Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

PRESTIAMO ATTENZIONE AL NOSTRO STATO D’ANIMO

Rubrica: A CONTATTO CON LE NOSTRE EMOZIONI

di Gabriella Ciampi - psicologa psicoterapeuta – 4-2-14-h.13-(Livello 3 su 5)

 

 

 

Abbiamo spesso detto quanto è importante avere consapevolezza di come siamo, delle emozioni che proviamo e di cosa ci accade interiormente.

Questa indicazione non vuol dire sempre fare una lunga analisi di se stessi o dover cercare sempre le motivazioni e l’origine dei nostri complessi o delle nostre paure.

Talvolta possiamo muoverci su un piano meno profondo, più superficiale - nel senso di “superficie” - cioè su quel livello che riguarda il nostro stato d’animo del momento, stato che spesso è legato a situazioni anche contingenti, ad eventi accaduti recentemente e a situazioni che stiamo vivendo nel presente.

Disponiamo di una vasta gamma di stati d’animo, tanti quante sono le emozioni. Uno stato d’animo infatti è il permanere dentro un’emozione scaturita da azioni, pensieri o situazioni, emozione che continua per un tempo più o meno prolungato a vibrare dentro di noi generando una specie di “clima interiore costante”. [1]

Parliamo quindi di stato d’animo triste, gioioso, arrabbiato, deluso, ecc.

·       I PROPRI STATI D’ANIMO NEGATIVI

Così come è fondamentale imparare a conoscere, riconoscere e gestire le proprie emozioni, è importante saper riconoscere il proprio stato d’animo, cioè quale clima interiore condiziona la nostra percezione delle cose e il nostro umore.

Quante volte ci è capitato di essere tristi e silenziosi e aver lasciato che la tristezza guidasse la nostra giornata o addirittura le nostre decisioni? Oppure di aver inspiegabilmente esagerato a trattare male qualcuno per aver detto o fatto una stupidaggine? Probabilmente in quel momento stavamo in uno stato d’animo particolare che però sul momento non abbiamo definito né affrontato, non abbiamo considerato né gestito, ne siamo semplicemente rimasti vittime. Ci siamo lasciati condizionare, condurre, da una emozione negativa senza capire cosa era e perché stava agendo in noi.

Come ho scritto poco fa lo stato d’animo condiziona la percezione delle cose e il nostro umore. Se l’umore è negativo (generato da emozioni e pensieri negativi) leggeremo ciò che abbiamo intorno soltanto in modo negativo, interpreteremo quello che ascoltiamo soltanto in senso negativo. Tutto prende il colore del nostro stato d’animo negativo; la visione delle cose e le previsioni che ne conseguono possono essere unicamente tristi e negative.

·        LEGGERE GLI STATI D’ANIMO NEGATIVI

Quello che invece io vorrei proporvi è di provare a leggere quello che ci accade dentro e a considerarlo.

Se sentiamo disagio in una situazione, se continuiamo a sentire un certo stato d’animo negativo, proviamo a capire da dove viene, cosa lo stimola. Certamente se ci soffermeremo a pensarci, troveremo l’origine, scopriremo a cosa è collegato, e questo è un grande passo avanti nella consapevolezza.

·        ESEMPI DI COMPORTAMENTI DOVUTI A CERTI STATI D’ANIMO

Se il mio disagio/umore si esprime con rimuginio, chiusura o ritiro in solitudine, probabilmente sono in uno stato d’animo di timidezza o di vergogna o di insicurezza, o di grande tristezza.

Se si esprime con nervosismo, irrequietezza, aggressività, forse qualcosa mi ha fatto arrabbiare, non sono d’accordo, o mi sono sentito offeso da qualcuno.

Se il mio umore è di indifferenza e apatia, significa che sto vivendo gli effetti della mia stanchezza trascinata da tempo, o di una vecchia grande delusione che dopo anni ancora si fa sentire.

Se il mio stato d’animo comporta agitazione e ansia, devo capire per cosa mi sto preoccupando, cosa temo che accada, di cosa ho paura.

·        QUALE USO POSSO FARE DI QUESTE INFORMAZIONI?

Una volta dato il nome al mio stato d’animo, compresane l’origine, chiudo il cerchio decidendo cosa fare alla luce della consapevolezza raggiunta. Riprendiamo gli stessi esempi di prima:

-         Se il mio stato d’animo è di tristezza o di vergogna cerco di individuare la situazione/la persona/il pensiero che la determina e cerco di capire cosa è meglio fare o come porre rimedio in quel momento

-         Se è di rabbia o di offesa, ricostruiti i passaggi dello “ scontro” avuto, cerco di riprendere il dialogo e chiarirmi con l’altra persona con cui ero arrabbiato o che mi ha offeso

-         Se il mio stato d’animo è apatico, rifletto sulla necessità di dare una svolta ad una situazione che sto trascinando da troppo tempo allo stesso modo, togliendomi vitalità ed energia

-         Se è di ansia cerco di condividere le mie paure con qualcuno per capire se sono motivate o se sto alimentando un’apprensione immotivata o sproporzionata

 

Possiamo intervenire sul nostro stato d’animo, quando lo riconosciamo e dobbiamo imparare a contrastare gli stati d’animo negativi.

 

USIAMO IL DIALOGO INTERNO:  parliamo a noi stessi in modo amorevole e comprensivo, come faremmo con un caro amico che vogliamo aiutare.

Impariamo a suggerirci cose salutari, quelle che ci aiutano a star bene, come se parlassimo ad un bambino in difficoltà.

Ognuno sa quale è la cosa giusta, cosa ci fa bene e cosa ci fa male, cosa ci porta a risollevarci e cosa a buttarci ancora più giù; ci sono momenti in cui dobbiamo usare la volontà e la conoscenza che abbiamo di noi stessi, senza prenderci in giro da soli.

Certo è una strada impegnativa e difficile ma è il modo giusto per raggiungere uno stato di equilibrio positivo, una buona gestione di sé, la soddisfazione e un’autostima sufficiente per vivere bene.

 

 

 

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"Per chiarimenti sul contenuto, approfondimenti o domande, potete scrivere all'indirizzo mispic2@libero.it  specificando nell'oggetto "Domande alla psicologa". La d.ssa Ciampi sarà lieta di rispondere"-

 

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[1] Definirei emozione invece quello stato mentale che si presenta unito a un preciso quadro fisiologico (modificazioni e attivazioni neurovegetative) scaturito da stimoli interni o esterni, naturali o appresi. Si tratta quindi di un concetto più complesso e repentino.

 

 

 

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