SE TUTTI VOGLIAMO LA PACE, PERCHE’ VEDIAMO SOLO GUERRE?

DIFFERENZE TRA IL CONCETTO DI PACE DELLE PERSONE COMUNI E LA “PAX ROMANA” CHE ESPORTANO MOLTI GOVERNI

di Renzo Ronca - 14-1-15- h.9,15 - (Livello 3 su 5)

 

 

 

Quando noi, persone comuni, usiamo il termine “pace” nelle manifestazioni o nel linguaggio comune, intendiamo davvero l’assenza di guerre e conflitti nella nostra nazione e nel mondo, in una fratellanza idilliaca. Ma questo, pure se giusto, è un modo ingenuo di intendere una parola che invece ha risvolti molto grigi in chi detiene il potere.

 

Per capirci pensate alla “Pax Romana”, cioè alla pace imposta dall’Impero romano quando conquistava e dominava il mondo (1). Quel tipo di pace era attuata in modo intelligente e garantì davvero un periodo di relativa tranquillità nei confini dell’impero, tuttavia si trattava sempre di un impero, dove l’imperatore, un uomo, dominava su altri uomini con le armi e la violenza. Non voglio dire che la pace degli attuali governi dominanti nel mondo applichino lo stesso tipo di pace imposta e controllata con la forza, però quando le potenze mondiali partecipano/inizino ogni tanto una “guerra per la pace”, qualche dubbio mi viene.

 

Una contraddizione come questa (guerra per la pace) pochi la colgono eppure esiste da sempre. Un popolo per essere trascinato in una guerra (che nessuno sano di mente vorrebbe) deve essere convinto a farlo per un motivo davvero grave, importante, nobile, elevato al di sopra della propria vita. E quali sono questi nobili motivi se non la difesa della patria, la pace, la libertà, Dio? A volte questi motivi sono veri, a volte è molto più complicato capire. Quando c’è un nemico evidente che avanza, distrugge popoli interi come nella follia tedesca di Hitler, lo vedi chi è il nemico! In quel caso la guerra purtroppo sembrò inevitabile “per non far divenire tutto il mondo un unico campo di concentramento”(2). Però, quando si parla di “guerra preventiva” ecco che per noi persone semplici è molto più complicato trovare i significati.

 

Io non ne capisco di politica e faccio riferimento alle fonti che trovo, non difendo nessuna linea politica e nessun governo, posso sbagliare e se mi sbaglio mi correggerò; sembra comunque che la “guerra preventiva” (3) sia un concetto molto discutibile che venne fuori dopo la “guerra fredda” (4) [quella dove con la crisi di Cuba si rischiò un altro conflitto mondiale (5)]. Tale “guerra preventiva” fu attuata da Sharon in Israele, e per altri motivi da Bush per attaccare l’Iraq perché sospettato di avere ordigni nucleari (che nessuno poi pare abbia mai trovato).

 

La Bibbia dice che “tutto è puro per i puri” (6) e che dal proprio “tesoro” uno può estrarre cose buone e cose malvage a seconda di come è il suo cuore (7). Ogni iniziativa dunque di per se stessa può essere buona o cattiva, dipende se viene applicata per il male o per il bene.

Ora sembrerebbe che tale “guerra preventiva” verso il Medioriente abbia creato più guai che benefici. E’ un po’ come andare a stuzzicare mille vespai che poi invadono tutto il mondo coi loro pungiglioni. Non lo so, ma non mi pare sia il modo migliore per combattere il terrorismo; forse ci sono altri modi, no?

 

La politica è spesso una cosa molto ambigua che non ha moralità. Con l’avvento di internet poi non solo sfugge ad ogni nostro controllo, ma siamo noi stessi oggetto di controllo. Vengono spesso scritte e diffuse nel web storie molto brutte di storia recente che se fossero vere sarebbero ripugnanti: si parla ad esempio di potenze mondiali che prima assoldano fanatici terroristi e poi li combattono, salvo usarli di nuovo quando fa loro comodo. Ovviamente non so se sia vero ma certo se lo fosse mostrerebbe una aureola un po’ meno lucente dei nostri “grandi” paesi, i quali adesso su un piedistallo, si riempiono la bocca con parole altisonanti come libertà, equità fratellanza… 

 

Forse noi paesi occidentali, ricchi, progrediti, che parliamo sempre di pace dovremmo chiederci sinceramente che tipo di pace stiamo offrendo al mondo.

