Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

Raccolta di riflessioni-flash giornaliere inserite nel bollettino Il Ritorno

(ultimo in alto)

 

Pubblicati nel mese di Settembre-Ottobre 2013

 

 

 

Perché Giovanni battezzò sì con acqua, ma voi sarete battezzati in Spirito Santo fra non molti giorni. (Atti 1:5) – Benché se ne parli molto, in verità sappiamo molto poco dello Spirito Santo. Ma se lo pensiamo come un modo di Dio di seguirci ed essere presente in noi, allora ci è più facile capire perché non sia classificabile o gestibile. La nostra mente non ce la farebbe a comprenderLo; tuttavia può ricevere da Lui come delle parti di Sé che aprono la nostra mente e rendono più incisive la nostre azioni. Quando il nostro cuore è riempito dello Spirito di Dio ecco che tutto di noi, spirito, corpo, mente, è come perfettamente intonato, inserito in una armonia inspiegabile che ha una evoluzione. Chiamiamo questo fine "eternità" e “regno di Dio”. Ci dirigiamo là. Un luogo ed una strada che solo seguendo lo Spirito Santo potremo gustare. Non devi averne paura perché è per questo che sei nato. (RR-31-10-13-h.9,15)

Satana si mosse contro Israele, e incitò Davide a fare il censimento d'Israele. Davide disse a Ioab e ai capi del popolo: «Andate, fate il censimento degli Israeliti da Beer-Sceba fino a Dan e venite a riferirmene il risultato, perché io ne sappia il numero». (1Cronache 21:1-2) – A volte Dio permette a Satana di tentarci in maniera sottile, per cui potremmo sentirci spinti a fare un’azione che è contro la volontà dell’Eterno. Il censimento in questo caso fu l’occasione scelta da Dio con cui diede un severo insegnamento a Davide e al Suo popolo. Probabilmente la molla che spinse Davide al censimento fu il voler considerare la forza militare del suo popolo indipendentemente dall’aiuto di Dio. Appoggiarsi alle proprie forze, prendere coraggio o avere paura del nemico in base alla propria capacità, non è bene per chi ha sempre confidato in Dio. Israele ha sempre vinto le sue battaglie non perché in maggioranza, ma perché guidato dalla fede nell’Eterno. Questo procedere nella vita confidando solo sulle nostre forze, andando avanti solo se abbiamo la prova di essere forti, è un atto ragionevole per un ateo, ma non lo è per chi dice di avere  fede in Dio. Noi credenti camminiamo per fede non confidiamo in noi stessi, ma in Dio. Riflettiamo sulle scelte della nostra vita. (RR-30-10-12-h.8,30)

Lo Spirito disse a Filippo: «Avvicìnati e raggiungi quel carro». Filippo accorse, udì che quell'uomo leggeva il profeta Isaia, e gli disse: «Capisci quello che stai leggendo?» Quegli rispose: «E come potrei, se nessuno mi guida?» E invitò Filippo a salire e a sedersi accanto a lui. (Atti 8:29-31) – La sapienza, la conoscenza, le rivelazioni di Dio non sono doni privati personali da tenere gelosamente chiusi solo per noi stessi. Ogni piccola luce che ti viene data in merito alla comprensione della Bibbia e della vita VA CONDIVISA per l’edificazione comune. Questo è il senso della chiesa, che è pane da spezzare per tutti. Servire Dio è servire le anime che cercano Dio; e se tu l’hai trovato prima degli altri vuol dire che devi servire di più degli altri, accostandoti a loro, spiegando loro quello che lo Spirito Santo ha già spiegato a te. (RR-29-10-13-h.10)

Ma ora così parla il SIGNORE, il tuo Creatore, o Giacobbe, colui che ti ha formato, o Israele! Non temere, perché io ti ho riscattato, ti ho chiamato per nome; tu sei mio! Quando dovrai attraversare le acque, io sarò con te; quando attraverserai i fiumi, essi non ti sommergeranno; quando camminerai nel fuoco non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà, perché io sono il SIGNORE, il tuo Dio, il Santo d'Israele, il tuo salvatore […]. Perché tu sei prezioso ai miei occhi, sei stimato e io ti amo […] (Isaia 43:1-4) – E’ così l’amore di Dio: forte, personale, rassicurante. Egli non ci ma come “massa” di persone credenti, ma ci ama individualmente, col nostro nome. Ha cura e vero amore per noi. Un amore che può turbarci per la sua intensità, perché potremmo averne paura; ma lasciamo che l’anima nostra possa in questo infinito amore trovare la sua felicità tanto desiderata. (RR-28-10-13-h.8,15)

[Gesù disse] “Questa infatti è la volontà di colui che mi ha mandato: che chiunque viene alla conoscenza del Figlio e crede in lui, abbia vita eterna, e io lo risusciterò nell'ultimo giorno”. (Giovanni 6:40) – La prima venuta di Gesù comporta una missione semplice e grande: la salvezza e l’eternità per chiunque creda in Lui. La trasfigurazione sul monte e la resurrezione dopo la morte di Gesù è una manifestazione in anticipo di ciò che avverrà a noi: quando Gesù ci verrà a prendere, alcuni (i credenti trovati vivi) si trasfigureranno in un attimo; altri (i credenti già morti) resusciteranno; entrambi diventeranno subito creature celesti. Questa sarà la vera “Chiesa”. Questa Chiesa, appena passato il periodo di “grande tribolazione”, tornerà sulla terra assieme a Gesù e agli angeli per il millennio di pace. A noi adesso non resta che credere nel Cristo e applicare i Suoi insegnamenti nell’attesa del rapimento. Evitiamo ogni altra complicazione dottrinale o distrazione mondana. (RR-25-10-13-h.8,30)

Ma l'angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, perché la tua preghiera è stata esaudita; tua moglie Elisabetta ti partorirà un figlio, e gli porrai nome Giovanni. (Luca 1:13) – Ciascuno di noi ha avuto una preghiera particolare dentro al cuore, una richiesta a Dio che ha presentato spesso e che forse ormai non porta più perché si è rassegnato. Forse pensiamo che Dio ci abbia dimenticati in quella cosa che avevamo chiesto e a cui tenevamo molto. Ma non è così. Ciò che chiediamo in preghiera non è mai dimenticato e viene sempre inserito nella realtà che Dio ci dona e che ci donerà. L’uomo terreno è legato al tempo terreno; cioè alla sua vita terrena che è un attimo del tempo di Dio, un attimo dell’eternità che vivremo. Resistiamo nella nostra speranza, presentiamo sempre le nostre preghiere a Dio perché il Suo amore per noi saprà come inserirle anche nella realtà presente. (RR-24-10-13-h,8,15)

