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IL RITORNO DI GESU' GIA' ATTESO DAGLI APOSTOLI - LE DIMENSIONI E IL TEMPO di Renzo Ronca - maggio 2011
cap.1 PERCHE' ALCUNI APOSTOLI ASPETTAVANO IL RITORNO DI GESU' NELLA LORO EPOCA? E' UN ERRORE DELLA BIBBIA?
Domanda: Una parte degli apostoli che pur avevano vissuto e parlato con Gesù si era convinta che il ritorno sarebbe stato nella loro epoca ma così non è stato. Come mai? E’ un errore della Bibbia?
Risposta: Domanda interessante. In effetti quando si parla di tempi biblici in merito alle profezie, vi sono alcuni passi scritturali che potrebbero confondere se interpretati in maniera rigida e frettolosa.
Bisogna considerare che il “tempo” non è solo una parola che indica il passato ed il futuro, ma un concetto, una dimensione più complessa, a cui bisogna accostarsi con cautela. C’è un bell’esempio che fa il Pache: “Se da lontano osserviamo una catena di montagne, due vette sembrano confondersi in una sola; ma poi, quando ci avviciniamo, constatiamo che le separa una profonda vallata, e vediamo che la catena s’innalza fino alla più alta vetta per balze successive”. [ René Pache “Il ritorno di Gesù Cristo”]
Così è quasi sempre la nostra visuale nelle rivelazioni profetiche degli eventi: come attraverso un teleobiettivo, c’è un senso di appiattimento degli eventi. Man mano che poi ci avviciniamo fisicamente, riusciamo a comprenderne le dimensioni più precise.
Un esempio scritturale è dato da Isaia 61:1-2 “Lo spirito del Signore, di DIO, è su di me, perché il SIGNORE mi ha unto per recare una notizia agli umili; mi ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore spezzato, per proclamare la libertà a quelli che sono schiavi, l'apertura del carcere ai prigionieri, per proclamare l'anno di grazia del SIGNORE, il giorno di vendetta del nostro Dio; per consolare tutti quelli che sono afflitti;”
Se ci fate caso ci sono due eventi che sembrano uniti: il primo evento: “per proclamare l'anno di grazia del SIGNORE” è separato dal secondo: ”il giorno di vendetta del nostro Dio” da una sola virgola nel testo italiano. Ora il primo evento Gesù lo ha iniziato nel momento della Sua prima venuta; il secondo avverrà quando tornerà come giudice.
Questo “appiattimento” del Vecchio testamento dei due eventi, è stato poi ripreso da Gesù stesso in Luca 4:16-21 16 Si recò a Nazaret, dov'era stato allevato e, com'era solito, entrò in giorno di sabato nella sinagoga. Alzatosi per leggere, 17 gli fu dato il libro del profeta Isaia. Aperto il libro, trovò quel passo dov'era scritto: 18 «Lo Spirito del Signore è sopra di me, perciò mi ha unto per evangelizzare i poveri; mi ha mandato per annunciare la liberazione ai prigionieri e il ricupero della vista ai ciechi; per rimettere in libertà gli oppressi, 19 per proclamare l'anno accettevole del Signore». 20 Poi, chiuso il libro e resolo all'inserviente, si mise a sedere; e gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi su di lui. 21 Egli prese a dir loro: «Oggi, si è adempiuta questa Scrittura, che voi udite».
Come avete potuto constatare, è significativo il fatto che Gesù si arrestò nella lettura di Isaia alla fine del primo evento e non lesse le parole successive che riguardavano il secondo evento, altrimenti non avrebbe potuto dire «Oggi, si è adempiuta questa Scrittura, che voi udite».
Questo che significa che allora non capiremo mai le profezie? No, non è così, possiamo capirne il senso generale e via via approfondirne i particolari, strada facendo. Dobbiamo tener conto che la prospettiva profetica, l'immagine che ne possiamo trarre, man mano che ci avviciniamo agli ultimi tempi, sarà sempre più definita. Non è, e non potrà essere, una fotografia perfetta, finita. Non a caso viene detto a Daniele: "Tu, Daniele, tieni nascoste queste parole e sigilla il libro sino al tempo della fine. Molti lo studieranno con cura e la conoscenza aumenterà». (Daniele 12:4); E sempre non a caso è ripetuto all'apostolo Giovanni in Apocalisse: " Poi mi disse: «Non sigillare le parole della profezia di questo libro, perché il tempo è vicino".(Apocalisse 22:10)
Questo nostro dover focalizzare in continuazione e migliorare la nitidezza degli eventi, non dipende tanto dal capriccio di chi a volte ci vuole rivelare le cose ed a volte no, ma da un nostra limitatezza per una concezione lineare del tempo -non multidimensionale come quello di Dio- legata a leggi di una fisica terrena che viviamo. Tutto questo, almeno in parte, si può tentare di spiegare in modo più approfondito, come vedremo in tutta umiltà.
