Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

SECONDA RACCOLTA DI APPUNTI  VERSO L'ESPANSIONE SPIRITUALE 1994-1995  (Rev. Febbraio 1998)

di Renzo Ronca

 

 

IL VIAGGIO DELL'UOMO E DELLA CHIESA VERSO DIO nella relatività delle nostre azioni limitate e dei nostri piccoli pensieri

 

PARTE  I

 

CAP. 1 - SEME, RADICE DELL'UOMO: "IMPRINTING" DI DIO

 

 

Vi e' nell'uomo, da qualsiasi tribù della terra egli provenga, un qualcosa ad immagine di Dio[1], uno spirito, che lo rende particolare, un'anima vivente.[2]

In questa "immagine di Dio" io penso ci sia potenzialmente tutta la nostra identità spirituale nascosta; tutta la storia dell'uomo dalla creazione al suo ritorno al paradiso perduto. E' come un seme che seppure piccolo e apparentemente secco ha in sé tutte le caratteristiche della pianta della sua specie e appena trova l'ambiente adatto si riproduce, cresce, si solleva verso il cielo. C'e' in noi, più o meno soffocata, nascosta, questa inquietudine o desiderio di rinascita che trova pace e appagamento solo in Dio. Questo e' il terreno in cui possiamo riprodurci e crescere.

Uno psicologo parlava di innamoramento e cercava di spiegare perché ci si innamora. Pare che alla nascita, nella primissima infanzia, l'atteggiamento, e più precisamente lo sguardo particolare della nostra mamma, penetri in noi in una impressione forte; pare che formi una impronta durevole, un "imprinting", nella nostra persona. Da adulti l'incontro con uno sguardo particolare di un'altra persona che richiami quello sguardo antico, vivo nel nostro inconscio, fa scattare quel "quid" che porta l'innamoramento. In un certo senso sarebbe quasi un "riconoscere" la persona giusta, l'essere  che ci amò in un'altra forma. Per meglio dire non e' forse tanto quella mamma vera che noi cerchiamo, quanto l'espressione dell'amore verso di noi che conoscemmo nel veicolo dell'esperienza attraverso la mamma; il carico affettivo che era dietro un certo suo sguardo.

Anche il Signore quando pensò a noi (a noi in particolare; con nome e cognome; non come umanità generica) e ci creò nel Suo pensiero e nella realtà delle cose, forse come una Mamma ci "guardò" fin dentro al cuore con un amore indicibile. Quel Suo sguardo e' rimasto impresso nella nostra memoria. Forse e' per questo che quando torna a "guardarci" non possiamo rimanere insensibili.

Ora, il nostro Dio vorrebbe guardarci spesso, tornare a manifestare il Suo amore per noi, ma noi, per paura, ignoranza o diffidenza, non sempre glielo permettiamo. La nostra anima però ne soffre. Si, quel "seme" quell'"imprinting", quella parte figlia e sposa di Dio che e' nel profondo di noi stessi ne soffre e vive non più l'amore di Dio, ma la terribile nostalgia del Suo amore. Alle volte e' come un tormento, spesso e' un'inquietudine non ben definita che si agita nel buio del nostro inconscio alla ricerca di un'apertura per la luce.

Questa inquietudine, non si ferma mai se non quando ha trovato la sua pienezza in Dio. Guai se non ci fosse. Finirebbe la nostra ricerca dell'Amore. E' il gene del nostro DNA spirituale; e' il fattore ereditario che ci contraddistingue come "figli di Dio stesso" e come tali ci designa eredi del Suo regno; e' un grande dono che ci può rendere sereni e realizzati (quando accordiamo la nostra volontà e quella di Dio) o può agire come un pungolo (quando andiamo in senso contrario)[3].

Non parte da noi questa iniziativa salvifica, ma a noi arriva: non siamo noi a cercare per primi, ma siamo cercati da Dio continuamente.[4]

Da qualsiasi parte io nasca, dunque, sentirò sempre il richiamo di Dio.

In base alla mia buona volontà, espressa liberamente e chiaramente ed in base alla capacità che Dio stesso avrà messo in me[5], darò un certo tipo di risposta;[6] il mio albero cioè potrà produrre molto, poco, o nessun frutto. Questo conta. "A chiunque e' stato dato molto, sarà domandato molto; e a chi  molto e' stato affidato, molto più sarà chiesto."[7] A volte bisognerà essere coraggiosi, prendere decisioni compromettenti, testimoniare il Cristo. Sembra un compito veramente più grande di noi. Ma Gesù, che ha portato per noi la croce, non ci abbandona: questo principio dei talenti e' il contrario del principio del mondo: e' più ricco chi più spende e se uno vuole spendere basta che chieda ed avrà; [8] e a chi ha sarà dato dell'altro e sarà nell'abbondanza.[9]  In pratica se uno mostra buona volontà nel seguire il Signore, non conta ciò che non ha, non contano gli impedimenti, le incapacità, ma solo ciò che può fare in base a quello che in quel momento ha.[10] Tutti, in quanto creature di Dio che vivono, hanno. E non e' mai questione di quantità ma solo di qualità.[11]