Ed ecco, un angelo del Signore sopraggiunse e una luce risplendette nella cella. L'angelo, battendo il fianco a Pietro, lo svegliò, dicendo: «Àlzati, presto!» E le catene gli caddero dalle mani. (Atti 12:7) – Il Signore ci aiuta e ci libera in continuazione da situazioni difficili. A volte come in questo caso può servirsi di angeli, sia che ce ne rendiamo conto oppure no, ma la cosa importante non è l’angelo, l’importante è che vigila sulla nostra vita ed è presente in modo reale. Come faccia a vederci e a intervenire non lo sappiamo -non è così importante- ma sappiamo che ogni cristiano ha una missione e che questa è inquadrata in un perfetto piano di Dio che si sta realizzando. Ricerchiamo la tranquillità fiduciosa di Pietro che seppure incatenato riposava tranquillo e pensiamo sempre al fatto che non siamo soli. Nulla può fermare io propositi di Dio e se ne facciamo parte vedremo la Sua potenza. (RR-23-10-13-h.8)

Le mura furono portate a termine il venticinquesimo giorno di Elul, in cinquantadue giorni. […] questa opera si era compiuta con l'aiuto del nostro Dio. (Neemia 6:15-16) – La città da riedificare siamo noi singolarmente. Per prima cosa il Signore costruisce attorno al tempio del ns cuore delle mura, che rappresentano la protezione contro i nemici; la divisione netta tra sacro e profano. Tale costruzione ci vuole attivi, determinati e forti. Tutto questo impegno si può assomigliare alla preparazione fino al battesimo. Molte potrebbero essere le difficoltà ma con l’aiuto di Dio le supereremo tutte. Una volta edificato e protetto il tempio della nostra fede inizieremo a farlo funzionare (Nee. 7:1); questo si può assomigliare finalmente all’inizio del nostro cammino di cristiani maturi in cui offriremo per prima cosa noi stessi nella lode a Dio (Rom. 12:1-2). Lo Spirito del Signore ci gradirà e rafforzandoci ci permetterà di servirLo nella Sua casa, per il bene nostro e di tutti i fratelli. (RR-22-10-13-h.8,45)

Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diverranno una carne sola. Questo mistero è grande; dico questo riguardo a Cristo e alla chiesa. (Efesini 5:31-32) – Come uomo e donna si cercano per unirsi per sempre in una famiglia, così la Chiesa (cioè quelli che amano Gesù in ogni parte del mondo) cerca lo Sposo Gesù per restare sempre con Lui. Dopo il “fidanzamento” (battesimo in acqua) e la conferma di Dio (ricevimento dello Spirito Santo) ecco che nel tempo che si appresta, Gesù verrà a rapire la Sua Sposa, cioè la Sua Chiesa, cioè noi. Ci porterà via dal nostro luogo terreno di origine (padre-madre) e ci condurrà nella nostra vera casa, un luogo che solo Lui conosce nel regno dei cieli, nei mondi perfetti di Dio dell’universo. (RR-21-10-13-h.8,15)

«Riempite d'acqua i recipienti» (Giovanni 2:7 leggere 1-12) -  I nostri corpi sono vuoti senza la grazia. Riempirli d’acqua confidando sulla parola di Gesù significa esprimere volontariamente un atto di fede (come x es. il battesimo in acqua), in previsione di una nuova nascita. Il vino in cui l’acqua si trasforma è la nuova creatura riempita di Spirito Santo che noi diventiamo per i meriti del sangue di Cristo, offerto per noi. Il primo segno di Gesù che ci evidenzia l’apostolo Giovanni è dunque una trasformazione. La trasformazione di noi stessi per grazia. Tale cambiamento spirituale è inquadrato in un matrimonio, una festa. E’ in questa prospettiva gioiosa che va vista la nostra nuova nascita per lo Spirito Santo. Anche se certe volte non capiamo bene la logica di certe richieste da parte del Signore, mettiamo in pratica quanto ci chiede perché sarà sempre per il nostro meglio. (RR-20-10-13-h.9,15)

Siate dunque pazienti, fratelli, fino alla venuta del Signore. Osservate come l'agricoltore aspetta il frutto prezioso della terra pazientando, finché esso abbia ricevuto la pioggia della prima e dell'ultima stagione. Siate pazienti anche voi; fortificate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina. – (Giacomo 5:7-8) – Il desiderio di incontrare il nostro Signore unito alla constatazione del degrado presente potrebbe farci divenire impazienti ed ansiosi.  Il Signore manderà gli angeli a prenderci prima che la situazione mondiale diventi insostenibile; questa è la nostra certezza di fede e con questa tranquillità lasciamo fare a Lui. Dopo aver versato il Suo sangue per noi come potrebbe abbandonarci? Dunque non guardiamo il mondo ma sforziamoci di controllare la nostra paziente attesa serena. (RR-19-10-13)

«Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me! Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado a prepararvi un luogo? Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi; (Giovanni 14:1-2) – Nel nostro periodo storico capiterà frequentemente di rimanere confusi di fronte ad eventi sempre più clamorosi che si incalzano sempre più velocemente. Forse persino il Signore ci sembrerà lontano, ma non è così. Gesù conosce bene i tempi e sa come consolarci ed aprirci di nuovo alla speranza. E’ un momento di attesa il nostro, il Signore è presente nello Spirito Santo mentre sta “preparando la nostra casa”; appena pronta ci rapirà in modo meraviglioso da questo mondo alla deriva e noi conosceremo la felicità a cui siamo destinati. Consoliamoci con questo pensiero dicendo insieme: “Vieni presto Signore!” (18-10-13-h.8,30)

“… la conoscenza gonfia, l’amore edifica” (1 Cor.8:1). E’ un bene per tutti gli uomini avere i mezzi di conoscenza, ma è un male avere la conoscenza senza curarsi della maturità per usarla. Occorre dunque una coscienza adeguata per maneggiare la conoscenza. E’ l’unione dell’intelligenza dell’uomo con l’amore che viene da Dio, che insieme possono formare la giusta coscienza per edificare e non distruggere. ecco allora che la sapienza in mano al mondo diventa un comportamento errato davanti a Dio: “Benché si dichiarino sapienti, sono diventati stolti” (Rom. 1:22). Tutta la nostra sapienza infatti vedete dai giornali dove ci sta portando! Solo attraverso l’unione con Dio potremo capire come gestire la scienza. (RR-17-10-13-h.10)

E il figlio gli disse: "Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio". Ma il padre disse ai suoi servi: "Presto, portate qui la veste più bella, e rivestitelo, mettetegli un anello al dito e dei calzari ai piedi; (Luca 15:21-22) – Se tu torni al Signore troverai in un attimo quello che hai sempre cercato a modo tuo, magari sbagliando e rimanendo ferito. Di che hai paura? Tornare è un atto di coraggio ma anche di felicità perché il Signore e gli angeli fanno festa per un’anima che si tira fuori dalla morte. Una festa che tutti i fratelli condividono anche quelli che non conosci, come me e tanti altri. Il desiderio del Padre è che tu ti salvi, come potrebbe mai punirti? Dio è un padre amorevole che ti accoglie con infinito amore se tu torni da Lui. (RR-16-10-13-h.7,45)