 

Non parlo di noi persone comuni, lo so che noi pensiamo ad una pace intesa come fratellanza universale, parlo di “noi” classi governanti di nazioni progredite, forti, che deteniamo il potere nel mondo, ma che abbiamo un passato storico a volte da dimenticare.

Che pace offrono questi governi di cui facciamo parte?

 

C’è uno squilibrio nel mondo, non so se ve ne siete accorti: Molto ricchi e molto poveri.  Ma chi ha creato lo squilibrio? Da una parte c’è un terzo, un quarto mondo, dove la gente è disperata e muore di fame; dall’altra parte esiste una civiltà opulenta, straricca, che butta il cibo buono come si fa coi rifiuti (8). Ripeto la domanda: chi ha creato questo squilibrio? Secondo voi sono le popolazioni dell’Africa, del Medioriente, dell’Oriente, del Sudamerica, che una mattina si sono dette: “Ma si dai! A cominciare da oggi buttiamo tutto quello che ci serve per vivere regalandolo alle nazioni ricche perché noi preferiamo emigrare e morire di fame”, oppure non saranno le nostre nazioni ex-colonialiste ad aver rubato troppo?

 

E dopo il colonialismo e lo sfruttamento dei popoli conquistati dov’è la nostra assistenza sociale in quei paesi? Tutti i tipi di assistenza: medica, finanziaria, culturale… insomma abbiamo mostrato loro cos’è la  libertà e la fraternità di cui ci vantiamo?  O abbiamo portato solo la nostra “pax romana?”

E l’integrazione? Altra bella parola! Dov’è l’integrazione di quei popoli che per disperazione arrivano a nuoto sulle nostre coste? In certi paesi gli sparano appena li vedono.

Certo qualcuno di noi in buona fede ci ha provato e ci sta provando veramente, ma qui non parliamo di attività di volontariato (che meritano il più alto rispetto e sulle cui spalle fin troppo peso viene caricato per la carenza delle amministrazioni) bensì parliamo di attività di integrazione fatta da esperti del settore, accoglienza profonda da parte degli stati che dovrebbero assistere, educare ma anche vigilare e proteggere.

Invece ecco che torniamo alla “Pax romana”: è questo tipo di pace esportano i nostri governi, ovvero una estensione di una democrazia “pelosa” che dice cose belle, ma che a volte è ipocrita. Chi vende le armi in certi luoghi dove poi interviene con altri armi per “portare la pace”? Chi fa gli accordi coi leader più sanguinari che esistano, salvo poi negare tutto?

 

Le belle parole dette dai politici e le loro verità dei fatti emanano un odore nauseabondo, meglio non investigare per non svenire; ma una cosa è certa: dove impoveriamo portiamo miseria, dove sfruttiamo portiamo ingiustizia, dove affamiamo portiamo disperazione, e dove reprimiamo con le armi portiamo odio ricambiato con altre armi.

 

Non voglio dire che quei popoli siano santi; anzi per me alcuni di loro, i più estremisti e fanatici, rimangono sempre pericolosi ed incomprensibili e sono da “filtrare” bene; tuttavia noi che siamo così “bravi cristiani”, dall’alto della nostra sapienza, noi che vorremmo distribuire lezioni di democrazia e fraternità a tutti, avremmo potuto almeno non peggiorare le cose.

