PAROLE DIFFICILI CHE E’ BENE CONOSCERE:  PLURALISMO, SINCRETISMO, ECUMENISMO, IRENISMO ecc. (RELIGIONE MONDIALE - 7) - di Renzo Ronca – (4-5-13) – aggiorn 29-4-16  (Livello 4 su 5)

 

 

 Mi accosto a questi termini -come pure a tutti gli altri incontrati finora- con grande modestia perché non sono un filosofo o un teologo. Nel farlo cercherò come sempre di “abbassarli” e renderli semplici, comprensibili a tutti gli umani e non ai soli addetti ai lavori. Cerchiamo di ragionare insieme sullo sfondo cristiano evangelico. Valutate le mie parole, confrontate tutto con la Bibbia e dove sbaglio correggetemi pure.

 

Una tendenza fatta passare per “moderna” è sempre quella di sminuire la Bibbia (che secondo noi è espressione di Dio) mostrandola in tanti i modi: scientifici, razionali, filosofici, teorici, simbolici e di impostare di conseguenza ragionamenti su teorie complicate. Vedremo come tanta teologia e filosofia alla fine ci allontani sempre più dal nostro rapporto semplice con Dio, che va invece restaurato.

 

Una di queste tendenze pseudo-moderne (1) si chiama “pluralismo”.

 

Pluralismo definizione

pluralismo - «In filosofia, ogni concezione che consideri la realtà come costituita da una pluralità di principî (in opposizione al monismo) considerati tutti egualmente primi e non riducibili uno all’altro; a volte il pluralismo non esclude un principio primo (come nell’orizzonte cristiano un Dio creatore) […]» (Treccani). «Il pluralismo religioso è la convinzione che sia possibile superare le differenze dottrinarie tra le religioni, e i conflitti interpretativi esistenti spesso all’interno della stessa religione. Per molte tradizioni religiose il pluralismo religioso si basa essenzialmente su una visione che si potrebbe definire “non-letterale” della propria tradizione, un modo di intendere la religione che sia capace di andare oltre il testo scritto […]  cercando di scorgere la sorgente ultima dell’ispirazione al di là dei singoli dettagli (questa è anche l’impostazione di due filosofi e teologi cristiani che hanno fatto l’esperienza personale di più di una religione: Thomas Merton e Raimon Panikkar, che mettono l’accento sul fatto che è proprio sul piano dell’esperienza, e non su quello dottrinale, che è possibile aspirare alla comprensione reciproca tra le religioni). A volte, tuttavia, la definizione di pluralismo religioso resta confinata sul piano intellettuale: è il caso di quell’atteggiamento che cerca di sminuire l’importanza delle differenze, mettendo al contempo in risalto i punti in comune [vedi sotto "Irenismo" ndr]. Le più recenti acquisizioni del dialogo interreligioso hanno però mostrato tutti i limiti di quest’ultima posizione, soprattutto il fatto che essa tende ad appiattire ogni religione su di uno sfondo neutro con il quale nessuna religione riesce più a identificarsi». (Wikipedia)

 

Uno dei rischi di questa filosofia è che partendo da molti ragionamenti sulla e nella Bibbia, alla fine si perde la strada principale e si finisce per non capire bene la Bibbia stessa nel suo insieme, che tagliata e sminuzzata, acquista sempre meno valore. Una cosa è partire dagli affluenti per risalire al fiume principale e quindi alla sua sorgente; ed una cosa è partire dal fiume per perdersi in mille fiumiciattoli...  Il rischio di questo secondo modo è che alla fine l'acqua è sempre meno e la terra è un deserto; oppure si finisce in un mare indistinto.

 

“[…] Anzi, taluni partono dalla pluriformità dello stesso pensiero biblico, per sostenere la necessità del pluralismo. Siccome la Scrittura conterrebbe concezioni "ora complementari ora divergenti", bisognerebbe fare del pluralismo un dato incontrovertibile della postmodernità. Tutto ciò comporta una notevole elasticità circa la propria fisionomia. Ma laddove vi è una insufficiente conoscenza della propria identità, si modificano anche i rapporti con gli altri. Un'identità confessionale sempre più fragile e porosa, apre a tutti gli altri. Allo scetticismo e al relativismo, deve seguire il pluralismo e, perché no, il sincretismo.” (2)

 

Il pensiero di Dio, che la Bibbia ci avvicina, è percepibile come fatto in sé (parziale esperienza), ma con pochi spazi di manovra per la nostra mente.  Chi non ce la fa ad accettare questa limitatezza umana a volte si spinge nell’indagine di una scienza pericolosa che lo fa allontanare dalla semplicità della fede. E’ come se da una collina scendessimo nelle gallerie sotto terra alla ricerca di chissà cosa. A furia di esplorare le grotte, incuriositi, presi sempre più dal dedalo di incroci sotterranei,  dimentichiamo la luce e scordiamo il perché stavamo sulla collina.

