Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

Gesù ha predicato ai morti?

risposta di Renzo Ronca - (15-2-10) - 5-4-14- (Livello 4 su 5)

 

Cristo deposto del Mantegna

 

DOMANDA: L''allegato estrapolato dal commentario  di evangelici. net, cosa ne pensate in merito?

 

Caro lettore, crescendo nella fede siamo chiamati sempre più a riflettere, ragionare, meditare e scegliere. Il passo a cui fai riferimento 1 Pt 3:19-20 è controverso: alcuni lo interpretano in un modo altri in un altro; tu potrai sentire tutti ma dovrai prendere atto delle differenze e poi farti una opinione tua, così come ho fatto io.

Il commentario a cui fai riferimento di evangelici.net sembra quello che compare nella Bibbia on line di Richard Wilson di Bosio e Stewart. Io ho consultato anche quello di Unger-Larson e soprattutto il commentario “Investigare le Scritture” di Walwoord-zuck, che a mio avviso è tra i più accreditati in campo evangelico.

Quest’ultimo afferma: “alcuni studiosi ritengono che si riferisca alla discesa di Cristo nell’ades nel periodo tra la morte e la resurrezione […] questa interpretazione non ha però alcuna base scritturale. […]  Gli ‘spiriti’ di cui si parla in 1 Pt 3:20 sono probabilmente le anime degli esseri umani malvagi che vissero ai tempi di Noè. Questi ‘spiriti’ ora sono in ‘carcere’ ed aspettano il giudizio finale di Dio alla fine dell’era presente”.

IN modo simile si esprime anche il commentario Unger-Larson che vede il tutto come un incoraggiamento di Cristo nella sofferenza; Gesù infatti nel suo straordinario ministerio di predicazione sarebbe riuscito a predicare in modo speciale agli ‘spiriti in carcere’ cioè ai peccatori in vita al tempo di Noè.

Lo scritto del caro fratello Angelo Galliani a cui fai riferimento[1], che pubblicammo alcuni anni fa in  è molto buono ed è da leggere con molta calma, perché eleva il discorso ed apre la riflessione sul senso più generale delle intenzioni dell’apostolo. Fa riflettere sul concetto di tempo che è “creatura” di Dio; ma Dio non è limitato “dentro” il tempo, essendo Egli “fuori” dal tempo, nell’eternità. Angelo Galliani ci indica giustamente la direzione di infinta grandezza e misericordia di Dio che può ogni cosa in ogni luogo ed in ogni tempo e fuori anche dal tempo. Da questa considerazione, come Angelo dice, possiamo ricavare una grande fiducia per il nostro avvenire.

L’invito che vorrei dare alle brave persone come te che seguono e studiano le Scritture (magari tutti fossero così!) è comunque quello di focalizzare i pensieri non su una singola parte teologica, che magari stuzzica la nostra curiosità, ma di considerare che siamo negli ultimi tempi e che presto sarà molto più difficoltoso per l’uomo persino convertirsi. Occorre dunque ravvedersi in fretta e trovare SUBITO un giusto, vero, rapporto con Gesù “vivo” prima che avvenga il rapimento; servire il Signore per aiutare anche chi ancora non ha conosciuto la nuova nascita; questo dovremmo avere come obiettivo primario.

 

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