 

 (segue)

 

 

 

 NOTE

 

(1)”PAX ROMANA”- Espressione attestata per la prima volta in Seneca (De providentia IV, 14), poi divenuta usuale per indicare il concetto della dominazione romana sul mondo intesa come garanzia di universale pace e concordia. (Treccani)

 

(2) BENIGNI in “I dieci comandamenti”

 

(3) GUERRA PREVENTIVA “…L'attacco alle Twin Towers dell'11 settembre 2001 ha determinato il confronto del pacifismo con dinamiche che si alimentano reciprocamente: il terrorismo e la dottrina/pratica della guerra preventiva/permanente portata avanti dagli Stati Uniti. L'intervento in Afghānistān (ottobre 2001), ma soprattutto la guerra all'Irāq (marzo-aprile 2003), hanno fatto crescere un forte movimento pacifista a livello globale che è culminato nella giornata del 15 febbraio 2003, quando 110 milioni di persone hanno manifestato in tutto il mondo contro la guerra….” [altri approfondimenti nella bibliografia in fondo]

 

(4) GUERRA FREDDA – “La locuzione 'guerra fredda' fu usata per la prima volta nel 1947 da un giornalista e saggista americano, Walter Lippmann, per indicare la conflittualità politico-ideologica tra blocchi contrapposti – americano e sovietico – destinata a determinare per mezzo secolo, dalla fine della seconda guerra mondiale, le relazioni internazionali. Un nuovo ordine mondiale che è vissuto sotto la minaccia della guerra nucleare ed è rimasto stabile paradossalmente proprio grazie a un paralizzante ‘equilibrio del terrore’. Ma all'interno di questa stabilità molte vicende storiche di rilevo sono avvenute, fino al crollo finale del sistema sovietico nel 1989” (Treccani) [altri approfondimenti nella bibliografia in fondo]

 

(5) LA CRISI DI CUBA - È considerato uno dei momenti più critici della Guerra Fredda, assieme al Blocco di Berlino e all'esercitazione Able Archer 83. Dopo giorni di tensione, Chruščëv, vista la fermezza di Washington e di John Fitzgerald Kennedy, ordinò il ritiro dei missili in cambio della promessa di non invasione dell'isola e del ritiro dei missili Jupiter installati nelle basi di Turchia e Italia, avvenuto sei mesi più tardi. (Wikipedia)

 

(6) “Tutto è puro per quelli che sono puri; ma per i contaminati e gli increduli niente è puro; anzi, sia la loro mente sia la loro coscienza sono impure” (Tito 1:15)

 

(7) “L'uomo buono dal buon tesoro del cuore trae cose buone; ma l'uomo malvagio dal suo malvagio tesoro trae cose malvagie” (Matteo 12:35); Ed egli disse loro: «Perciò ogni scriba ammaestrato per il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che trae fuori dal suo tesoro cose nuove e vecchie» (Matteo 13:52)

 

(8) dal 25 al 33 per cento del cibo prodotto globalmente diventa rifiuto ancora prima di essere consumato. “La quantità di cibo sprecato e buttato a livello globale è vergognosa”, ha dichiarato Jim Yong Kim, presidente della Banca Mondiale. “Milioni di persone in tutto il mondo vanno a letto affamate ogni sera, eppure milioni di tonnellate di cibo finiscono nei bidoni della spazzatura”. (tratto da http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/banca-mondiale-lo-spreco-di-cibo-impedisce-la-lotta-alla-poverta)

 

 

 

 

ALTRE FONTI

 

“La strategia degli USA nel dopo guerra fredda” di Andrea Catone http://www.fisicamente.net/GUERRA/index-245.htm [tra cui la frase: “Bush sembra andato a scuola da Sharon, che la guerra preventiva contro i palestinesi la attua da tempo”]

 

“La guerra in Iraq e il diritto internazionale” - di Claudio Di Turi - (Ricercatore di Diritto internazionale, Facoltà di Scienze politiche, Università della Calabria) in http://archivio.rivistaaic.it/dibattiti/vicendeinternazionali/dituri.html;

 

“Illiceità della guerra preventiva” in “Giuristi Democratici” in http://www.giuristidemocratici.it/post/20030321170739/post_html

 

 

 

 

 

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