Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

EPISODIO DI CORNELIO E PIETRO: CRISTIANI, MUSULMANI ED ALTRE FEDI, SIAMO TUTTI UGUALI DAVANTI A DIO?

 

di Renzo Ronca - (20-1-11) 21-10-14 - h.00,30 - (Livello 2 su 5)

 

 

 

 

 

 

DOMANDA: Leggevo di Cornelio e di Pietro. Secondo me questo significa che non dobbiamo giudicare quelli diversi da noi. Non vuol dire che siamo migliori degli altri se siamo cristiani, musulmani o di altre fedi, siamo tutti uguali davanti a Dio, perché è Lui chi decide se dovremo ricevere la vera vita o no. Tu cosa ne pensi?

 

RISPOSTA:

E’ vero che non dobbiamo giudicare nessuno e che è Dio che sceglie, ma non è vero che tutte le fedi religiose siano uguali davanti a Lui.  Questa è una interpretazione ingannevole "new age" che purtroppo si sta consolidando  in tutto il mondo.

Spieghiamo meglio: In Atti 10 vediamo l’episodio di Cornelio.

Pietro, come tutti i giudei, riteneva che la salvezza fosse cosa riservata solo ai giudei. Lo Spirito di Dio però gli mostra che è sceso anche su Cornelio, che era straniero. Pietro allora capisce e dice: “«In verità comprendo che Dio non ha riguardi personali; ma che in qualunque nazione chi lo teme e opera giustamente gli è gradito. Questa è la parola ch'egli ha diretta ai figli d'Israele, portando il lieto messaggio di pace per mezzo di Gesù Cristo. Egli è il Signore di tutti.” (Atti 10:34-36) – Questo non vuol dire che davanti a Dio vanno bene tutte le religioni, che tutte le fedi sono uguali. Al contrario dice che Dio può scegliere chi vuole da ogni parte del mondo e riempirlo del Suo Spirito Santo. Ma quelli che Dio sceglie sono comunque persone “che Lo temono, che operano giustamente e che Gli sono gradite”. Tutto questo per mezzo di Gesù Cristo, il quale è Signore di tutti.

Temere Dio e credere in Gesù Cristo ci pare una scelta di fede che non va bene per tutte le religioni; infatti non tutti credono in Cristo.

Essere graditi a Dio poi, indica una scelta personale, un rapporto personale tra noi e Dio in Cristo. Solo Dio, nel tramite dello Spirito Suo, può esplorare i nostri cuori. Cuori che variano da anima ad anima non da denominazione a denominazione.

Il Signore non dona lo Spirito Suo ad una classe di persone privilegiate, come ad esempio solo ai cattolici, solo ai protestanti o solo agli ortodossi, ma entra nei singoli cuori di chi ama. Questi singoli cuori li può scegliere tra tantissime chiese cristiane, ma non è detto che tutti di tutte le chiese cristiane siano a Lui graditi.

L’incontro col Signore, la conversione, il cammino, la "nuova nascita", sono conseguenze di un singolo rapporto personale. Questo rapporto personale poi, proseguendo e maturando, può anche trovafe ospitalità in questa o quella denominazione che più è vicina alla maturità che si raggiunge.

 

 

Indice posta  -  Home

 

 

Questo sito ed ogni altra sua manifestazione non rappresentano una testata giornalistica - vedi AVVERTENZE