«Signore, che vuoi ch'io faccia?» (Atti 9:6 ND) – L’apostolo Paolo fu “atterrato” dalla comparsa di Gesù. Dopo aver conosciuto Gesù e “ri-conosciuto” in Lui il Signore, Gli chiede subito: “Signore, cosa vuoi che io faccia?”. Questo è il giusto atteggiamento di un’anima che umilmente e volontariamente si allinea con la volontà del Risorto. Non conta più ciò che ero e ciò che dicevo, ma conta solo quello che al presente è bene che io faccia per la gloria di Dio. Il bene viene da Dio e chi meglio di Lui potrà insegnarmelo? Anche noi, riconoscendo in Cristo il nostro Signore, chiediamogli: “Signore che desideri da me? Cosa desideri che io faccia?” Egli accogliendo il nostro cuore ben disposto non tarderà a farcelo capire. Ogni parola che verrà da Lui sarà per il bene nostro e di quanti incontreremo. (RR-15-10-13-h.10,30)

DIO sta nell'assemblea di Dio; egli giudica in mezzo agli dèi. Fino a quando giudicherete ingiustamente e prenderete le parti degli empi? (Salmi 82:1-2 leggere tutto) – Pensavo al caso di un criminale delle SS –mai pentito- che ora, da morto, è nelle cronache per vari motivi; all’inizio fu prosciolto, poi dopo l’indignazione delle comunità ebraiche fu condannato all’ergastolo. A volte certi giudizi tanto diversi l’uno dall’altro ci lasciano perplessi. Non di rado vediamo persone pericolose a piede libero e piccoli disgraziati costretti a scontare pene gravose. Nel salmo di oggi vediamo che Dio accusa quei giudici che nonostante siano stati messi in una posizione di grande autorità rispetto agli altri uomini, giudicano empiamente. Ad essi sarà chiesto conto delle loro azioni. Stiamo attenti anche noi dunque, nel nostro piccolo, quando esprimiamo giudizi. Dio giudicherà comunque le azioni di tutti quando sarà il momento, ed ognuno sarà valutato in base alla sua responsabilità. Più è in alto e più il giudizio sarà severo. (RR-14-10-13-h.9,45)

Dite a quelli che hanno il cuore smarrito: «Siate forti, non temete! Ecco il vostro Dio! Verrà la vendetta, la retribuzione di Dio; verrà egli stesso a salvarvi». (Isaia 35:4) - Non fate le vostre vendette, miei cari, ma cedete il posto all'ira di Dio; poiché sta scritto: «A me la vendetta; io darò la retribuzione», dice il Signore – (Romani 12:19) – Questi inviti sono molto chiari, eppure con la moderna idolatria/apostasia che si chiama “individualismo” l’uomo fa esattamente il contrario. Anche quelli che dicono di credere in Dio (ma non è vero) adattano la loro fede a se stessi; mettono se stessi al posto di Dio e da soli vivono di vendette e rapaci ricchezze. Questo individualismo è contro Dio perché separa l’uomo da Lui e fa dell’uomo un altro dio che amministra la propria giustizia corrotta. Se vuoi che il Signore ti gradisca cambia il tuo modo di fare: affidati a Lui, pensa a Lui e allora Lui penserà a te. Dio conosce i tempi e sa cosa per te è meglio, fidati. (RR-13-10-13- h.7,30)

«Ho cancellato le tue trasgressioni come una densa nube, e i tuoi peccati come una nuvola; torna a me, perché io ti ho redento». (Isaia 44:22) – Come può una persona tornare libera se non si rende conto di essere stata liberata? E come si renderà conto se non crederà ai messaggeri di salvezza? Il problema di chi vive in uno stato di prigionia troppo a lungo è che poi quello stato di alienazione diventa come quotidianità del vivere, una realtà radicata come fosse normale. Noi abbiamo perso la nostra dignità di figli di Dio e consideriamo normale vivere nella barbarie degli istinti. Questi istinti vengono coperti da filosofie o da una vernice opaca che chiamiamo “progresso”, ma la verità è che senza Dio non distinguiamo più il bene dal male ed andiamo incontro alla morte anziché alla vita. Per ritrovare noi stessi abbiamo solo un mezzo: aprirci all’amore di Dio, il quale ci farà tornare in mente le nostre origini, quando Lui stesso ci formò. Gesù ha già pagato ogni nostro errore col sangue, la strada è aperta, torniamo! (RR-11-10-13-h.8,15)

“..tre son quelli che testimoniano nel cielo: il Padre, e la Parola, e lo Spirito Santo; e questi tre sono una stessa cosa. Tre ancora son quelli che testimoniano sopra la terra: lo Spirito, e l'acqua, e il sangue; e questi tre si riferiscono a quell'una cosa”. (1 Giov 5:7-8 Diodati) – Come Dio Padre, Dio Figlio (Parola, Logos) e Dio Spirito Santo sono un insieme nel cielo, così sulla terra e nell’uomo c’è un’armonia perfetta di tre testimonianze che riproducono questo insieme,  e sono: lo Spirito Santo concorde al battesimo (acqua) e concorde all’offerta a Dio di noi stessi (sangue). Tutti e tre sono uniti. La nostra testimonianza vivente dunque deve tener conto di questi tre elementi; domandiamoci se  siamo davvero così. Ognuno esamini se stesso. (RR-10-10-13-h.9)

Ma io dico: Non ha Israele compreso? Mosè dice per primo: «Io vi muoverò a gelosia per una nazione che non è nazione; vi provocherò a sdegno per una nazione stolta». E Isaia arditamente dice: «Io sono stato trovato da quelli che non mi cercavano, mi sono manifestato a quelli che non chiedevano di me». Ma riguardo ad Israele dice: «Tutto il giorno ho steso le mani verso un popolo disubbidiente e contraddicente». (Romani 10:19-21) – L’Eterno non smette di amare Israele, come non smette di amare l’uomo in genere, tuttavia quando questi lo provoca con indurimento del cuore, evocazione dei defunti, idolatria ed orgoglio, allora Egli gli mostra come possa rivolgersi a chiunque; anche ai non Giudei, agli estranei (come siamo noi), considerati dagli Israeliti persone prive di intelligenza. Questa è una lezione per loro e per noi che non siamo Ebrei: per loro perché devono imparare a riconoscere la Grazia, per noi perché dobbiamo imparare a rendere grazie, a non esaltarci e non insuperbirci come hanno fatto loro. (RR-9-10-13-h.8,15)

«O voi tutti che siete assetati, venite alle acque, e voi che non avete denaro venite, comprate e mangiate! Venite, comprate senza denaro e senza pagare vino e latte! Perché spendete denaro per ciò che non è pane e il frutto delle vostre fatiche per ciò che non sazia? Ascoltatemi attentamente e mangerete ciò che è buono, e l'anima vostra gusterà cibi succulenti. Porgete l'orecchio e venite a me, ascoltate e la vostra anima vivrà; e io stabilirò con voi un patto eterno, secondo le grazie stabili promesse a Davide (Isaia 55:1-3) – Sempre l’uomo ha cercato di soddisfare il proprio corpo dimenticando di nutrire lo spirito suo. C’è una parte in noi che può vivere solo di Dio e dobbiamo riconoscerla e liberarla. Noi dovremmo identificarci nello spirito nostro che ha vita nello Spirito Santo, per essere poi riconosciuti e portati nella nostra vera casa in cielo. (RR-8-10-13-h.8,30)

