Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

Come si fa a sapere se il Signore ti vuole bene?

di Renzo Ronca - (6-6-10) - 30-11-15- h. 9,15

 

 

E’ una bella domanda; semplice ma molto profonda.

 

La risposta diretta e scritturale  è che Dio ci ha amati a tal punto da sacrificare il Suo unico Figlio per la nostra salvezza:

Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna”. Giovanni 3:16

Quindi l’esistenza di Gesù è proprio dovuta ad un atto d’amore del Padre verso di noi.

 

Ma forse nella domanda era racchiuso non tanto un interesse teologico, quanto una necessità personale di sentire realmente l’amore da parte di Dio, da “cuore a cuore”. Certe volte infatti, anche per lunghi periodi, ci si sente soli e non amati e magari il diavolo su questo spinge le tentazioni al punto di seminare dei dubbi, come se avesse detto: “ma sei sicura che il Signore ti voglia davvero bene? A me non sembra. Lui parla e predica bene, ma di fatto tu stai come stavi un anno fa…”

 

Prendiamo allora Isaia 43:1-5 

1 Ma ora così parla il SIGNORE, il tuo Creatore, o Giacobbe, colui che ti ha formato, o Israele! Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio! 2 Quando dovrai attraversare le acque, io sarò con te; quando attraverserai i fiumi, essi non ti sommergeranno; quando camminerai nel fuoco non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà, 3 perché io sono il SIGNORE, il tuo Dio, il Santo d'Israele, il tuo salvatore; io ho dato l'Egitto come tuo riscatto, l'Etiopia e Seba al tuo posto. 4 Perché tu sei prezioso ai miei occhi, sei stimato e io ti amo, io do degli uomini al tuo posto, e dei popoli in cambio della tua vita. 5 Non temere, perché io sono con te; io ricondurrò la tua discendenza da oriente, e ti raccoglierò da occidente.

 

Leggiamo lentamente, con attenzione questo stupendo passo e commentiamolo insieme.

 

Vediamo subito l’insistenza a definire con precisione il soggetto e l’oggetto dell’amore:

 

Ma ora così parla il SIGNORE, il tuo Creatore, o Giacobbe, colui che ti ha formato, o Israele! ...  perché io sono il SIGNORE, il tuo Dio, il Santo d'Israele, il tuo salvatore...

Dio è il soggetto, Colui che per primo ama e si presenta con molti nomi non per esibizione, ma come per dire: “Ehi, scuotiti, sono io, capisci? Il tuo Creatore! Sono Dio! Mi hai forse dimenticato? Ma io no, non mi son dimenticato di te!”

Dio si rivela teneramente all’anima ferita e stanca in molti modi, non spaventandola con la Sua potenza, ma dolcemente, ricordandole la Sua natura di Padre e di Creatore per dare credibilità alla Sua parola e scuotere l’anima afflitta. Egli potrebbe in un attimo distruggere il mondo, ma si abbassa accanto allo stanco per prendergli il mento tra le dita e dirgli ancora: “Ehi! Che vuoi fare? Sono Io! Mi vedi? Mi senti? Sono proprio Io! Perché ti abbatti? Sono Io che ti rafforzo, su, alza i tuoi occhi e guardami.. son qui solo per te..”

 

[sono] colui che ti ha formato [..]  Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio! ... Perché tu sei prezioso ai miei occhi, sei stimato e io ti amo....

Colui che ci parla e si ferma accanto a noi (noi siamo “l’oggetto” del suo amore, quelli a cui l’amore è rivolto) è Quello che ci ha concepito, che ci ha voluti in vita per destinarci al paradiso; ci ha formati proprio per questo. Ci ha dato una forma fisica unica, come nessun altro al mondo. Infatti siamo tutti simili, ma ognuno è diverso da un altro e irripetibile come le impronte digitali, come il DNA. Egli ci ha formati anche nel modo unico del carattere, del pensiero, del formulare i pensieri. Egli consce il nostro alzarci ed il nostro sederci, le partenze piene d’entusiasmo e le brusche cadute. Egli tutto conosce di noi perché così ci ha pensati e così ci ha voluti e così ci ha condotti. Ci ha riscattati per mezzo del Cristo per non perderci e ci ha chiamati per nome.

 

Questa secondo me è l’affermazione più bella e commovente che ci sia. Dio ci chiama per nome. Ci conosce individualmente non come una massa di persone, ma uno per uno, ci ama uno per uno. Non sappiamo come ciò possa avvenire, eppure Egli riesce ad amare ciascuno di noi individualmente, anche te, come se  tu fossi così importante per Lui da essere l’unico o l’unica dell’universo! E’ così l’amore; un amore dal legame profondo, unico, irresistibile, indivisibile.

Quindi noi sappiamo che il Signore ci vuole bene principalmente perché ce lo ha detto.

Prestare fiducia, credere alla Sua Parola è appunto la fede.

In seguito tutto questo viene ad essere constatato con mille e mille riprove, difficili da spiegare perché sono attestazioni dello spirito della mente e persino dei sensi. Ma la fede è la strada che unisce un passo dopo l'altro.

 

Ci sono infatti nel nostro cammino, dei punti dove la strada sembra interrotta: una interruzione, una frana, un burrone profondo… come superarlo? La fede è il nostro “ponte” per andare dall’altra parte e proseguire il cammino di crescita e consacrazione.

 

Inoltre il Signore non è una nuvola eterea che ci vede dall’alto senza partecipare alle nostre difficoltà: egli piange con noi quando noi piangiamo e non può stare a guardare. Quando meno ce lo aspettiamo ecco un piccolo-grande aiuto: magari un fratello o una sorella che da anni non sentivi più che ti dice: “Ehi, come stai? Lo sai che il Signore mi ha messo te nel cuore da una settimana? Lo sai che quella volta che dicesti quelle cose io ne fui tanto edificato? Mi fece tanto bene. Non smettere di servire Dio, rialzati perché c’è bisogno di te. Ognuno è una benedizione per l’altro nella famiglia della Chiesa di Dio, ci manchi”.

 

Lodiamo sempre il Signore ed aspettiamo le Sue benedizioni perché sicuro è il Suo amore e certe le benedizioni.

Su questa colonna, il Suo amore sicuro,  poggia tutta la vita del cristiano.

 

 

 

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