IL VENTO DEI LICAONI

movimenti "liberi" - punti forti e deboli

 di Renzo Ronca - 7-3-13

 

 

(segue)

Abbiamo parlato di libertà e senso di appartenenza; di tendenza a dare fiducia a certi tipi particolari di persone che in qualche modo richiamano figure genitoriali….

 

Tenendo conto di quanto detto finora, chiediamoci: fino a che punto un movimento religioso (o sociale-politico) può essere davvero libero? Quali sono i punti deboli e i punti forti?

 

Per spiegarmi vorrei prendere come riferimento un canide chiamato “licaone” (vedi immagine)

  

 Vi spiego alcune sue caratteristiche: (1) Il licaone vive in gruppi nell’Africa sud equatoriale ed ha un comportamento sociale molto avanzato. “Mostra scarsissima aggressività intraspecifica e, almeno in apparenza, nessuna forma di organizzazione gerarchica”. Senza sotterfugi o agguati nascosti come i felini, i licaoni si presentano in modo evidente, in gruppo compatto ed iniziano un inseguimento tenace e resistentissimo fino a stancare le prede. Hanno un cosiddetto “stomaco sociale” ovvero con un sistema complesso ed efficiente si nutrono tutti allo stesso modo senza liti. I piccoli appartengono a tutta la comunità; anche in caso di mancanza della madre vengono protetti da altre femmine o persino da maschi “guardiani”; addirittura in molti casi i cuccioli hanno la precedenza nel mangiare. 

 

Rapportiamo l’esempio (con tutti i suoi limiti) al nostro discorso: un gruppo autonomo, libero, apparentemente persino anarchico nella loro capacità di autogovernarsi senza gerarchie come questo, è certo affascinante.  Non comanda nessuno e tutti stanno bene. Quando il gruppo corre per inseguire il suo obiettivo, l’individuo che sta più avanti conduce. Ci saranno penso individui bravi a correre sulle rocce, altri sulla sabbia, altri forti dentro la boscaglia… è in questo alternarsi alla guida che sta la forza del gruppo. Il ricambio. Immaginate invece se l’individuo che sta davanti, bravo ad esempio nel terreno della savana, entrando nel bosco, non cedesse il posto ad un altro bravo a correre nella boscaglia e mostrandogli i denti mantenesse se stesso come capobranco….  Il gruppo rallenterebbe. La preda (l’obiettivo) si allontanerebbe poi sfuggirebbe e alla fine il gruppo morirebbe di fame per colpa proprio del suo primo leader che non ha voluto lasciare il suo posto davanti agli altri. La velocità infatti e il perfetto equilibrato funzionamento del branco sono essenziali. I licaoni non sono grossi branchi (10-15 individui) e spesso vengono seguiti dalle iene. Queste sono perfettamente in grado di approfittare degli errori dei licaoni con conseguenze immaginabili.

 

Insomma un gruppo senza gerarchie come quello dei licaoni è vincente solo quando si rinnova in continuazione, senza una figura che predomini sulle altre.

 

Per quanto riguarda gli uomini, benché ci siano stati molteplici tentativi, non mi viene in mente nessun esempio di funzionalità sociale così ben strutturato.

 

Quanti movimenti ci sono stati nati come “licaoni” e finiti poi come “leoni” dove il più grosso sbrana il più debole e i figli vanno nascosti dagli adulti!

 

Oggi si affaccia ancora il “vento dei licaoni”, come nel ’68, sia in campo religioso che sociale, ma come lo gestiremo?

(continua)

 

 

 

 

NOTE

(1) notizie tratte principalmente dall’enciclopedia “sapere.it"

 

 

 

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