Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

SALOMONE PRIMO ESPONENTE DELLA “RELIGIONE GLOBALE”? – Come comportarci oggi? - (RELIGIONE MONDIALE - 9) - di Renzo Ronca - (7-5-13)- 1-5-16- h. 8,30  (Livello 4 su 5)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Chi ci ha seguito fin qui è ormai esperto di parole difficili come “sincretismo, ecumenismo, pluralismo” ecc (1), dunque possiamo leggere con una certa facilità i commenti di altri studiosi:

«Il sincretismo religioso cominciò ai tempi di Salomone, quando questi fece edificare a Gerusalemme dei templi in onore delle divinità delle sue mogli: "Allora Salomone costruì sul monte di fronte a Gerusalemme un alto luogo per Kemosh, l'abominazione di Moab, e per Molek, l'abominazione dei figli di Ammon. Così fece per tutte le sue mogli straniere, che bruciavano incenso e offrivano sacrifici ai loro dei" (1 Re 11:7-8).» (2)

 

Questo punto tocca subito il tema centrale del nostro discorso: non si può mettere insieme all’adorazione rivolta a Dio con l’adorazione rivolta verso altri dèi. Se la nostra logica umana non ci vede nulla di male nel considerare dio come somma di tutto quanto bene e male,  il nostro Dio invece non è di questo parere. Il sacro ed il profano sono due parti distinte che non si possono unire.  Dio è un Essere che non ha in Sé il male o il peccato. Il nostro Dio è un Essere vivente, non è una concezione.

 

La volta scorsa abbiamo visto come Salomone nonostante i suoi doni di sapienza ed intelligenza, alla fine perse il favore dell’Eterno. Questo re cominciò col riservare alla figlia del faraone (che sposò) parti della sua casa al culto che lei voleva mantenere. Simbolicamente quindi era una  casa con dentro due fedi, quella sua, del marito, che adorava l’Eterno e quella della moglie che adorava le sue divinità egiziane. Secondo la nostra ottica religiosa marito e moglie dovrebbero formare un insieme a somiglianza di Dio che è un insieme espresso per esempio nello Spirito Santo, nel Cristo… 

Ora gli “insiemi di Dio” pure se sfuggono alla nostra percezione limitata umana sono comunque insiemi della stessa “sostanza”; è sempre di Dio insomma. Unire invece a Dio un idolo senza vita che Gli si contrappone in tutto è tutto un altro discorso. L’equilibrio tra queste due tendenze (perché si sta parlando proprio di due modi diversi di essere, di vivere e di “addivenire”) è praticamente impossibile.

Può esistere se mai una forma di convivenza molto tollerante da ambo le parti. La nostra tendenza sociale moderna in effetti è così: accettare tutte le differenze perché “le differenze sono esperienze utili che arricchiscono e fanno crescere” (sembra proprio lo slogan di Salomone!)

Ma Dio, lo dice spesso, non tollera un altro dio accanto a Sé. Se noi forziamo questa unione di sacro e profano ci sarà un conflitto interiore; poi, dopo un certo tempo di apparente “educata” accondiscendenza, quale sarà la risultante? O l’annullamento o la divisione.  Pensiamoci: se Dio abbandona la nostra casa (intesa come casata, vita, tempio interiore, proseguo della vita cristiana) cosa resta? Un vuoto. Un grande vuoto senza vita.

 

Questo vuoto che è l’assenza di Dio è molto diffuso tra le nostre chiese. Voi direte ma come è possibile che le chiese che parlano sempre del Signore siano senza di Lui? E’ possibilissimo invece perché non basta sapere “di” Dio per essere “in” Dio.