 

Il “sincretismo” è un’altra parola difficile che troviamo.

 

Sincretismo - definizione

A) Sincretismo s. m. [dal gr. συγκρητισμός, propriam., in origine, «coalizione dei Cretesi», abitualmente in lotta fra di loro, contro un nemico comune, comp. di σύν «con, insieme» e Κρήτη «Creta»]. – 1. Accordo o fusione di dottrine di origine diversa, sia nella sfera delle credenze religiose sia in quella delle concezioni filosofiche. Più particolarm., nella storia delle religioni, fusione di motivi e concezioni religiose differenti, o anche la parziale contaminazione di una religione con elementi di altre: il s. religioso nel mondo ellenistico; la forte tendenza al s. di religioni diverse tra le popolazioni indigene dell’Africa. (Treccani)

B) Sincretismo può essere considerata qualsiasi tendenza a conciliare elementi culturali, filosofici o religiosi eterogenei appartenenti a due o più culture o dottrine diverse. Il termine è applicato soprattutto nella scienza e storia delle religioni, in cui indica quel complesso di fenomeni e concezioni costituite dall'incontro e dalla fusione di forme religiose differenti.    Il vocabolo sincretismo deriva dal greco συγκρητισμός (synkrētismós), con il significato di "coalizione cretese". Il termine compare per la prima volta nel "De fraterno amore", 19 di Plutarco, che cita l'esempio dei Cretesi che hanno messo da parte le differenze per coalizzarsi in vista dei pericoli esterni. (wikipedia)

Questa definizione ci interessa molto perché oggi va di pari passo con l’ecumenismo [di cui abbiamo già parlato nelle pagine precedenti] e con esso costituisce la spinta di base della “religione globale” che ci viene sempre più propinata.

 

L’ecumenismo è un movimento inizialmente solo evangelico con un riferimento alle sole chiese cristiane. In seguito è stato gestito dal cattolicesimo che appropriandosene ed unendolo –di fatto- alla New Age, lo sta globalizzando e ne sta facendo il suo affascinante mezzo per la "nuova religione mondiale" [Per rivederne le tappe e pensare al dubbio dell’ipocrisia di questo movimento divenuto ambiguo, può essere d’aiuto il ns ECUMENISMO ED IPOCRISIA (pdf 16 pg)].

 

Nonostante gli sforzi degli studiosi si ha l'impressione che nella pratica questi due termini ecumenismo e sincretismo, si avvicinino sempre più.

 

“II sincretismo si può definire la religione fai-da-te. Una religione-puzzle, di cui ciascuno sceglie le tessere che preferisce e le combina a suo gusto. Elementi religiosi dell'Occidente e dell'Oriente vengono miscelati e omogeneizzati; il Dio di Gesù Cristo perde la sua fisionomia in un «Cristo cosmico» che è la somma di tutti i grandi uomini, da Buddha a Maometto; la reincarnazione viene frullata con la risurrezione; la morale cristiana si combina con la libertà sessuale del tantrismo, senza che se ne colgano ovviamente i significati culturali profondi, ecc. Il sincretismo può essere una scelta certamente pericolosa perché crea un disorientamento profondo e apre la via al soggettivismo completo. Ma è soprattutto un fenomeno che interessa i nuovi movimenti religiosi e le varie sette che proliferano nelle società occidentali, oltre che in antiche comunità, come quelle afro-americane  e indio-andine.” (3)

 

Salomone, figlio di Davide, fu probabilmente il primo a cercare di realizzare questo “sincretismo-ecumenismo”. Vale la pena approfondirlo perché Dio condannò questo comportamento e noi non vogliamo ritrovarci nello stesso suo peccato.

 

L’”Irenismo”… [1 “Orientamento teologico volto a individuare gli elementi comuni alle varie confessioni cristiane, nella prospettiva di una loro unione.” 2 “Pacifismo.” Dal Dizionario Italiano del Corriere.it] è una tendenza pacifista che cerca di mettere insieme “solo quello che unisce, togliendo quello che divide”. E' una tendenza partita secoli fa con buone intenzioni, che però di fatto appiattisce tutte le religioni, anche non cristiane, e le versa sul piano politico-sociale, facendo di Dio non più un Essere con un programma  ed una giustizia, ma un concetto pacifista valido per chiunque. Ecco ad esempio l’affascinante e pericolosa definizione che ho trovato su un sito dove compare la parola “esoterica”:

 