Siate dunque pazienti, fratelli, fino alla venuta del Signore. Osservate come l'agricoltore aspetta il frutto prezioso della terra pazientando, finché esso abbia ricevuto la pioggia della prima e dell'ultima stagione. Siate pazienti anche voi; fortificate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina. (Giacomo 5:7-8) – I nostri obiettivi non debbono essere le questioni politiche o chi sarà eletto a capo di questa o quella chiesa. Il cristiano ha oggi una sola attesa: il momento del ritorno di Gesù. Dall’osservazione di certi fatti storici che stanno avvenendo e da certi fenomeni sulla terra e fuori di essa possiamo ragionevolmente pensare che il rapimento dei salvati è prossimo. Pensiamo a questo evento allora, studiandoci di farci trovare pronti dagli angeli che verranno a portarci da Gesù nel cielo. Tutto il resto non ci prenda troppo; chiediamo forza nell’attesa. (RR-7-10-13-h.11,30)

Ma l'angelo si rivolse alle donne e disse: «Voi, non temete; perché io so che cercate Gesù, che è stato crocifisso. Egli non è qui, perché è risuscitato come aveva detto; venite a vedere il luogo dove giaceva. (Matteo 28:5-6) – Noi non abbiamo la minima idea di come sia il Signore risorto, né di come siano gli angeli. Le nostre aspettative sono per lo più di tipo mitologico-fantasioso dove si materializzano corpi eterei. Ma angeli e Gesù sono esseri veri, reali, consistenti. Se cerchiamo il Risorto con la mentalità di tutti i giorni (come facevano le donne che lo cercavano nella tomba vuota) allora non Lo troveremo mai. Occorre un nuovo modo di pensare, un’apertura mentale che sorprende per la sua semplicità, ma che può essere avviata solo dall’alto. Chiediamo al Signore anche noi questa rivelazione del Risorto. (RR-6-10-13-h.8)

Allora si aprì il tempio di Dio che è in cielo e apparve nel tempio l'arca dell'alleanza. Vi furono lampi e voci e tuoni e un terremoto e una forte grandinata. (Apocalisse 11:19) – L’Apocalisse di Giovanni ci rivela gradatamente gli eventi del futuro. E’ molto significativo il fatto che nell’ultimo atto prima del giudizio finale si presenti ancora l’arca dell’alleanza; se ricordate bene infatti, in essa era contenuto il decalogo cioè i 10 comandamenti. Questo significa che il passato e il futuro si toccano in una linea comune che costituisce il metro di tutto; questo metro di giudizio è appunto l’osservanza o meno dei comandamenti di Dio, che come si deduce, non sono affatto passati di moda; né si può accettare che vengano modificati dall’uomo. Che sia il caso di rileggerli e cominciare a metterli in pratica sul serio? [vedi anche Schema confronto comandamenti di Dio e la trascrizione cattolica]

Forgiate spade con i vostri vomeri e lance con le vostre falci. Il debole dica: "Sono forte!"». (Gioele 3:10) – La battaglia a cui siamo chiamati è la resistenza di fede. Il mondo si è sempre appoggiato a false certezze come denaro, potere, culto di se stessi, idolatrie, ecc. Ora tutto questo si sta sgretolando per il maturare dei tempi di Dio. Chi è legato a queste cose farà la stessa loro fine. Chi invece resisterà in una fede pura verso il Dio della Bibbia che si è rivelato in Cristo Gesù, allora sarà purificato e salvato. La forza della fede è misteriosa e meravigliosa;  se l’uomo vuole seguire il Signore, lo spirito dell’uomo viene rafforzato dallo Spirito Santo e diventerà forte, capace di lottare per l’integrità in un mondo dove si lotta solo per la sopraffazione. Affidiamo a Dio le nostre debolezze e Lui le trasformerà in stabilità e costanza fino a quando saremo rapiti. (RR-4-10-13-h.9)

Questa è la fiducia che abbiamo in lui: che se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce. (1Giovanni 5:14) – Domandare una cosa a Dio secondo la Sua volontà, significa essere in accordo con Lui, averLo già conosciuto, essere stati da Lui conosciuti, aver rinnovato un reciproco patto di stima e di amore. Essere in accordo significa essere intonati, avere la stessa “partitura”, vivere con la stessa “chiave”, esistere per i medesimi motivi, perseguire gli stessi scopi, orientarsi verso le stesse direzioni, desiderare le stesse cose….  Allora prima di chiedere una cosa a Dio esaminiamo noi stessi, la nostra fede. Se siamo in Dio allora siamo felici perché non ci negherà quanto chiede il nostro cuore perché la Sua volontà e la nostra coincidono. (RR-3-10-13-h.15,45)

“Nessuno può venire a me se non lo attira il Padre, che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. È scritto nei profeti: "Saranno tutti istruiti da Dio". Chiunque ha udito il Padre e ha imparato da lui, viene a me. ” (Giovanni 6:44-45) – Il diavolo come un ragionatore maligno si è insinuato largamente nella Chiesa del Signore;  ha formato mille altre chiese cristiane con tanti nomi, dividendole con muri invalicabili fatti di dottrine inutili; ma fragilissime come castelli di carte. L’unico mezzo che abbiamo oggi per prepararci al ritorno di Cristo, non è quello di unire le chiese così come sono, ma di tornare prima a Dio individualmente, lasciando a Lui il compito di formare di nuovo la predisposizione alla grazia nei nostri cuori. Se accogliamo questo semplice richiamo interiore allora accoglieremo gli insegnamenti di Gesù senza caricarli di teologie, filosofie e dottrine; diverremo così: "Chiesa".  Accogliere Gesù per esempio significa accogliere solo Gesù; non significa accogliere insieme a Lui il culto a qualche santo. (RR-2-10-13-h.10.45)

Allora Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch'io mando voi». Detto questo, soffiò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo». (Giovanni 20:21-22) – Lo Spirito Santo è un dono ricevibile da tutti quelli che sono come “nati di nuovo” in Cristo Risorto. Questa presenza spirituale di Dio nel cuore nuovo non è un regalo individuale fine a se stesso, tanto per stare meglio ed avere qualche carisma da esibire; Se il Risorto è nel tuo cuore, tu sei nel cuore del Risorto. Questo significa che Lui partecipa alla tua vita ma tu partecipi alla Sua missione salvifica per gli altri. Il mandato dell’evangelizzazione e della testimonianza dell’essere cristiano compete anche a te. Molte persone sono amate da Dio ma loro tengono privato questo amore senza diffonderlo; non essere tra questi perché lo Spirito di Dio soffoca nell’individualismo e potrebbe lasciarti. Chiedi al Signore il tuo compito, alzati e affronta il mondo nel nome e con lo Spirito del Risorto. (RR-1-10-13-h.7,30)