L’apostasia delle chiese (3) è un fenomeno previsto dalla Bibbia che caratterizzerà gli ultimi tempi; lo vediamo già in quelli che stiamo vivendo:

 

«Anche i sacerdoti [al tempo del re Salomone] furono sedotti dall'apostasia ma, alla sepoltura del re, alcuni non vollero seppellirlo tra i re d'Israele (2 Cronache 28:27). Questo accade perché l'uomo non legge la Parola o perché, pur leggendola, non ubbidisce mettendola in pratica. Sta scritto: "Guardati bene dal cadere nel laccio, seguendo il loro esempio, dopo che sono state distrutte davanti a te, e dall'informarti dei loro dei, dicendo: Come servivano queste nazioni i loro dei? Farò anch'io così" (Deuteronomio 12:30). » (2)

 

Pochi giorni fa, in un servizio del telegiornale, ho visto e sentito una preghiera fatta dal papa direttamente rivolta a Maria, la madre di Gesù. Sono rimasto sorpreso per la scorrevolezza con cui questo atto è stato trasmesso normalmente e normalmente recepito da tutti. Sembrava insomma una cosa cristianamente “normale”, ma non è vero! Non  c’era più nemmeno l’ambiguità della “venerazione”, era una preghiera vera e propria con tanto di immagine di Maria sullo sfondo a sinistra e il papa che invocava lei indicandola con la mano aperta. Non torneremo sulle basi di questo peccato, del resto constatabile per tutti quelli che fondano la loro fede cristiana sulla Bibbia (4) tuttavia è ora, per chi fosse ancora indeciso, aprire gli occhi e prendere una posizione, perché qui si sta parlando di apostasia e di idolatria! Cose che non si possono coprire con un velo delicato e leggero di “buonismo”, o con formule filosofiche popolari tipo “uniti nella diversità” come va tanto di moda oggi!

 

«Il sincretismo evangelico dei nostri tempi consiste in un continuo accoglimento delle dottrine della Chiesa Cattolica di Roma, la quale si vanta di promuovere il movimento ecumenico; infatti una parte del mondo evangelico condivide questo entusiasmo, giustificandolo con il motto "uniti nella diversità". Si organizzano incontri, durante i quali i credenti pregano in modo differente, ognuno secondo la liturgia della chiesa alla quale dicono di appartenere: il cattolico recita le sue preghiere, mentre l'evangelico prega Dio in modo spontaneo. In tali riunioni, però, le verità bibliche non possono essere proclamate con franchezza, per non offendere nessuno. Per un vero cristiano non è possibile prendere parte a tali incontri, in quanto in essi l'idolatria e la tradizione, che si manifestano nella liturgia, sono in aperto contrasto con la Parola di Dio, la quale ci invita ad adorare e venerare il Creatore, non la creatura (Romani 1:25). "Uniti nella diversità" è un motto diabolico! Non si può avere comunione fraterna con chi permette o incoraggia la trasgressione dei comandamenti! » (2)

 

Se così facilmente la preghiera a Maria [con tutto il rispetto, non voglio essere offensivo, parlo con grande umiltà] cioè ad una donna che comunque è morta e non è Dio, passa con tanta naturalezza come “normale” per tutti i cristiani, allora vuol dire che si è formata già una porta laterale nel tempio da cui  entrano estranei. Pensiamo al passo successivo che sta avvenendo e che è sotto i nostri occhi: Questa spinta idolatrica ormai acquisita, sarà come una “testa di ponte”, come una stazione da cui la “religione globale” o ecumenismo o sincretismo o quello che volete entrerà nel nostro pensare religioso comune. Un “appiattimento intelligente” delle diversità. Tutti uguali in un dio-unico-somma-di-tutto.

 

Salomone accogliendo tutte le fedi e i culti delle sue mogli idolatriche permise l’idolatria nella sua casa, in Israele. Ma attenzione: non fu Israele ad inglobare le diversità religiose mantenendo il culto dell’Eterno, ma al contrario furono gli idoli ad inglobare Israele! Per questo motivo, esponendo la presenza di Dio all’estraneità, la presenza stessa dell’Eterno sene andò.

 

Ecumenismo, sincretismo, new age, religione globale, nuova religione mondiale…. Tutti questi termini movimenti o filosofie hanno la stessa radice in comune: l’idolatria di Salomone, che confidando in se stesso, indebolito dal mondo e dai suoi vizi, espose il suo cuore e il suo popolo al peccato.