«Irenismo: Termine avente il significato di Pace, indicante un indirizzo di pensiero religioso che, collegandosi alle idee espresse da Erasmo da Rotterdam (v.), tendeva alla conciliazione del Cattolicesimo con il Protestantesimo. Si diffuse nel XVI secolo, ed ebbe tra i suoi principali sostenitori G. Amos Comenio (1592-1671), uno tra i massimi rappresentanti dell’Empirismo, ed Ugo Grozio, giurista e teologo olandese (1583- 1645). In forma decisamente più ampia e pressante tale esigenza religiosa è avvertita anche ai giorni nostri. Il teologo Hans Küng (Cristianesimo e religioni universali, Ediz. Mondadori, 1986) scrive in proposito: "Quante sciagure sarebbero state risparmiate ai popoli ed al resto del mondo se le religioni avessero riconosciuto prima la loro responsabilità nei confronti della pace, dell’amore verso il prossimo e della non violenza, nei confronti della riconciliazione e del perdono, se invece di contribuire ad aizzarli, avessero contribuito a risolvere i conflitti, sull’esempio dell’indù Mahatma Gandhi (v.), del cristiano Dag Hammarskjöld, del musulmano Anwar el-Sadat e del buddista U Thant, i quali hanno tutti svolto una politica di pace in base a convinzioni fondamentalmente religiose. Insomma, il dialogo ecumenico interreligioso è oggi tutt’altro che la specialità di alcuni irenici religiosi estranei al mondo: oggi esso ha per la prima volta nella storia il carattere di un’aspirazione pressante anche dal punto di vita della politica mondiale. Esso può aiutare a rendere la nostra terra più abitabile, perché più pacifica e più riconciliata. Non c’è pace tra i popoli di questo mondo senza la pace tra le religioni universali. Non c’è pace tra le religioni universali senza la pace tra tutte le chiese cristiane. L’ecumene ecclesiale è parte integrale dell’ecumene mondiale. L’ecumenismo ad intra, concentrato sulla cristianità, e l’ecumenismo ad extra, rivolto all’intera terra abitata, sono interdipendenti. La pace è indivisibile: essa incomincia dall’interno"» (4).   

 

Parole affascinanti certo, ma che rivelano, a nostro modesto avviso, la noncuranza di Dio vivo e vero, che forse alcuni vorrebbero relegare ad una delle tante statue di un unico “Pantheon”(5) globale, in una unica super-religione che contiene tutto ma che è priva di vita. La pace del Signore infatti (Giovanni 14:27, legata alla presenza del “Logos creativo” Giovanni 1:14) non ha nulla a che vedere con la pace degli uomini, che non possono avere pace nel cuore senza una profonda “nuova nascita” interiore (Giovanni 3:1…).

 

E’ evidente che certe intenzioni lodevoli come la pace nel mondo, possano portare alla frase generalizzata: “togliamo quello che ci divide e mettiamo insieme solo quello che ci unisce” –una volta la usavo anche io-  ma ho capito poi che non sempre questo è gradito a Dio, perché non sempre l'intenzione corrisponde alla realtà e molte radici esoteriche ci sfuggono.  Secondo la Parola di Dio (che è la Bibbia in cui noi crediamo - vedi l’apocalisse di Giovanni), non ci sarà questa pace cercata con mezzi politici  sociali e religiosi che mette insieme sacro e profano; al contrario invece, queste buone intenzioni di tante brave persone (staccate però dalle profezie bibliche), verranno manipolate dalle tendenze sataniche e da governanti senza scrupoli, con lo scopo di allontanare l’uomo da Dio vivo e vero e porteranno solo al suo opposto, cioè a guerre desolazioni malattie povertà. Solamente l’intervento reale concreto del Signore, in un clima di guerra mondiale, dove l’uomo rischierà l’autodistruzione,  porterà un governo di pace (millennio). Non intendiamo certo polemizzare, esprimiamo solamente la nostra fede; i fatti del prossimo futuro dimostreranno quale fede sarà quella giusta. Per quel che riguarda noi resteremo sulla Parola del Signore espressa nella Bibbia.

 

(continua)

 

 

NOTE

 

(1)Pseudo-moderne: “pseudo” deriva dal greco e significa “menzogna falsità”; è usato per indicare generalmente per indicare “falso” +  la parola che segue. In questo caso “pseudo-moderne” inteso come “falsamente moderne”.

  

(2) Tratto da STUDI DI TEOLOGIA - Rivista teologica semestrale a cura dello Istituto di Formazione Evangelica e Documentazione http://vangelonline.altervista.org/index.php/item/9-ecumenismo-e-pluralismo A nno IV/2 -N°8 - II° Semestre 1992

 

 (3) Tratto da “Ecumenismo e sincretismo religioso” www.viapulchritudinis.net/page-599.html 

 

(4) Tratto da http://www.macropolis.org/esoterica/esonet/i02.htm

 

(5) Pantheon di Roma"[tempio] di tutti gli dei") è un edificio della Roma antica situato nel rione Pigna nel Centro storico, costruito come tempio dedicato a tutte le divinità passate, presenti e future (Wikipedia)

 

 

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