FENOMENO “ACCOGLIENZA PROFUGHI”: L’EMOTIVITA’ E’ SEMPRE PERICOLOSA!

Evitiamo di agire sull’onda dell’emozione – riflettere con obiettività sulle nostre vere possibilità – evitare confusione – seguire delle priorità organizzative

 di Renzo Ronca - 7-9-15 - h. 14,45

 

 

 

Guardo con vera preoccupazione l’ONDATA EMOTIVA che in pochissimi giorni ha incendiato tutta l’Europa. Fino all’altro giorno c’era l’estremo opposto, alcuni volevano addirittura sparare a queste povere persone che fuggivano dalle loro nazioni; oggi tutti vogliono accoglierli persino in casa! Un cambiamento così rapido non può avere radici obiettive e serie ma è suscitato dall’emotività dei mass media (coordinata non si sa bene da chi) che è stata poi cavalcata da molti politici per rafforzare i loro consensi.  Gli estremismi sono sempre da evitare; o tutto o niente, possibile che non si riesca mai ad essere equilibrati? Questa ondata emotiva, come uno “tsunami”, è preoccupante perché, come oggi  incendia i cuori a favore dei profughi, domani (premendo su altri impatti emotivi contrari) potrebbe incendiare i cuori a fare il contrario.

 

La prima raccomandazione dunque è quella di non farsi mai trascinare dalle propagande mediatiche, giuste o sbagliate che siano, ma di riflettere sempre con la propria testa!

 

Raccomanderei inoltre di evitare forme di generosità incontrollata e priva di ogni preparazione ed organizzazione. Sentivo già interviste in cui tutti gli intervistati (tutti? quanti intervistati non hanno mandato in onda?) tra cui una vecchia signora pensionata, in risposta anche ad un appello del Papa –appello forse capito e usato male-  si dicevano disponibili ad aprire subito le loro case per ospitare tutti i migranti…  Calma! Il sentimento fa onore a qs persone ma la ragione non tanto. Non tutti sono profughi e non tutti sono brave persone. Chi li ha controllati? Sai fare tu il poliziotto? Molti di loro hanno bisogno di assistenza medica, sei in grado tu di fare da medico? Molti devono conoscere la nostra lingua i nostri usi e costumi che sono completamente diversi dai loro, sapere  le nostre leggi di cui non sanno niente; sai fare tu da maestro? Alcuni hanno la febbre e malattie, i bambini devono essere lavati controllati accuditi…. Sai fare da solo tutte queste cose? Queste persone non devono solo dormire sotto un tetto ma hanno bisogno di tutto. Sei tu in grado di fare tutto questo? No? E' evidente che se vogliamo dei risultati occorrono organizzazioni serie, fatte da esperti e controllate dallo Stato non affidate alla buona volontà di tante brave persone che agiscono sull'onda emotiva della carità.  Allora ripeto, facciamo tutto con ordine dandoci delle priorità su chi deve operare per primo; poi, dopo, vediamo  a cosa possiamo aderire e dove poter dare una mano:

 

CHI DEVE OPERARE PER PRIMO? E POI?

 

Primo lo Stato: Lo Stato ha i soldi dei fondi europei ed altri ne arriveranno presto. Bene è l’occasione di dare anche posti di lavoro a gente preparata a cominciare dai medici, infermieri, psicologi, educatori, poliziotti, mezzi di trasporto, interpreti della loro lingua, insegnanti per spiegare la nostra lingua e le nostre leggi, igienisti per assistere le famiglie più bisognose, ecc. ecc. Lo Stato ha i mezzi (ricordo che in casi straordinari esiste anche un esercito per dare supporto), ha le persone, ha i locali, dunque facesse!

 

Secondo le chiese: Spesso le chiese (cattoliche e protestanti) usano locali di cui non pagano nemmeno le tasse, si attivassero dunque con persone già qualificate in questi alloggi con posti letto, distribuzione cibo vestiario, assistenza medica a cominciare dalle parrocchie (credo questo fosse anche il primo messaggio del Papa). Anche le chiese evangeliche sempre protese all’evangelizzazione, stavolta evangelizzassero con qualche panino in mano, e se ce la fanno a non litigare tra loro, organizzassero una mensa in più. Si attivassero dunque PRIMA LORO senza scaricare le loro doverose opere cristiane  a tutti i singoli individui.

 

Terzo le associazioni di volontariato: E’ bene che si attivino tutte le associazioni onlus e le altre organizzazioni senza fini di lucro. Soprattutto mentre i politici parlano e parlano, loro facessero. Tuttavia ricordiamoci che, più associazioni ci sono, e più sono indicative del malfunzionamento statale e religioso del nostro Paese (nel senso che se una nazione funzionasse perfettamente non ci sarebbe bisogno. Queste vanno a coprire dei buchi sociali che non dovrebbero esserci, spesso risolvendo i problemi non solo ai bisognosi, ma anche ai politici incapaci (che comunque prendono dei soldi statali).

 

Quarto le singole persone: Evitate di fare voi quello che dovrebbe fare lo Stato, le chiese, le associazioni tipo Medici senza frontiere o Emergency ecc.  non perché sia sbagliato essere generosi aprendo la propria casa a degli sconosciuti, ma perché non avete la preparazione, né la protezione in caso di male intenzionati, né i mezzi tecnici per farlo da soli!  Se mai voleste dare una mano ci sono tanti altri modi prima di arrivare a questo: aiutate ad allestire i vari casermoni statali e delle chiese rendendoli abitabili, aiutate le organizzazioni che già ci sono seguendo quello che vi richiederanno di fare in maniera ben coordinata, piuttosto che in maniera disordinata.

Poi DOPO aver esaurito tutti i casermoni dello Stato e delle chiese, se ci fosse la necessità si potrà chiedere ai singoli individui di dare un contributo più significativo, a cominciare da chi possiede quattro o cinque case, ma ripeto DOPO aver prima esaurito tutto il resto.

 

Ripeto: questa potrebbe essere l’occasione buona per lo Stato per dare nuovi posti di lavoro, avendo a disposizione i fondi europei, anche per rifar partire l’assistenza sociale (già semiabbandonata in Italia), i controlli di polizia, l’assistenza medica.

 

Dunque ok per la generosità ma invece di essere investiti sempre noi in prima persona, vediamo di sensibilizzare prima chi di dovere, in modo che  non sia sempre sfruttata la bontà (e l’ingenuità) del singolo individuo.

 

 

 

 

 

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