Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

L’ORGOGLIO

Percorso nelle nostre emozioni / VII

di Gabriella Ciampi - psicologa psicoterapeuta – 15/01/2013

L’orgoglio è una delle emozioni più complesse e, insieme alla vergogna, all’imbarazzo e alla colpa, è detta “autoriflessiva” perché ha come oggetto la persona stessa, è legata al concetto che  la persona ha di se stessa.

Si tratta di un’emozione utile e necessaria: rappresenta il livello della propria autostima e rinforza i propri comportamenti positivi, quelli legati all’altruismo e al raggiungimento di obiettivi, generando un rinforzo attraverso la sensazione di gratificazione e soddisfazione del proprio agire.

La perdita dell’orgoglio o sentirsi feriti nell’orgoglio scatena in noi comportamenti aggressivi e antisociali, perché vediamo un attacco al nostro io, sentiamo una minaccia, come se venisse attaccato e colpito dolorosamente il concetto che abbiamo di noi stessi.

LA DOPPIA FACCIA DELL’ORGOGLIO

Se da un lato l’orgoglio può essere positivo ed alimenta l’autostima – dato necessario per avere una certa e sana sicurezza di sé – dall’altro un eccesso di orgoglio rende la persona presuntuosa, vanitosa, saccente, superba. Si passa cioè da una sana e funzionale fiducia in sé stessi ad un senso esagerato di sé, ad un’idea di se stessi come artefici di ogni successo raggiunto e conquista. Anche l’atteggiamento cambia: la persona molto orgogliosa è quella che “sta sempre su un piedistallo”, quella che non ascolta pareri diversi dal proprio, che non sa riconoscere i propri difetti e limiti.

La persona con un orgoglio sproporzionato può quindi arrivare alla superbia, centrare l’attenzione unicamente su se stessa assumendo una posizione di superiorità per cui si attende anche un riconoscimento esterno. Il bisogno di riconoscimento è comune a tutti e serve per formare e rafforzare la nostra identità, ma va “controllato” attraverso una negoziazione con l’esterno, un dialogo con gli altri, affinchè non diventi in sé il fine fondamentale e necessario delle nostre azioni. Il riconoscimento esterno non è lo scopo del comportamento di un individuo ma è senz’altro un riscontro positivo utile e importantissimo per la sua autostima.   

LA STRADA PER CORREGGERE UN ORGOGLIO ESAGERATO

Per la persona molto orgogliosa è difficile cambiare: spesso l’orgoglio e la superbia sono confusi con la sicurezza di sé e la fermezza di carattere.

Se riflettiamo per un minuto su quale è la persona sicura e ferma di carattere, arriviamo a vedere che non è quella che si chiude, che si arrocca[1],

che si mette su un piedistallo e non ammette di essere contraddetta né sminuita; io credo invece che sia la persona che in ogni situazione sa stare calma, sa comportarsi con equilibrio, accetta le critiche, sa esprimere quello che sente e che pensa senza prevaricare o offendere, rispettando tutti anche quando non è d’accordo. Sto parlando quindi di un essere orgoglioso quanto basta per difendere la propria dignità, non del superbo che allontana e considera gli altri inferiori.

Questa immagine della persona sicura di sè quindi non richiede grandi quantità di orgoglio ma semmai di umiltà, ossia della capacità di vedere i propri limiti, di accogliere posizioni diverse dalle proprie, in modo autentico, con una vera apertura mentale. Riconoscere i propri limiti non è debolezza, non è umiliazione, anzi è una grande qualità morale che viene riconosciuta e apprezzata dalle persone mature.

Concludendo: possiamo correggere l’orgoglio con un atteggiamento di apertura, di dialogo con gli altri, allentando un po’ la rigidità delle posizioni prese, mettendo in dubbio la validità assoluta del proprio ragionamento e dando anche agli altri uno spazio di espressione e di credibilità.

E’ da questi comportamenti che la dignità delle persone viene preservata ciascuna nella propria diversità e unicità.


 

 

Correlazioni

L’ORGOGLIO DA UN PUNTO DI VISTA BIBLICO CRISTIANO (M.V.)

 


NOTE

[1] Arrocco: Nel gioco degli scacchi l’arrocco è una manovra difensiva volta a portare al riparo il Re in un angolo della scacchiera, dietro il muro dei propri pedoni (dal sito scacchi.qnet.it)

 

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