Tu credi che c'è un solo Dio. Fai bene; anche i demoni credono e tremano. Ma vuoi renderti conto, o insensato, che la fede senza le opere è morta? (Giacomo 2:19-20) – Il fatto di credere in Dio può non significare niente se poi non mettiamo in pratica i Suoi insegnamenti utili per la salvezza. Forse non riusciamo a capire che, volenti o nolenti, ci aspetta una specie di selezione: qualcuno passerà (salvezza) altri invece moriranno per sempre (non salvati). E’ come attraversare quelle porte del supermercato che se hai qualcosa di rubato danno l’allarme. Solo chi attraverso la fede avrà trasformato veramente il suo cuore ed avrà reso il suo comportamento compatibile con il nuovo regno che verrà, potrà passare. Allora se dici di avere fede in Dio perché ti comporti in modo contrario ai Suoi insegnamenti? Pensi che ti dica le cose per Lui stesso? Lui sta bene dove sta, la salvezza è un problema tuo, non Suo. Dunque se devi convertirti fallo sul serio, anche nella pratica. Esamina con intelligenza le tue idolatrie per esempio e poi agisci di conseguenza. (RR-30-9-13-h.9)

Ricordati della mia afflizione e del mio vagare, dell'assenzio e dell'amarezza. L'anima mia se ne ricorda del continuo ed è abbattuta dentro di me. Questo voglio richiamare alla mente e perciò voglio sperare. È una grazia dell'Eterno che non siamo stati interamente distrutti, perché le sue compassioni non sono esaurite. Si rinnovano ogni mattina; grande è la tua fedeltà.  «L'Eterno è la mia parte», dice l'anima mia, «perciò spererò in lui». L'Eterno è buono con quelli che sperano in lui, con l'anima che lo cerca. Buona cosa è aspettare in silenzio la salvezza dell'Eterno. (Lamentazioni 3:19-26) – Pure se gli insuccessi e le tristezze ci possono abbattere, dobbiamo sempre tenere presente che l’amore di Dio “si rinnova ogni mattina”. Non è lontano il nostro Consolatore, aspettiamo con fiducia la nostra giustizia perché Dio è buono e ci risolleverà. (RR-29-9-13-h.8,45)

Egli invece [Elia] si inoltrò nel deserto una giornata di cammino, andò a sedersi sotto una ginestra e chiese di poter morire, dicendo: «Ora basta, o Eterno! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri». (1Re 19:4 – leggere vv.1-8) - A volte basta poco, un qualcosa che non ci aspettiamo (come in questo caso la dura reazione di Jezebel) che tutto ci crolla addosso. Magari è un fatto piccolo, poco rilevante in un contesto di grandi lotte dove abbiamo superato prove ben più grandi, però qualcosa dentro di noi può spezzarsi e ci pare di non farcela più. La nostra debolezza umana prende il sopravvento e potremmo anche noi, alla fine di un sofferto periodo di depressione desiderare di morire. Ciò che fece Elia però non fu solo un ripiegamento su se stesso ma seppure con pensieri disperati, egli si rivolse all’Eterno. E’ questo il giusto atteggiamento anche quando ci pare di essere finiti. Elia non si uccise, chiese all’Eterno di morire. C’è una bella differenza. Quando ci rivolgiamo a Dio qualcosa succede sempre e non siamo mai del tutto abbandonati come può sembrare (infatti Elia poi scoprì l’esistenza di 7000 persone che erano rimaste fedeli all’Eterno). Allora, anche nella disperazione, alziamo lo sguardo a Dio, e Lui ci ridarà forza e motivazione per vivere. (RR-28-9-13-h.8)

Ma guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché serrate il regno dei cieli davanti alla gente; poiché non vi entrate voi, né lasciate entrare quelli che cercano di entrare. (Matt 23:13; leggere tutto il cap.23) – IN questo capitolo vediamo un Gesù che mette i religiosi del tempo di fronte alle loro responsabilità senza fare nessuno sconto. In maniera decisa, chiarissima, Egli elenca i loro difetti, tanto più gravi perché “in nome di Dio” allontanano le anime che dovrebbero accogliere. Gesù con espressioni secche e precise li mette all’angolo e li definisce per quello che sono:  persone indegne che pagheranno la loro colpa consapevole. Indipendentemente se siamo cattolici o protestanti, leggiamoci bene questo capitolo, poi tenendolo bene a mente, andiamo a confrontare ciò che ha detto il Signore con quelli che ci fanno la predica la domenica. Osserviamoli bene nel loro comportamento, nei loro modi, nei loro interessi ed in quello che ci forzano a fare. Forse troveremo delle somiglianze. In questo caso riflettiamo bene nelle mani di chi ci siamo messi. (RR-27-9-13-h.8)

Una cosa ho chiesto all'Eterno e quella cerco: di dimorare nella casa dell'Eterno tutti i giorni della mia vita, per contemplare la bellezza dell'Eterno e ammirare il suo tempio. (Salmi 27:4) – Solo chi ha avuto la grazia di percepire la presenza del Signore può comprendere appieno il senso di questo versetto. Non abbiamo esempi umani per spiegare la bellezza straordinaria e terribile di Dio nella Sua potenza e nella Sua gloria. E’ un palpitare di luce viva che di cui lo spirito nostro si nutre e si avvolge e di cui scopre di essere parte. In Lui riscopriamo la nostra origine dimenticata di quando eravamo lattanti, ed in Lui vediamo il nostro fine, quando timorosi e sorpresi Lo riconosceremo. Una felicità radiosa che ci riempie di un bene così grande da scoppiarci dentro se Lui non regolasse la Sua gloria rapportandola alla nostra natura. Chi ha provato questo ha avuto un anticipo, una caparra, un rapimento spirituale di un attimo, seppure immenso, di quanto riceverà nel rapimento completo, quando tutto l’essere nostro potrà ritrovarsi coi fratelli e con Dio in un insieme meraviglioso. E’ per questo che abitare nella casa dell’Eterno, come dice il salmista è l’unico desiderio, il più importante, lo scopo del nostro vivere. (RR-26-9-13-h.9)

Tutti gli rendevano testimonianza, e si meravigliavano delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca, e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?» (Luca 4:22 – leggere vv.14-32) – Gesù stava insegnando argomenti veramente importanti a Nazaret, ma la reazione della gente è molto ottusa e primitiva: più che sul contenuto finiscono per soffermarsi sulla persona esteriore, sul ricordo che ne hanno: “non è il figlio di Giuseppe.. il falegname.. di Maria..” Gesù parlava dello Spirito di Dio (v.18), loro agivano con lo spirito umano. Non riescono, non vogliono accettarlo e la loro reazione è terribile: vorrebbero persino ucciderlo! (v.29). Quando una persona è investita dallo Spirito Santo non è più quella che era, è come una nuova persona; ma la gente, se indurisce il cuore, non può cambiare, non ce la fa a sentire il Signore, ed agisce con lo spirito dell’uomo: ottusità, ira, aggressività. L’uomo non convertito vive nel passato, nella leggi della condanna. Prova invece a vedere con occhi nuovi le persone che hai sempre conosciute, come fosse la prima volta che le vedi. Prova ad aprire il cuore alle parole del Signore come se le sentissi per la prima volta. (RR-25-9-13-h.8,15)