Cap. 2 LE DIMENSIONI E IL TEMPO - CONSAPEVOLEZZE DELLA NOSTRA LIMITATA REALTÀ PRIMA DI PARLARE DEL TEMPO DI DIO E DEL RITORNO DI GESÙ
Molti si chiedono come apparirà il Signore, quando tornerà e come si rivelerà e se si fermerà sulla terra. Cercheremo, seppure nel nostro piccolo, di riflettere in modo abbastanza particolareggiato, con ragionamenti che necessitano ovviamente di una certa ponderazione. Per fare questo dobbiamo partire da lontano, facendo un giro lungo ma necessario. Raccomandiamo dunque di leggere tutto senza fretta. Non vi fate prendere dal “clic facile” di chi staziona solo dodici secondi di media su una pagina web.
Credo sia importante approfondire la nostra riflessione sul “tempo terreno e quello di Dio” con l’aggiunta di quanto ipotizziamo sulle possibili “realtà dimensionali”. Non c’è da spaventarsi, sono parole che cercheremo di spiegare. Cominciamo prima di tutto allora a rileggerci il nostro scritto di qualche anno fa Tempo terreno e tempo di Dio - 1 – e poi torniamo qui. Se avete letto, avrete capito quanto sia ampio il concetto di eternità, e quanto deve sforzarsi di aprirsi la nostra mente per tentare almeno di ipotizzare un “tempo di Dio” che avvolge il “tempo terreno” in ogni lato e dimensione.
Abbiamo visto il nostro tempo terreno, quello che passa ogni giorno e l’abbiamo chiamato “tempo lineare”, questo perché è composto da passato e futuro, come se il tempo fosse su una linea orizzontale. Il presente ci sfugge, nel momento che lo pensiamo è già passato. Il passato però c’è nella nostra mente; ed il futuro è quello che ci aspettiamo sulla base della nostre considerazioni di scienza o di fede. Questo modo di raffigurare il tempo su una sola linea si chiama “monodimensionale” cioè su una sola dimensione (vedi fig.1)
Fig.1
Quando invece ci possiamo spostare non solo in avanti o indietro ma anche di lato, come una macchina o come un palla da biliardo, parliamo di spazio a due dimensioni o “bidimensionale” (vedi fig.2)
Fig.2
Se oltre alla larghezza ed alla lunghezza aggiungiamo l’altezza, come in un cubo, parliamo di spazio a tre dimensioni o tridimensionale (vedi fig3)
Fig.3
Questo spazio a tre dimensioni è quello in cui viviamo. Noi vediamo ed abbiamo consapevolezza nelle tre dimensioni: l’altezza, la larghezza, la profondità. Ci possiamo muovere non solo in avanti e indietro, e non solo a destra e sinistra, ma anche in alto e in basso.
A questo punto, in teoria possiamo ipotizzare una quarta dimensione, ma non ci riuscirà facile comprenderla bene perché noi viviamo nella terza. Se infatti all’altezza, all’ampiezza, alla profondità aggiungiamo il tempo, ecco che questo diventa la quarta dimensione. (vedi fig.4) Nella figura 4 vediamo la stessa pallina della fig.3 che si è spostata da un’altra parte della stanza, in due tempi diversi (T0 e T1).
Fig.4
Il tempo allora, come intuito da Einstein, è una unità di misura come le altre, anzi dipende dalle altre e a sua volta le condiziona. Questo significa per esempio che se noi ci trovassimo in un pianeta “X” dove lo spazio, la gravità la velocità sono diverse dalla terra, allora sarebbe diversa pure la concezione del tempo. Cambierebbero insomma tutte le nostre leggi fisiche.
Quando parliamo di Gesù risorto, dobbiamo parlare di un corpo slegato dalla fisica terrena, pure se visibile e tangibile in essa.