 

La differenza sostanziale tra il tempo di Salomone e quello di oggi è la globalizzazione, cioè mentre prima fu il peccato di un solo re che credendosi intelligente fu facilmente raggirato dall’intelligenza di Satana, adesso tutti ci crediamo intelligenti come Salomone. Tutti noi oggi, a cominciare dalle nazioni più “progredite”, pensiamo che i nostri ragionamenti siano più saggi e giusti rispetto a quelli di Dio scritti sulla Bibbia.

Diciamo “perché tante divisioni religiose? Dio dice che è uno, dunque la religione è una sola, cambiano solo i nomi”. Una affermazione così ha solo la parvenza dell’intelligenza; è utilissima al sistema economico che vuole lavoratori tutti uguali senza differenze nel giorno festivo da dedicare al culto; è utilissima a chi cerca il potere perché così facendo addormenta le coscienze come con una droga filosofica e mette il suo “potere discreto” a controllo delle masse.

Solo chi crede nel Dio vero della Bibbia comincia a rendersi conto che deve uscire da questa dolce filosofia di una super-religione mondiale che tutto somma; concezione attraente, aperta ad ogni diversità, ma che come Salomone, alla fine poi ti farà ritrovare solo e senza più il Signore.

 

Come comportarci infine? Come svegliarsi da questo sonnifero intellettuale satanico chiamato “Nuova religione globale”? Come uscirne?

 

La fine del nostro discorso, dopo aver acquistato maggiore consapevolezza, ci riallaccia agli inizi quando dicevamo:

 

«In questo caso il “gorgo-buconero” è meglio individuato nella religione globale.  Come uscire da questa corrente che dietro l’apparenza di una crescita fa invece rimpiccolire il nostro pensare? La soluzione può sembrare banale, ma ritengo sia il mezzo più rapido ed efficace: Se la corrente di questo gorgo-buconero è la spinta a mettere insieme tutte le religioni in un agglomerato amorfo cioè senza forma, allora la spinta utile per uscirne sarà quella contraria di uscire dalle religioni e considerare Dio una Persona “raggiungibile” e “sperimentabile” da tutti direttamente.  Uscire dalle religioni è saltare con un solo passo ogni chiesa-organizzazione umana, ogni recinto dottrinale e formale, per instaurare un semplicissimo rapporto personale con il Dio vivo (5)

 

Questo non significa accogliere tutte le religioni, ma conoscere, accogliere, percepire e seguire il Dio vero della Bibbia, il Suo pensiero al di là delle chiese, ma nel rispetto della Sua Parola e del Suo rivelarsi vigilando con la Scrittura che Lui stesso ci ha indicato.

 

Questa spinta che noi seguiamo da tempo, non ci garantisce nulla, come le apparizioni di Dio a Salomone non gli garantirono la sua giustizia, tuttavia è l’unico senso che sentiamo di dare alla nostra fede per mantenerci in comunione col Signore senza apostatare.

 

Non è per niente facile continuare così perché è un cammino controcorrente, minoritario e spesso in solitudine, però confidiamo nell’aiuto del Signore e nelle Sue correzioni ai nostri errori. Che ci dia sempre una mente umile capace di ascoltare e capire la Sua volontà.

 

 

 

 

NOTE 

(1)Chi ci legge adesso per la prima volta potrà vedere una delle pagine precedenti come PAROLE DIFFICILI CHE E’ BENE CONOSCERE:  PLURALISMO, SINCRETISMO, ecc.

 

(2) L'apostasia (II parte) – www.betaniachiesaevangelica.it/index2.php?option=com_content&do_pdf=1&id=1155

 

(3) Può essere utile il ns “che significa apostasia?

 

(4) Ce ne sono tantissimi di scritti e studi in proposito, il primo che ho trovato in internet adesso è http://camcris.altervista.org/madonna.html

 

(5) Vedi  NO RELIGIONI  TORNIAMO A DIO-PERSONA

 

 

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