“..perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita; era perduto, ed è stato ritrovato". E si misero a fare gran festa.” (Luca 15:24) – La conversione è un cambiamento di direzione un tornare indietro, tutti noi una volta andavamo al contrario, destinati alla morte; ma abbiamo accolto la grazia di Dio e cambiando direzione ci siamo incamminati verso di Lui, come per tornare a casa nostra. La casa di Dio era ed è la nostra casa. Il cristiano è sempre consapevole e riconoscente di questa salvezza che porta nel cuore, per questo qualsiasi cosa accada è sereno e non perde mai la speranza. La felicità è parte del suo futuro. Nessuno dunque si rattristi, perché è sempre più vicina questa nostra casa. (RR – 24-9-13-h.8,45)

"..ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto." (Giovanni 14:26) – Non tutti i credenti hanno avuto una vera rinascita spirituale che ha cambiato profondamente anche il loro comportamento. “Conversione” è una giusta decisione della nostra volontà, è l’inizio del cammino, ma non è necessariamente la “nuova nascita” la quale è invece una maturità del cammino. Avere lo Spirito Santo come dono significa sperimentare un Guida, un Consolatore, un Insegnante perfettamente in linea con tutti gli insegnamenti biblici ad un livello più elevato. Guida, Consolatore, Educatore sono da prendere alla lettera; se non avviene questo fluido rapporto serio con Dio, allora siamo in comunicazione solo con l’emotività esaltata di noi stessi. Chiediamo questo dono a Dio nel nome di Gesù. (RR- 23-9-13-h.11)

«Guai ai pastori che distruggono e disperdono il gregge del mio pascolo», dice l'Eterno. (Leggere Geremia 23:1-4) – L’incarico di prete o pastore o responsabile delle anime dei credenti è una grande responsabilità. Purtroppo la corruzione del mondo è arrivata da tempo nelle chiese in modo massiccio e terribile ad es.  con l’interesse per i soldi,  il potere politico, o la pedofilia. Senza contare l’applicazione letterale dei comandamenti senza l’amore e la sapienza che richiede lo Spirito del Risorto o le divisioni dottrinali per argomenti non essenziali. Questi responsabili stanno per essere colpiti e cacciati perché hanno allontanato le pecore del Signore invece di nutrirle (v.2). Ma Dio cercherà con amore ogni anima dispersa e ne avrà cura personalmente (v3) e costituirà nuovi pastori secondo il Suo cuore (v.4). (RR 22-9-13-h.8)

Poiché ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro; ma allora vedremo faccia a faccia; ora conosco in parte; ma allora conoscerò pienamente, come anche sono stato perfettamente conosciuto. (1Corinzi 13:12) – Se penso al regno di Dio, a tutti quei pianeti nell’universo su cui forse ci saranno tanti fratelli che credono nell’Eterno allora i pensieri salgono sopra la luna sopra il sole e in quegli spazi mi sento una rondine libera di tornare a casa. Presto faremo parte realmente di quel regno dove forse siamo già conosciuti. Non ci lasciamo appesantire dalle piccole cose del mondo. (RR-21-9-13-h.8)

Non c'è qui né Giudeo né Greco; non c'è né schiavo né libero; non c'è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù. (Galati 3:28) – Questa è forse la più grande rivoluzione di fede e di comportamento che ci ha insegnato lo Spirito Santo, ancora oggi poco capita. Con Gesù risorto entra in noi una trasformazione profonda che ci fa vedere e sentire in modo più simile a quello di Dio. Vengono abolite tutte le differenze razziali e persino le differenze tra maschi e femmine; tutti gli esseri umani sono riuniti in unico Essere, il Cristo risorto che attira tutti a Sé in un ideale esodo verso il Padre. Se almeno le chiese provassero a metterlo in pratica! (RR-20-9-13-h.8,15)

Sbarazzandovi di ogni cattiveria, di ogni frode, dell'ipocrisia, delle invidie e di ogni maldicenza, come bambini appena nati, desiderate il puro latte spirituale, perché con esso cresciate per la salvezza, se davvero avete gustato che il Signore è buono. Accostandovi a lui, pietra vivente, rifiutata dagli uomini, ma davanti a Dio scelta e preziosa, anche voi, come pietre viventi, siete edificati per formare una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo. (1 Pietro 2:1-5) – “Pietre viventi”, “regale sacerdozio” e una strada da percorrere, nella grazia. Come è importante la vita che ci offre Dio! Quante cose ci aspettano! Ci aiuti il Signore a distaccarci definitivamente dall’ipocrisia dalla maldicenza e da questo genere di mondo. Ci dia lo Spirito Santo la Sua compagnia e le Sue attenzioni d’amore per non farci sentire mai soli. (RR-19-9-13-h.7,15)

Egli stabilì i sacerdoti nelle loro mansioni e li incoraggiò nel servizio della casa dell'Eterno. Disse quindi ai Leviti che ammaestravano tutto Israele e che si erano consacrati all'Eterno: «Collocate l'arca santa nel tempio costruito da Salomone, figlio di Davide, re d'Israele; essa non sarà più un peso per le vostre spalle. Ora servite l'Eterno, il vostro DIO, e il suo popolo d'Israele. (2Cronache 35:2-3) – Le persone che Dio ha chiamato e che hanno accolto questo richiamo vengono istruite dallo Spirito Santo ed incoraggiate a servirLo. Oggi c’è bisogno di servitori consacrati, cioè che mettano il Signore al primo posto nella loro vita. Questi avranno un ruolo importante nel periodo che si sta attuando; spetterà a loro fornire i mezzi, raccogliere in un'unica fratellanza quelli che presto saranno rapiti. Esamina la tua chiamata e vedi cosa desidera da te il Signore. (RR-18-9-13-h.8,15)

Ecco, la mano del SIGNORE non è troppo corta per salvare, né il suo orecchio troppo duro per udire;  ma le vostre iniquità vi hanno separato dal vostro Dio; i vostri peccati gli hanno fatto nascondere la faccia da voi, per non darvi più ascolto. (ISAIA 59: 1-2) - Anche se ci siamo allontanati da Dio possiamo pentirci e ritrovare la Sua grazia. La misericordia del Signore e’ immensa, e in tempi di prova, non abbiamo altre scelte che rimanere focalizzati sui versetti belli e incoraggianti. La bibbia e’ piena di versetti che parlano della bonta’ del Signore. Se proviamo dei dubbi, a volte fa parte del percorso e dobbiamo accettarlo senza irritarci. Il sole tornera’ in ogni caso. Lo Spirito Santo ci aiuta e ci cambia poco a poco. Il Signore ci da tutto, ma dobbiamo svegliarci e non aspettare che l’aiuto venga senza muoverci. Lui ci ascolta, ma dobbiamo fare la nostra parte per riunciare ai soliti peccati del passato.  Il Signore vede tutti quelli che si sforzano per lui giorno e notte e ci dara’ la ricompensa a suo tempo. (C.L.17-9-13-h.8,30)