Vediamo di spiegare cosa intendiamo dire. Per tentare di comprendere cosa significa “corpo risorto, trasformato, spirituale” possiamo avvicinarci agli esempi delle dimensioni. Immaginiamo, noi che siamo tridimensionali, di avvicinarci ad un ipotetico mondo bidimensionale[1] in cui “vivono” esseri di due dimensioni, piatti, che non hanno altezza, ma che si possono spostare solo in avanti indietro, a destra e a sinistra. Loro non conoscono l’altezza cosa sia; non è possibile per loro concepirla, non essendo nella loro natura. Osservate questa simpatica animazione:[2]
Vedete come una sfera (tridimensionale) passa attraverso un foglio, cioè un piano (bidimensionale). L’omino quadrato che “vivrebbe” in questo piano, non conoscendo l’altezza, vedrebbe la sfera non come una sfera ma come la sua sezione nel piano, una linea che prima cresce e poi decresce.
Immaginiamo di stare noi uomini in piedi su questo piano: l’omino del foglio non ci potrebbe vedere in altezza, vedrebbe la sezione dei nostri piedi, cioè due cerchi. Direbbe “incredibile! Un essere come noi compare contemporaneamente in due posti diversi!!”
Se tracciamo un quadrato nel foglio, per l’omino sarà una stanza chiusa, invalicabile. Se noi dall’alto ci mettiamo un dito dentro, direbbe: “Incredibile!! Questo essere è comparso miracolosamente all’interno della stanza chiusa!!”
Attenzione adesso: abbiamo visto che un essere bidimensionale (cioè senza la percezione dell’altezza) non potrebbe capire né vedere bene noi che siamo tridimensionali (cioè che esistiamo anche in altezza); ebbene immaginate noi, tridimensionali (che non abbiamo la percezione del tempo) cosa potremmo vedere di un eventuale essere quadrimensionale (cioè che si sposta nel tempo in modo diverso da noi)!!
Di fronte al “tempo eterno di Dio” cosa possiamo vedere? Per noi il tempo rimane sempre o passato o futuro. L’eternità non è un “tempo che dura sempre” come ci viene da pensare, ma una realtà molto complessa ed infinitamente più vasta, in cui si incontrano armonicamente dimensioni diverse. Non ci è possibile percepire un tempo diverso se non a livello teorico-matematico. La complessità di un essere “eterno” è per noi incomprensibile.
Di nuovo attenzione adesso: Questa insondabile perplessità è sorta solo per la quarta dimensione temporale; che dire poi delle altre dimensioni che ancora non conosciamo?
“Molti sanno che viviamo in un continuum quadridimensionale (le ben note tre dimensioni spaziali – altezza, lunghezza, larghezza – più la misteriosa dimensione temporale), ma pochi, tra i non addetti ai lavori, sanno che la fisica moderna ammette l’esistenza di più dimensioni “nascoste”. Che queste dimensioni extra debbano esistere è ‘sicuro’, le dimensioni extra sono “necessarie” per unificare le varie interazioni conosciute; ma quante dimensioni? Non lo sappiamo. Alcuni parlano di Universi a 9,10,11,24 o addirittura 64 dimensioni… Pensate un attimo a quanto sarebbe povera la nostra percezione della realtà se appena esistesse anche una dimensione extra non percepita….”[3]
Certo ci gira la testa a lanciare i nostri pensieri così lontano. Capiamo che siamo limitati. Dio però non è limitato. Egli che ha saputo venire nella nostra limitatezza, morire, risorgere e tornare nella Sua eternità saprà anche come portare noi con Lui.
Ecco, alla luce di quanto abbiamo detto, un nuovo spessore per queste meravigliose frasi dell’apostolo: Efesini 3:14 Per questo motivo piego le ginocchia davanti al Padre, 15 dal quale ogni famiglia nei cieli e sulla terra prende nome, 16 affinché egli vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere potentemente fortificati, mediante lo Spirito suo, nell'uomo interiore, 17 e faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori, perché, radicati e fondati nell'amore, 18 siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità dell'amore di Cristo 19 e di conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza, affinché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio. 20 Or a colui che può, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente di più di quel che domandiamo o pensiamo, 21 a lui sia la gloria nella chiesa, e in Cristo Gesù, per tutte le età, nei secoli dei secoli. Amen.
ELENCO DOSSIER GIA' PUBBLICATI NEL SITO - Indice studi biblici - Home
[1] [1] Come nel famoso libretto che spiega queste cose ipotizzando un mondo di esseri piatti: “Flatlandia” E.A. Abbott, Adelphi Edizioni S.p.A., Milano, 1966.
[2] Fonte illustrazione: www.treccani.it/site/scienze6.htm -
tratta da http://scienzapertutti.lnf.infn.it/risposte/ris184.html
[3] Tratto da www.coscienza.org/scienza/dimensioni_invisibili.htm
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