Riconoscere la zizzania in noi stessi – distinzione tra  credente e non credente

di Renzo Ronca - 13-3-13-h.11,45 -  (Livello 2 su 5)

 

[seme di una particolarità di loglio o zizzania]

 

Ritornando al concetto approfondito che sta dietro al simbolo della “zizzania” (da “IL TERRENO CHE SIAMO” e segg. in http://www.ilritorno.it/studi_bibl/260_terreno_che_siamo1-zizz.htm ), vediamo adesso di rivolgere quel ragionamento non più alla chiesa o al mondo, ma solo a noi stessi, all’interno di noi stessi.

 

Chiediamoci: esiste in noi stessi, nella nostra mente, una pianta -come la zizzania- che è estranea al “buon raccolto di grano” dei nostri pensieri positivi? Che è estranea e nemica al sano sviluppo dell’uomo?

 

Ripetiamo un ragionamento forse già detto (1):

Dopo l’allontanamento dell’uomo dalla presenza di Dio il peccato insinuato nella mente dell’uomo, il  “virus di Satana” (in http://www.ilritorno.it/fare%20e%20pensare/Pensare/109_vir-antiv.htm) avrebbe finito per riempire ogni spazio del suo corpo e della sua mente distruggendolo.

 

L’uomo in pratica, dopo il peccato originale è sempre più “marcio”. Questo significa che la zizzania o “falsa pianta di grano”, sarebbe diventata quasi la totalità del suo essere.

L’uomo senza Dio allora non è composto di grano ma di zizzania, cioè una pianta che ha una vaga somiglianza con il grano ma che non produce nulla. E’ solo con Cristo (come abbiamo visto nell’esempio della volta scorsa dell’antivirus) che si va a riscoprire la memoria originale di Dio, il seme “ad immagine di Sé” che Dio ha piantato nell’uomo, e da quello si innesta un meccanismo contrario allo “svuotamento satanico”, vale a dire un “riempimento di grazia” di verità e consapevolezze benefiche teso a far arrivare l’uomo alla consapevolezza di Dio e quindi di se stesso in quanto “figlio” di Dio.

 

Nell’uomo del mondo - sterilità

Vorrei che fosse chiaro questo concetto che ripeto: l’uomo senza Dio (quello che non è “nato di nuovo”) è quasi interamente composto di zizzania. Non è che bisogna faticare per trovare in lui ciò che la zizzania simboleggia: egli è senza più il pane della Vita. I suoi pensieri sono vuoti, le sue azioni sono contraddittorie, i suoi desideri sono confusi. Egli segue il vuoto e la vanità dei pensieri. Nell’uomo del mondo, non convertito, senza Dio, non è la zizzania che va cercata essendocene in abbondanza, ma è il piccolo seme di Dio che va ricercato nel profondo della sua memoria nascosta. L'uomo del mondo ha un'apparenza di vita, ma in realtà è sterile.

 

Nell’uomo di Dio - frutti

Invece è nell’uomo convertito, che è già “nato di nuovo per fede”, è in questo uomo “morto al mondo ma rinato in Cristo” che va ricercata la zizzania. Infatti l’uomo nuovo è ricolmo di grazia, di pane, ha in se stesso rigogliose piantagioni di grano pronto per la mietitura. C’è solo, come dice la parabola, una piccolissima parte di zizzania ancora presente. Egli è ricolmo di semi di vita di grano di benedizioni di idee ed azioni fruttifere.

 

Il cammino di fede, il processo di santificazione o consacrazione infatti non sono altro che fasi di “maturazione” dell’uomo che era diventato come una pianta di zizzania vuota e che ora si trasforma in pianta di grano per fare il pane.

 E’ come se un recipiente di vetro vuoto si riempisse pian piano di chicchi di grano.

 

Ma ecco che stranamente, noi che abbiamo seguito gli insegnamenti nuovi del Signore e siamo nati di nuovo, non riusciamo ad vedere nel recipiente solo il grano. Vediamo dentro il nostro contenitore, dentro al nostro cuore, nei punti più nascosti della mente, ancora dei semi di “falso grano”. E’ sorprendente.

Adesso siamo finalmente a livello dei discepoli di Cristo, i quali accorgendosi della zizzania dicono: “hai seminato solo grano, ma se c’è ancora una piccola parte di zizzania significa che c’è ancora peccato, estraneità di Dio.... la togliamo?”

 

Che poi è come chiedersi: fino a che punto la mia santificazione? Fino a che punto può procedere la mia consacrazione? Dentro di me c’è ormai una spinta ad assomigliare a Cristo sempre più. Come posso fare per togliere questo rimasuglio che mi impedisce di essere tutto in Dio? Cos’è con esattezza che ancora mi impedisce la comunione totale e completa?

 

(continua)

  

 

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(1)Mi scuso per eventuali ripetizioni ma penso siano necessarie anche queste. Gli scritti infatti vanno on line in modo separato e in tempi diversi e non sempre chi legge ha la visione d’insieme. In questo modo chi ci segue regolarmente potrà ripassare i concetti e rifletterci meglio, mentre chi legge per le prime volte potrà seguirci lo stesso.