Tu dunque, figlio mio, fortìficati nella grazia che è in Cristo Gesù, e le cose che hai udite da me in presenza di molti testimoni, affidale a uomini fedeli, che siano capaci di insegnarle anche ad altri. Sopporta anche tu le sofferenze, come un buon soldato di Cristo Gesù. (2Timoteo 2:1-3) – Il nostro corpo ha dei limiti non solo fisici quando si invecchia, ma anche caratteriali: a volte ad esempio vorremmo essere miti e pacifici invece siamo irritabili e aggressivi. La misericordia e la bontà di Dio ci avvolge anche in questi limiti, lì dove non riusciamo ad essere come vorremmo. Fortificarci nella grazia significa anche saperci accettare nella nostra povertà ed incapacità. Cerchiamo di non essere aspri ed accusatori di noi stessi se non arriviamo sempre ad essere come ci prefiggiamo. Mostriamo amore per la nostra persona per dove può arrivare. Il nostro corpo la nostra mente, fanno del loro meglio. Cerchiamo di amare noi stessi anche se a volte ci sentiamo inadeguati, perché il Signore ci ama anche in questa debolezza. Un giorno saremo perfetti, quando Lui vorrà. (RR-16-3-13-h.8,30)

Non amate il mondo né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l'amore del Padre non è in lui. Perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno. (1Giovanni 2:15-17) – Non si confonda l’amore per la vita con l’amore per il mondo. La vita che ci ha donato Dio è una inclinazione all’eternità, la vita che ci presenta il mondo è la dipendenza dei sensi. Noi dobbiamo transitare nel mondo vigilando su noi stessi e i nostri cari, non dobbiamo seguire il mondo o adorarlo. Dio porta la libertà del pensiero e la serenità dei giorni; il mondo ti seduce e poi quando non hai più volontà, ti distrugge con rabbia. Torna all'amore del Padre se vuoi stare bene. (RR–15-9-13-h.8,15)

Quando Abramo ebbe novantanove anni, il SIGNORE gli apparve e gli disse: «Io sono il Dio onnipotente; cammina alla mia presenza e sii integro; e io stabilirò il mio patto fra me e te e ti moltiplicherò grandemente». (Genesi 17:1-2) – Dio stabilisce un patto personale con ogni uomo, nella sua maturità. E’ un impegno di reciproca fiducia l’uno nell’altro. Tu forse pensi che non sia più necessario rinnovare questo patto, ma invece è fondamentale. Chiunque decide di seguire Dio fa una cosa nuova nella sua vita, è come un battesimo, come un matrimonio, coma una nascita, è un patto, una decisione importante, libera, seria. Se ti impegni devi essere coerente e mantenere quanto hai dichiarato. Se invece poi riponi la tua fiducia nell’uomo, nei soldi, nel successo, nel potere, nei maghi, nelle persone morte, ecc allora il patto non sussiste più e devi rinnovarlo con pentimento. (RR-14-9-13-h.9,45)

Considera quel che dico, perché il Signore ti darà intelligenza in ogni cosa. (2Timoteo 2:7) – Certi insegnamenti che leggiamo nelle Scritture bibliche non sono di comprensione immediata. Potrebbero sembrarci difficili. Non lasciamoli; e non è necessario nemmeno prendere l’enciclopedia; occorre solo “considerare”. “L’atto del considerare è un  attento esame: un decidere, deliberare dopo lunga, seria, matura considerazione”. (Trecc) Dunque ciò che leggiamo va soppesato, tenuto in mente, elaborato lungamente durante il giorno.  E’ questo interesse, questa meditazione seria aperta a domande e a spazi molto grandi che ci permetterà di attingere all’intelligenza che il Signore ci dona. E’ questo il nostro crescere: meditare lungamente sugli insegnamenti scritturali per una elevazione della mente e del comportamento. (RR-13-9-13-h.8,30)

Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo? «Io, il SIGNORE, che investigo il cuore, che metto alla prova le reni, per retribuire ciascuno secondo le sue vie, secondo il frutto delle sue azioni». Chi acquista ricchezze, ma non con giustizia, è come la pernice che cova uova che non ha fatte; nel bel mezzo dei suoi giorni egli deve lasciarle; quando arriva la sua fine, non è che uno stolto. – Solo Dio conosce i pensieri del nostro cuore, dove si agitano spesso desideri di possesso ed inquietudini maligne. A volte il Signore “ci lascia cuocere nel nostro brodo” ed osserva come ci comportiamo ed ascolta quello che diciamo. La Sua giustizia è perfetta e ciascuno sarà responsabile delle sue azioni e delle sue parole. A volte chi ha voluto possedere ingiustamente e con cattiveria cose non sue, ci  rimane prigioniero cuore e mente, perdendoci persino la salute; vivrà male ed alla fine perderà anche la salvezza di Dio. (RR-12-9-13-h.7,45)

Tu hai udito la mia voce; non nascondere il tuo orecchio al mio sospiro, al mio grido di aiuto. Quando ti ho invocato ti sei avvicinato; hai detto: «Non temere!». O Signore, tu hai difeso la causa dell'anima mia, tu hai redento la mia vita. (Lamentazioni 3:56-58) – Il nostro Dio nella Sua potenza è un genitore premuroso e attento ad ogni nostro affanno. Quando ci rivolgiamo a Lui Egli subito interviene ed il primo effetto è la tranquillità del cuore. Egli prende su di Sé ogni dolore, prende su di Sé le nostre cause e le risolve al posto nostro lasciandoci una grande pace. Benediciamo l’Eterno perché ci ama teneramente e il Suo amore non finirà mai. (RR-11-9-13- h.8,15)

Ho continuato a mandarvi ogni mattina tutti i miei servitori, i profeti, per dirvi: 'Convertitevi ciascuno dalla sua via malvagia; cambiate comportamento; non andate dietro ad altri dèi per servirli, e abiterete nel paese che ho dato a voi e ai vostri padri', ma voi non avete prestato orecchio, e non mi avete ubbidito  […] li ho chiamati, ed essi non hanno risposto"».  (Leggere Geremia 35:15-17) – I continui richiami del prete, del pastore, dei missionari, e persino di servitori come noi da internet, hanno un senso preciso. Per qualcuno forse saranno motivo di salvezza, ma per altri (in un immaginario processo) saranno una testimonianza contro. Nessuno potrà dire al Signore: “io non lo sapevo che Tu mi chiamavi a salvezza”, perché nei tempi che si preparano ognuno sarà responsabile dello schieramento che avrà scelto. Non ti mancano gli input per fermarti a riflettere. Considera dove sta andando il mondo e vedi se ti conviene ignorare Dio. (RR-10-9-13 h.8,45)