Se dunque come uomo qualsiasi sentirò sempre il richiamo di Dio, se avrò sempre la possibilità di rispondere e di aderire, e se  Dio opera sempre, il mio pensiero di adesso non sarà fermo, ma un soffio che si trasforma continuamente nelle mani di Dio e come tale non avrà certezze ma mobilità;

Quando il mio pensiero comprende un disegno il momento presente già e' passato; il mio pensiero sarà allora relativo e non assoluto; formato di figure ed ombre che si muovono continuamente cercando una composizione sempre più complessa e bella, come un mosaico che prende forma.

Con l'intervento del Signore, a cui e' diretto il mio pensiero, che trasferisce il Suo amore in me, la pace che viene dalla fede apparecchierà la tavola e lo Spirito di Dio spezzerà il pane in una continua offerta d'amore.

Dov'e' la paura dei cambiamenti? Il cambiamento, la trasformazione evolutiva, l'espansione e' la nostra realtà di cristiani;[12] e' la rivelazione e la crescita "di fede in fede".[13]

Infatti chi segue Gesù lo "guarda", lo contempla, quasi lo "sente" e questa semplice osservazione interiore, di fede, gli permette di mutare lo stesso stato di gloria recepita, "di gloria in gloria" fino a raggiungere lo stesso splendore di Gesù attraverso l'opera del suo Spirito.[14]

Il Signore stesso, ad un certo punto ci chiamerà e ci farà partecipi del suo vero aspetto, mostrandoci la sua natura gloriosa e divina.[15]

 

Correlazioni:
 

2 - ORIENTAMENTO

3 - CONFINI ENTRO CUI MUOVERSI - IL GIOVANE RICCO E I COMANDAMENTI

4 - RAPPORTO SIMBOLICO TRA CIELO E TERRA

5 - UNA VOLTA ERA LO SPIRITO SANTO A GUIDARCI - ELEMENTI  INGANNEVOLI DI SATANA  

6 - L'APERTURA ALLO SPIRITO DI DIO INSTAURA UN'ATTRAZIONE,  UN ORIENTAMENTO NEI PENSIERI DELL'UOMO E UN MOVIMENTO DI TUTTA LA PERSONA

7 - LINEA IDEALE: ACCENNI AL RAPPORTO DIRETTO CON DIO NELLA  SOLITUDINE E NELL'ABBANDONO

 

 

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[1] "Poi Dio disse: -Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza, [...]-" Gen. 1:26;9:6.

[2] "Allora  l'Eterno Dio formò• l'uomo dalla polvere della terra, gli soffi• nelle narici un alito di vita, e l'uomo divenne  un essere vivente" Gen. 2:7; Una "anima vivente" come ripete in 1 Cor. 15:45.

[3] Atti 9:5

[4] Da  quando l'uomo si staccò dal Creatore e cadde nell'inganno della morte, sempre c'è nell'aria che respiriamo come  un  richiamo:  quel "dove sei?" (Gen. 3:9) sempre ci insegue, ci penetra;  è  impossibile non udire. Lo possiamo udire come  Adamo,  nel peccato, e tentare come bambini di sfuggire, oppure possiamo affrontarlo con responsabilit… e cos, passando attraverso la  croce, quel richiamo terribile diverrà dolce, appassionato; come la voce di un padre che cerca il proprio figlio perduto per riabbracciarlo con infinito amore.

[5] "A uno diede cinque talenti, a un altro due e a un altro uno; a ciascuno secondo la sua capacità;.." (Matt. 25:15).

[6]  Parab. del seminatore: seme nella strada, nella roccia, nelle spine, nella buona terra e tra questi ultimi chi dà  "il cento,  il sessanta, il trenta" (Matt. 13:1-23).

[7] Luca 12:48

[8] Matt. 7:7

[9] Matt. 13:12

[10] 2 Cor. 8:12

[11] L'episodio  della  povera vedova che gett• pochi spiccioli nel tesoro del tempio, mentre i ricchi vi gettavano  molto.  Gesù disse "In verità vi dico che questa povera vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri" (Mar. 12:43).

[12] Rom. 12:1-2

[13] Rom.1:17

[14] "E noi tutti, contemplando a faccia scoperta come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella stessa immagine di gloria in gloria, come per lo Spirito del Signore" (2 Cor. 3:18).

[15] "..li condusse sopra un alto monte in disparte e fu trasfigurato alla loro presenza; la sua faccia risplendette come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce."  (Matt. 17:2).

 

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