Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

L’UOMO TENDE A DARE FIDUCIA  MA SENZA DIO RISCHIA MOLTO

Di Renzo Ronca – 6-3-13 - (Livello 4 su 5)

 

 

 

 

 

 

(segue)

L’aspirazione di chiunque sappia amare è unirsi all’oggetto amato.

 

Abbiamo visto quanto la nostra anima possa soffrire per l'assenza di Dio. Trova pace solo quando ne percepisce la presenza.

 

Abbiamo sempre fiducia in chi amiamo. Vi è una fiducia così grande che non prendiamo in considerazione la possibilità di essere ingannati.

 

“Confido in te Signore” diciamo spesso. E’ naturale per il bambino gettarsi tra e braccia della mamma o seguirla fiducioso quando lei lo conduce. Il fidarsi è una buona cosa ed ha origine nell’amore familiare.

Nel caso di Dio è lo stesso. L’uomo si fida di Dio come si fiderebbe di un padre, di una madre.

 

Come abbiamo visto la volta scorsa c’è un flusso d’amore, tra Dio e l’uomo come tra la mamma e il suo bambino. Un senso di appartenenza reciproco. Questo sentirsi uno dell’altro e uno nell’altro determina la fiducia. Come può tradirti chi è parte di te?

 

Una donna può forse dimenticare il bimbo che allatta, smettere di avere pietà del frutto delle sue viscere? Anche se le madri dimenticassero, non io dimenticherò te. (Isaia 49:15)

 

Certo non è Dio a tradire le aspettative dell’uomo, al contrario  l’uomo ha spesso tradito quelle di Dio.

 

Seguite questo ragionamento: finché un figlio ha sani rapporti con la famiglia, ha anche il suo normale sviluppo secondo i suoi tempi, interagendo regolarmente con tutti i membri della famiglia in base ai momenti e alle età. Vedemmo già nel "figliol prodigo" che quando un figlio si allontana dalla famiglia seguendo desideri ingannevoli impulsivi e poco ponderati può prendere strade che lo portano alla perdizione.

 

Ma attenzione: nell’uomo, in qualunque posto ed in qualunque modo egli sia, ci sarà sempre la tendenza a fidarsi del padre o di figure che rivestano ruoli genitoriali più o meno evidenti.

 

Questo significa  che se l’uomo non è credente, se è lontano da Dio, tenderà comunque inconsciamente a fidarsi di chi parlerà come Dio o di chi rivestirà somiglianze affettive del Padre-Madre.

 

Pensiamo adesso a certe figure più o meno inconsapevolmente “genitoriali”: un prete, un medico, un poliziotto, un leader…  Secondo voi perché le serie di telefilm con questi personaggi hanno tanto successo? Proprio perché noi tendiamo ad appoggiarci a cercare protezione, comprensione, sicurezza, a fidarci di queste figure che tutte hanno un qualcosa del ruolo genitoriale.

 

Questa tendenza dell’uomo a ritrovare a riprodurre il nucleo familiare e a fidarsi, è abilmente sfruttata da gente senza scrupoli e da organizzazioni di potere persino in alcune chiese.  Quante volte nei nostri posti di lavoro abbiamo sentito il dirigente introdurre la richiesta di sacrifici straordinari dicendo: “siamo tutti come una grande famiglia… certe volte occorre dare di più…. per il bene di tutti….”

 

Pesino le costituzioni degli stati, delle nazioni, sono organizzate partendo dalla famiglia.

 

E’ normale fidarsi e credere per l’uomo. L’anormalità sta in chi inganna. Ma l'ingannatore c'è e non dobbiamo sottovalutare la sua azione.

 

In Eden la donna e l’uomo si fidarono di ragionamenti di un estraneo che usò il suo ascendente. Ma se non si fossero allontanati dal rapporto stretto con Dio, non si sarebbe infiltrato nulla di estraneo e questo non si sarebbe sostituito a Dio confutandolo.

 

Oggi “l’estraneità ingannevole” di Satana è ramificata organizzata e segue una logica sofisticatissima. La sua tecnica è sempre la stessa: distacca l’uomo da Dio poi gli parla distorcendo il senso della verità;  nel farlo assume personalità molto credibili, simili alla figura antica genitoriale, ovvero simili a un dio, pur non essendo affatto Dio. E l’uomo tende a fidarsi.

 

E’ questo lo scenario del nostro tempo, amplificato a dismisura da TV, internet, ecc.  Satana moltiplica se stesso presentando innumerevoli figure mediatiche “trasversali” che danno un’apparente sicurezza e che noi finiamo per seguire docilmente.

 

Il padre della chiesa, il padre della nazione, il salvatore della patria…. L’uomo ha bisogno di un padre perché è spiritualmente orfano e tende a seguire in buona fede persone che spesso abusano di questa fede mal riposta.

 

Il Signore conosce bene queste debolezze dell’uomo e non a caso ci ha detto:

 

Matteo 23:5 Tutte le loro opere le fanno per essere osservati dagli uomini; infatti allargano le loro filatterie e allungano le frange dei mantelli; 6 amano i primi posti nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe, 7 i saluti nelle piazze ed essere chiamati dalla gente: "Rabbì!" 8 Ma voi non vi fate chiamare "Rabbì"; perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. 9 Non chiamate nessuno sulla terra vostro padre, perché uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli. 10 Non vi fate chiamare guide, perché una sola è la vostra Guida, il Cristo; 11 ma il maggiore tra di voi sia vostro servitore. 12 Chiunque si innalzerà sarà abbassato e chiunque si abbasserà sarà innalzato.

 

Diffidenza e credulità allora sono due tendenze difficili da gestire in chi confida solo in se stesso.

Noi che diciamo di essere credenti ripartiamo da qui: Gesù non ci consiglia di assumere ruoli di “padre” di “guida” di leader, ma ci invita a “servire”.  Ovviamente questo insegnamento vale anche al contrario: dobbiamo diffidare di chi assume questi ruoli. 

 

“Ciò che è bene per voi non sia dunque oggetto di biasimo” (Romani 14:16 leggere tutto il capitolo)  

 

La convinzione di essere nel giusto infatti può portare intolleranza e giudizi forti contro gli altri; il risultato è spesso quello di far inciampare proprio quelli che si voleva aiutare. L’uomo che si pone come guida per gli altri ha in se stesso il più grande nemico; il suo “io” lo schiaccerà e condurrà gli altri in una fossa.

 

Abbiamo sempre cercato di realizzare comunità libere sia in campo religioso che sociale, ma in nome della libertà abbiamo partorito solo gerarchie d potere.

 

Solo chi sa inginocchiarsi la sera davanti a Dio, e sa ascoltare la Sua correzione, può al mattino parlare agli altri.

Ma parlare dal basso non dal balcone, servendoli, a bassa voce.

 

(continua)

 

 

 

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