!"

 

L’espressione “difendendo i più deboli”, non mi pare che compaia nel contesto in oggetto e, se non vado errato, nemmeno in altre predicazioni del Cristo. Aggiungerla alla citazione di Gesù, come se fossero davvero parole Sue, oltre che creare un precedente pericoloso nella manipolazione della Scrittura (seppure in buona fede), dà una valenza particolare all’opera di Gesù ed alla volontà del Padre; la rende ridotta, inesatta e un tantino politicizzata.

 

Sembra quasi che il giornalista si sia servito delle parole di Gesù per portare acqua al suo mulino, arrivando a parlare di M. L. King, Gandhi e facendo dei chiari riferimenti alla scabrosa situazione politica di oggi. Non discuto delle intenzioni, che possiamo condividere o meno; molte chiese hanno optato per questa linea di aiuto concreto e “guerrigliero” nei confronti di chi è trattato ingiustamente (per esempio una grossa fetta di quella cattolica nel Sud America degli anni ‘70), e certo compito di una chiesa è ANCHE aiutare i deboli a far "prendere coscienza" dell’ingiustizia e a farsi valere, ma espresso in questo modo, come nella frase che hai citato, non va bene.

 

Per parlare della volontà del Padre ci vorrebbe un trattato, ma volendo fare una sintesi in base all’importanza del Suo volere nei nostri riguardi io citerei solo questa frase dell’apostolo Giovanni:

Giovanni 6:40 - Poiché questa è la volontà del Padre mio: che chiunque contempla il Figlio e crede in lui, abbia vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno».

 

Uno dei rischi dell'uomo di oggi  è esattamente come dicevi tu e quel giornalista: "non ricordare"; ma la memoria deve andare oltre l'esempio di L. King e di Gandhi: la base del cristianesimo (se di questo uomo cristiano stiamo trattando) è ricordare in primo luogo che la giustizia si ottiene per la fede in Cristo e diviene "giustificazione" per una vita eterna. Da questo nucleo centrale, essenziale, scaturisce poi il contesto sociale.  

Un cordiale saluto.

 

 

 

 

 

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