Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

GIORNALISTI DA BUTTARE

Il cattivo giornalismo che fa venire i brividi perché sembra “normale” - caso della 31enne di Gela

di Renzo Ronca - 28-4-10

 

 

Si tratta di una brutta storia di disperazione sfociata in tragedia. Una donna si è buttata in mare coi figlioletti che sono morti. La giornalista di un notiziario di una rete privata, specializzato in fatti cronaca, alle 18,30 di un paio di giorni fa, ha esordito dicendo -Ed ora la “mamma assassina”: sembra che…-

L’etichetta “mamma assassina” della cinica giornalista ha già condannato la donna davanti a mezza Italia. Chi ascolta queste notizie a raffica è abituato (purtroppo) a “bere di tutto” e a non porsi mai domande; dunque rimane condizionato da questo titolo per tutta la durata della notizia e forse anche dopo.

Oggi “l’informazione” è volutamente così: è data solo superficialmente, con grossi titoli, magari distorti o gonfiati; ragionare, spiegare, invece è fantascienza. Sono titoli di tutto (così hai l’impressione di sapere tutto) ma elaborazione di niente.

Se permettete proverò io a soffermarmi un poco, per amore della verità e di un sentimento cristiano che stiamo perdendo:

Una giovane donna, sposata, con due figli, di Gela in Sicilia, nel giro di pochi mesi si è trovata con un peso impossibile da portare da sola e la sua testa ha fatto “tilt” buttandosi in mare coi figlioletti. Il primo figlio (9 anni) aveva una terribile malattia, la più difficile che esista da assistere e curare: l’autismo[1]; anche il secondo (2 anni) pare avesse iniziato sintomi analoghi[2]. A questo si era aggiunto lo sfascio della sua famiglia in quanto il marito l’aveva lasciata. Abbiamo dunque una donna sola, con grossi problemi, in un ambiente già problematico, con una assistenza sociale praticamente inesistente. Vorrei sottolineare bene quanto ho appena detto: L’ASSISTENZA SOCIALE PRATICAMENTE INESISTENTE.

Penso che anche una persona normalissima, senza problemi, di fronte alla responsabilità di due bambini autistici di 9 e di 2 anni andrebbe in crisi. Le famiglie non ce la possono fare da sole senza un supporto specialistico ed a volte nemmeno quello basta. La donna invece non solo è stata lasciata sola da una assistenza sociale a cui aveva diritto, ma non aveva nemmeno un marito con cui condividere il peso visto che lui l’aveva lasciata.

I “giornalisti-da-buttare” non hanno parlato molto delle cause e della mancata assistenza sociale, ma si sono accaniti sulla modalità dell’affogamento, con dovizia di particolari, in modo da provocare forti emozioni all’ascoltatore ed avere un più elevato indice d’ascolto.

“Mamma assassina”, diceva quella “giornalista-da-buttare”, e lo diceva senza enfasi, senza disprezzo, con la stessa inflessione con  cui annuncia il ritrovamento di una scatola di biscotti avariata.

Questo parlare di cose raccapriccianti senza emozione, come fosse “normale” è terribile e mi spaventa più del fatto stesso, perché induce nell'ascoltatore come l'abitudine a questi terribili fatti e li mette sullo stesso piano di una eliminatoria di "grande fratello".

Ricordiamoci di essere cristiani. Evitate di ascoltare certi notiziari che volutamente “giocano” con le vostre emozioni. Non vi fate condizionare, riflettete sempre. Non giudicate, non seguite il conformismo di un mondo senza Dio. Piuttosto capite, pensate, chiedetevi: come avremo potuto aiutare una povera persona così? Che responsabilità hanno avuto i servizi sociali statali? E che responsabilità abbiamo noi nel permettere che queste cose accadano?

 

Correlazioni:

GIORNALISTI (e film) DA BUTTARE - 2

 

 

 

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[1] I bambini autistici sono completamente staccati dalla realtà e relazionarsi con loro è quasi impossibile; richiedono un’assistenza particolare specialistica e continua. Questo è quanto dice un sito di psicologia specializzato: “Trattandosi di una eziologia multifattoriale, l’indagine diagnostica è particolarmente complessa e deve necessariamente essere fatta in un Centro di alta specializzazione e con la consulenza integrata di vari specialisti. Anche il trattamento richiede interventi multipli integrati sia a livello familiare sia a livello individuale, di tipo psicologico, riabilitativo e farmacologico.” (da iltuopsicologo.it autismo infantile)

[2] Dall’agenzia “AGI” – Caltanissetta 26 aprile.

 

 

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