Poiché non siete voi che parlate, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. (Matteo 10:20) – E’ molto importante avere sempre una visione d’insieme quando meditiamo il Vangelo. Meditando qs v. 20 infatti, una cosa è avere in mente tutto il cap 10 di Matteo, una cosa è prenderlo in maniera autonoma. L’ingannatore si serve di interpretazioni libere indipendenti per stravolgere il significato ed introdurre una spiritualità falsa che è lo spiritismo. In quel caso sarebbe lo spirito maligno a parlare, non quello di Dio. La frase è invece riferita ai discepoli, a persone che hanno già fatto un percorso con il Cristo e sono pronte per evangelizzare. Sono questi discepoli, dopo scelte mature, battesimo, accoglimento e consapevolezza della missione, che avendo una comunione costante con Dio per i meriti del Signore, potranno discernere le giuste vie e le giuste parole da dire. (RR- 9-9-13-h.8,15)

Canun e gli abitanti di Zanoà restaurarono la porta della Valle; la costruirono, vi misero i battenti, le serrature e le sbarre. Fecero inoltre mille cubiti di muro fino alla porta del Letame. (Neemia 3:13) – Spesso i cristiani chiamati da Dio hanno due compiti: il primo è quello di SEMINARE (evangelizzare), il secondo è quello di RESTAURARE. La restaurazione è forse quello che più ci interessa in questi tempi. La restaurazione indica parecchie attività: Rifinire quello che è già iniziato, ricostruire e rinnovare quello che era distrutto. Le anime di oggi sono come delle case cadute, ruderi con le mura bucate, senza più finestre e pieni di sporcizia all’interno. Ma il nostro è il Signore che “riedifica la casa di Davide caduta” e con Salomone ne fa un tempio bellissimo in cui torna ad abitare. Ogni persona può riedificare il proprio corpo e farne un tempio in cui è presente Dio in Spirito. (RR-8-9-13-h.7)

Ma lo Spirito dice esplicitamente che nei tempi futuri alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demòni, (1Timoteo 4:1) – Sono adesso gli ultimi tempi prima del rapimento dei salvati. Vi saranno persone di fede, persone che credevano nel Signore, che saranno ingannate e fuorviate. L’apostasia è un abbandono completo della propria fede per seguirne un’altra (diverso dall’eresia che è un abbandono parziale). Perché questa apostasia avvenga dunque significa che la seduzione spirituale è forte e convincerà molti, anche chiese intere visto che si parlerà nella Scrittura di “Chiesa apostata”. L’unico modo per rimanere saldi nella fede è “lavare” continuamente i nostri pensieri e le nostre decisioni negli insegnamenti di Cristo, pregando ogni giorno lo Spirito Santo perché ci guidi e ci protegga. (RR-6-9-13-h.7,15)

Perché mi chiamate: "Signore, Signore!" e non fate quello che dico? (Luca 6:46) – Ci sono tante brave persone che credono di seguire il Signore ma in realtà seguono i loro conduttori spirituali oppure una devozione particolare, magari non contemplata affatto nella volontà del Signore. Ad esempio non mi risulta che nostro Signore ci abbia mai spinto a pregare le persone morte; eppure quante chiese adottano la pratica del culto dei santi? Questo non è ciò che vuole il Signore. Se tu dici di avere il Cristo come Signore, allora perché non preghi Lui e basta? (RR-5-9-13-h.7)

… «Mi ami tu?» … «Pasci le mie pecore». (Giovanni 21:17) – Chi ha raggiunto una certa maturità di fede (ovvero ama profondamente il Signore) sa che questo amore si dovrebbe realizzare anche nel servire le anime di Dio (“le mie pecore”). Noi che abbiamo fede, cibo, grazia, benedizioni, dobbiamo fare partecipi di questo anche gli altri che Dio chiama. Dovremmo essere essere un tramite, trasmettere loro il cibo necessario, pure se non ci sentiremo mai all’altezza: “date voi a loro da mangiare” (Lc 9:13). Il Signore ha scelto di servirsi di noi per trasmettere la Sua Parola: uomini che aiutano altri uomini. Poteva farlo Lui stesso direttamente, o per mezzo degli angeli, ma ha incaricato gli uomini affinché chi più ha capito possa servire chi ancora non conosce bene l'avvento di Cristo. Allora mettiamo in pratica questa volontà del Signore e trasmettiamo fraternamente quanto abbiamo appreso di buono da Lui. (RR-4-9-13-h.7,45)

Dopo queste cose, egli uscì e notò un pubblicano, di nome Levi, che sedeva al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli, lasciata ogni cosa, si alzò e si mise a seguirlo. (Luca 5:27-28) – Quante volte ho pensato a questo incontro così decisivo! Solo Dio poteva conoscere i sentimenti nel cuore di Levi Matteo, il ricco esattore delle imposte per conto dei Romani, considerato un venduto per i soldi, un traditore del suo popolo. Gesù lo notò e gli disse “seguimi”. Il Signore non aspetta di essere cercato, ma è Lui a chiamare. Immagino la potenza e la dolcezza di quel “seguimi”. Una richiesta che è anche una affermazione decisa che solo un cuore predisposto poteva riconoscere con grande felicità ed accogliere con tanta prontezza. Pensiamo oggi a questo “seguimi” come se Gesù lo rivolgesse anche a noi! Facciamo festa come fece Levi Matteo, invitiamo tutti alla nostra festa, è un giorno speciale perché Dio ci ha salvati! (RR 3-9-13-h.8)

A te, o Eterno, io elevo l'anima mia. O DIO mio, in te confido; fa' che non sia confuso e che i miei nemici non trionfino su di me. Sì, fa' che nessuno di quelli che sperano in te sia deluso; siano confusi quelli che si comportano slealmente senza motivo. (Salmi 25:1-3) – Nei momenti in cui ci rivolgiamo a Dio ecco che il mondo diventa piccolo e insignificante. Il nostro corpo, la mente il cuore, tutto di noi sembra sollevarsi verso l’eternità. Avere piena fiducia nell’Eterno, tanto da affidarGli la nostra anima significa essere liberi e protetti da ogni male; è tornare fanciulli per dare la mano al nostro Papà in una strada che non conosciamo. Non saremo mai confusi se terremo le nostre mani tra le Sue. Cerchiamo di avere questo orientamento di pensieri e di sentimenti per tutto il giorno; è un senso di completezza più in alto della serenità. (RR-2-9-13-h.7,15) [vedi anche O SIGNORE, FAMMI CONOSCERE LE TUE VIE]

“Ecco, io ho predisposto ogni elemento per la causa; so che sarò riconosciuto giusto”. (Giobbe 13:18); Il mio orecchio aveva sentito parlare di te ma ora l'occhio mio ti ha visto. Perciò mi ravvedo, mi pento sulla polvere e sulla cenere”. (Giobbe 42:5-6) - I nostri ragionamenti, per quanto logici e onesti come quelli che faceva Giobbe, sono umanamente ristretti e non riescono a tenere conto di certe grandezze che sono nel cielo, davanti a Dio. Solo un certo tipo di conoscenza basata sull’esperienza della rivelazione divina può aprirci la mente. Quando ci rendiamo conto di chi è Dio, degli spazi eterni  e della nostra statura di piccoli uomini, solo allora ci ridimensioniamo nell’umiltà e solo allora cominceremo a capire che significa essere “giusti”. (RR-1-9-13-h.8,15)

 

 

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