LA DIFFICILE STRADA DEL RINNOVAMENTO PER LA LIBERTA’

Di Renzo Ronca – 8-3-13 - h.19 - (Livello 2 su 5)

 

 

 

 

 

(segue)

Eravamo arrivati ad evidenziare “il rinnovamento” come elemento fondamentale per mantenere libero un movimento.   Rinnovamento di persone e di idee.

 

Un vulcano che non ha “ricambio”, cioè che non può versare il suo contenuto ogni tanto, diventa molto pericoloso perché si forma una specie di “tappo” che comprime una naturale esigenza di uscire del materiale sotterraneo che, prima poi, erutterà con sconvolgimenti terribili.

 

Ogni associazione, comunità, gruppo, governo e persino ogni modo di pensare, se non ha un ricambio, passa due fasi: nella prima si appiattisce e in apparenza muore; nella seconda, se ancora in lui è presente il fuoco interiore, “scoppia” improvvisamente e ricomincia da capo a provare a crescere.

 

“Crescere” per l’uomo è naturale come “amare” per il Signore. 

Prova a piantare una pianta inclinata: vedrai che tenderà da sola a crescere di nuovo verso l’alto.

L’uomo cercherà sempre la luce, di salire in alto, di evolversi, di conoscere, di “essere”.

 

Il problema è che l’uomo, come un adolescente ribelle, pensa sempre di sapere già tutto ed è convinto di sapersela cavare in ogni situazione, in modo autonomo. “Non ho bisogno” dice per esempio “di in Padre, né qui e tanto meno nei cieli, so io quello che devo fare, nessuno lo farà per me”. Ma come ogni adolescente può commettere degli errori.

L’errore più classico è quello di ragionare in modo non puro, non originale, ma con idee che sono già prodotto di una distorsione precedente della verità.

Mi spiego: quando l’uomo medio occidentale pensa a Dio, affianca istintivamente questo pensiero al concetto di “chiesa tal dei tali”. Siccome la maggior parte delle chiese, soprattutto quelle di maggioranza, le più numerose, hanno commesso molti errori ed in esse prolifica a volte la corruzione politica e di altro genere, viene istintivo un rifiuto.

Ma è un rifiuto indistinto, di chi è immaturo; in parte è un rifiuto giusto in parte no. Dovremmo distinguere. Rifiutiamo la chiesa tal dei tali? O rifiutiamo Dio?

Non è la stessa cosa. Rifiutare una chiesa è possibile non è peccato. Una chiesa può apostatare oppure può commettere errori. Rifiutare Dio è un discorso più profondo che implica una scelta esistenziale consapevole.

Il risultato di questa superficiale analisi di partenza (Dio=chiesa-tal-dei-tali) comporterà uno squilibrio su tutto il resto delle tue scelte.

In pratica uno se parte con un errore in se stesso, e questo errore non è mai stato evidenziato, non è venuto bene alla luce, allora si porterà questo errore per sempre. Seppure involontario, rappresenterà il continuo condimento d’errore per ogni valutazione futura.

Avrà voglia allora ad avere una logica perfetta e saper fare analisi sociologiche psicologiche e politiche di grande levatura! Se alla base c’è una magagna, quella vizierà tutta l’impalcatura.

 

Se l’uomo tende ad elevarsi ma non ha ben chiaro di cosa è composto il suo pensiero, se non considera Dio come artefice del suo passato e finalità del suo futuro,  avrà un’idea nebulosa dell’obiettivo da raggiungere. Andrà verso i suoi ideali per istinto interiore, per inerzia, per senso di appartenenza insopprimibile (vedi scritti precedenti), ma non ne sarà consapevole e i suoi obiettivi saranno ravvicinati, umani, limitati, mediocri.

 

Il rinnovamento giusto allora dovrà essere un ricambio completo del pensare, senza portarsi appresso elementi d’errore del passato.

 

Matt 9:16 Nessuno mette un pezzo di stoffa nuova sopra un vestito vecchio; perché quella toppa porta via qualcosa dal vestito vecchio e lo strappo si fa peggiore. 17 Neppure si mette vino nuovo in otri vecchi; altrimenti gli otri scoppiano, il vino si spande e gli otri si perdono; ma si mette il vino nuovo in otri nuovi e l'uno e gli altri si conservano

 

E’ molto importante comprendere questo rinnovamento che arriva da Dio e ci ricostruisce da capo. Ma come potremmo ricostruire l’uomo se in esso fosse presente ancora la radice del peccato? Lo Spirito Santo spinge l’uomo “nato di nuovo” a ragionare in modo nuovo, ma noi ci riusciamo?

 

1 Cor. 5:6 Il vostro vanto non è una buona cosa. Non sapete che un po' di lievito fa lievitare tutta la pasta? 7 Purificatevi del vecchio lievito, per essere una nuova pasta, come già siete senza lievito. Poiché anche la nostra Pasqua, cioè Cristo, è stata immolata. 8 Celebriamo dunque la festa, non con vecchio lievito, né con lievito di malizia e di malvagità, ma con gli azzimi della sincerità e della verità.

 

Torniamo dunque al punto più difficile della nostra fede: il rinnovamento completo della nostra mente (e delle nostre conseguenti azioni) tramite due cose: la nostra libera scelta di volontà e tramite la forza e la potenza di un unico Dio vivo che agisce ancora oggi.

 

Rom. 12:2 Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà.

 

Non ci stanchiamo di meditare su questo ultimo versetto. Preghiamoci sopra e chiediamo al Signore questa “nuova nascita spirituale”. ChiediamoGli anche di indicarci i punti di “vecchio lievito” che tenta di amalgamarsi con nuovo lievito, impedendo o mettendo a rischio ogni forma di libertà fisica, mentale, spirituale.

 (continua)

 

 

Correlazioni:

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