Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

GIUDA ISCARIOTA E' SOLO UNO CHE NON HA CREDUTO IN CRISTO

contro ogni tendenza di idealizzazione del personaggio

di Renzo Ronca - (15-6-10) - 18-5-15- h. 7,15 -(livello 2 su 5)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DOMANDA:

“C’e’ una domanda che mi chiedo qualche volta: se era già scritto che Giuda avrebbe tradito Gesù, perché così si doveva adempiere la scrittura, allora anche Giuda è andato al paradiso”.

 

RISPOSTA: Nessuno può conoscere i pensieri dell'ultimo minuto prima di morire e non sappiamo cosa pensò Giuda quando si impiccò. Tuttavia basandoci sugli avvenimenti biblici io  non credo proprio che sia andato in paradiso. Ragioniamoci sopra con calma (mi appoggio anche al Dizionario Biblico GBU):

 

1) Se Gesù ha chiamato Giuda è perché pensava veramente che avesse le potenzialità per diventare un buon apostolo. [potenzialità = ciò che è “in potenza”, che è “latente”, che potrebbe svilupparsi e diventare nella pratica, ma che è ancora allo stato di possibilità].

Quante volte anche a noi capita di trovare delle persone che hanno magari un cuore perfetto in quanto a sentimenti, ma poi per altri motivi, come l’avidità oppure la debole  volontà, la diffidenza  ecc, vengono corrotti nel carattere? Quante persone che deludono e che ci fanno tanto del male perché “tradiscono” le nostre aspettative!

Giuda non fu l’unico personaggio chiamato da Gesù che non si mostrò all’altezza della fiducia concessagli: pensiamo anche al giovane ricco: il Signore lo osservò e “lo amò” nel chiamarlo (Mar 10:21), ma questi, all’amore di Dio,  preferì la ricchezza terrena. Immagina il dispiacere del Signore nel vedere questo voltafaccia!

 

2) Molti credono alla “predestinazione” [= un destino già prestabilito, senza possibilità da parte dell’uomo di modificarlo] secondo cui chi è destinato alla salvezza sarà salvato e chi non è destinato alla salvezza non lo sarà. Io non sono d’accordo con questa dottrina; pensa come si deve sentire uno quando lo convincono che non è tra quelli salvati!! Come potrà vivere sapendo di non avere speranza? Invece da come capisco io la Scrittura ritengo che la salvezza sia per tutti e sia raggiungibile in ogni momento della nostra vita, in base al “libero arbitrio” cioè alla libera possibilità di scelta che ogni uomo ha.

Secondo questa dottrina della predestinazione, Giuda sarebbe nato solo per far realizzare la croce di Cristo, dunque avrebbe in un certo senso “collaborato” al piano di Dio. Ci manca poco che diamo una medaglia a Giuda! Questa spinta dottrinale è solo una filosofia perversa che tende a diminuire la gloria di Gesù. [Di questa stessa linea è anche la suggestione malefica intorno a Maria Maddalena che sarebbe stata addirittura l’amante o la compagna o la donna raffigurata nella “santa cena” al posto di Giovanni, come reso celebre da un famoso film].

Ma invece di predestinazione sarebbe più giusto parlare di “preconoscenza” [= conoscenza dei fatti prima che accadano.] Ma qui il discorso richiederebbe un approfondimento molto più complesso, come abbiamo accennato altrove. Diciamo solo questo: che la “preconoscenza” non implica affatto una “predestinazione”.  Vale a dire in questo caso che Giuda non era condannato/incaricato a tradire Gesù per forza. Egli poteva decidere liberamente di seguire davvero Gesù come apostolo.

Purtroppo da tanti anni è in atto il tentativo di un condizionamento mediatico da parte delle forze esoteriche spinte da Satana in cui Giuda viene presentato come un formidabile eroe: ecco cosa scrivono in un sito in cui fanno riferimento ad un misterioso scritto di Giuda....  "L'Iscariota, dunque, non solo non è qui il traditore, ma diviene il mezzo attraverso cui il Nazareno raggiunge il proprio scopo. Trattasi, dunque, del discepolo decisivo, il più importante. Vigiliamo con attenzione! Ci vuole poco a far entrare il dubbio nel nostro cuore! NON seguite queste cose! Appena le trovate lasciate perdere, non vi fate prendere dalla curiosità.

 

3) Giuda non ha mai riconosciuto Gesù come il Messia, quindi si è posto da solo nello spazio riservato dei "non credenti" e dunque dei "non salvati". Mai l’ha chiamato Gesù “Signore”. L’appellativo più elevato con cui Lo ha chiamato è stato “Rabbì” (Matt 26:25). Giuda è stato chiamato assieme agli altri ma non è stato mai “salvato” proprio perché non ha saputo/voluto riconoscere in Gesù, il Cristo.  Egli probabilmente come gli zeloti, si aspettava un messia trionfante contro i Romani, un re davidico, combattente con le armi. Gesù gli ha dato una possibilità come l’ha data agli altri (non è che gli altri apostoli on avessero difetti!) sapeva che era un ladro, ma gli aveva affidato la cassa!

Parlavo con un fratello pastore che ha aiutato moltissimi “tossicodipendenti” a rimettersi a posto: mi diceva che il modo migliore per aiutare qualcuno a redimersi è quello di responsabilizzarli: “sei stato un ladro? Vuoi davvero cambiare? Va bene, eccoti la nostra cassa con i nostri soldi, ti do fiducia”. Lui può redimersi oppure no.

Giuda è andato con Gesù ma dentro al cuore ha resistito e non si è convertito. Non accettando Gesù, Giuda era il più esposto alle tentazioni, e dunque maggiormente all’opera del diavolo, che sempre più lo ha ingannato fino a prenderne il possesso la sera dell’ultima cena, quando “Satana entrò in lui” (Giov 13:27).

 

In conclusione Giuda Iscariota è stato un uomo amato dal Signore, chiamato a seguirLo, ma ha liberamente scelto di non seguirlo per vari motivi. Rifiutando Gesù che come Signore è la Via, la Verità la Vita, dove altro poteva andare Giuda se non verso la morte? Nemmeno dopo il pentimento per averLo tradito riconobbe Gesù come Signore per questo il senso di colpa si impadronì di lui fino a portarlo al suicidio. Anche se non possiamo escluderlo la Scrittura non ci parla di altri ravvedimenti.

 

Giuda rappresenta un terribile avvertimento attuale contro il credente esteriore, quello non impegnato, quello che dice di essere cristiano ma che invece nell’animo ha liberamente scelto di seguire solo quello che gli fa comodo. Chiunque sceglie di non segue Gesù, pure se il Signore è sempre bendisposto e pronto ad accoglierlo, si ritaglia da solo un destino di morte.

 

 

 

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