Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

 

IL DIGIUNO COME GESU' CI ESORTA

Che fine ha e come lo si attua...

 

(Argomento tratto da http://ilritorno.forumfree.net/?t=35815400 . Potete inviare i vostri interventi sul tema a mispic@email.it  o direttamente pubblicarli nel nostro forum )

 

Domande di partenza: Il digiuno come Gesù ci esorta, che scopo ha e come lo si mette in pratica? Quanti modi ci sono per ottemperare a questa esortazione di Gesù? Digiunare, vale solo per quanto concerne l'alimentazione dello stomaco?

 

Katia.pic: La parola "digiuno"è l'equivalente del termine TSUWM che significa "coprirsi la bocca". Evoca un silenzio speciale, un silenzio santo, è il segno della nostra fame interiore di Dio[1].

 

Il digiuno è una pratica che troviamo già nel VT, abbiamo alcuni esempi in Davide (2 Sam 12:16), Ester (Et 4:16) e lo stesso Gesù iniziò il ministero col digiuno (Matteo 4).  Ha un significato profondo, è un atto di fede e ad esso si accompagna sempre la preghiera. Possono essere diversi i motivi che ci spingono ad attuarlo, di solito richieste particolari, situazioni in cui si richiede un intervento speciale, Gesù disse in Matteo 17:21 che solo con la preghiera e il digiuno è possibile scacciare alcuni tipi di demoni.. E' una esperienza fondamentale che può essere la chiave per una maggiore crescita e consacrazione personale... non c’è un modo stabilito, si può digiunare come e quando si vuole, purché lo si faccia col cuore e con fede, perché è facile che nella debolezza della carne si venga tentati (come fu x Gesù in Mt 4). Ecco perché ci vuole convinzione, non deve essere certo un atto esteriore (vedi Matteo 6:16-18), ma un personale incontro con Dio, un sacrificare la carne per crescere nello Spirito.

E' interessante lo studio dei primi 2 capitoli del libro di Gioele, perché fanno vedere la desolazione che c'è senza la comunione con Dio, il passaggio fondamentale legato al tornare a Dio e al digiuno.. e le conseguenti benedizioni che ne derivano...

 

 

 

Dave.75 : Il digiuno comunque non penso che riguardi solo il mangiare. Può essere un mio pensiero, ma mi viene in mente questo brano biblico:


1Corinzi 9:13-23 Non sapete che quelli che fanno il servizio sacro mangiano ciò che è offerto nel tempio? E che coloro che attendono all'altare, hanno parte all'altare? Similmente, il Signore ha ordinato che coloro che annunziano il vangelo vivano del vangelo. Io però non ho fatto alcun uso di questi diritti, e non ho scritto questo perché si faccia così a mio riguardo; poiché preferirei morire, anziché vedere qualcuno rendere vano il mio vanto. Perché se evangelizzo, non debbo vantarmi, poiché necessità me n'è imposta; e guai a me, se non evangelizzo! Se lo faccio volenterosamente, ne ho ricompensa; ma se non lo faccio volenterosamente è sempre un'amministrazione che mi è affidata. Qual è dunque la mia ricompensa? Questa: che annunziando il vangelo, io offra il vangelo gratuitamente, senza valermi del diritto che il vangelo mi dà.

Poiché, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti, per guadagnarne il maggior numero; con i Giudei, mi sono fatto giudeo, per guadagnare i Giudei; con quelli che sono sotto la legge, mi sono fatto come uno che è sotto la legge (benché io stesso non sia sottoposto alla legge), per guadagnare quelli che sono sotto la legge; con quelli che sono senza legge, mi sono fatto come se fossi senza legge (pur non essendo senza la legge di Dio, ma essendo sotto la legge di Cristo), per guadagnare quelli che sono senza legge. Con i deboli mi sono fatto debole, per guadagnare i deboli; mi sono fatto ogni cosa a tutti, per salvarne ad ogni modo alcuni. E faccio tutto per il vangelo, al fine di esserne partecipe insieme ad altri.

Ho tirato fuori questo brano perché il digiuno è anche rinuncia.  Paolo, pur avendo diritto ad essere "retribuito" perché lavorava per il Signore, non si valeva di questo diritto, mentre la seconda parte riporta come Paolo cambiava a seconda di chi evangelizzava. Mi rendo conto che faccio fatica a cambiare le mie abitudini per amore di evangelizzazione. Anche questo è un digiuno, rinunciare ai cambiamenti.

Il digiuno non è applicabile solo all'evangelizzazione.

Farsi debole con chi è debole... si può applicare un digiuno cercando di capire una sofferenza (cioè mettersi nei panni di qualcuno) per cui preghiamo non a casa, ma a casa di un fratello e consolarlo.
Si può avere una notizia di un fratello che ha subìto un qualcosa che lo fa soffrire ad ora di pranzo o cena e darsi una priorità: mangio o vado dal fratello che ha bisogno? Così può capitare anche adesso, se mi arriva una notizia del genere, finisco prima questo messaggio oppure spengo tutto e corro dal fratello? A me piacerebbe finire prima il messaggio così non ho più il pensiero di doverlo finire dopo, ma così non applico un digiuno per amore di un fratello. Quindi secondo il volere di Dio dovrei spegnere tutto e correre dal fratello. Sicuramente non si tratterebbe di un digiuno se prima faccio tutti i miei comodi e poi vado dal fratello.
Ho utilizzato un esempio "terra terra" per far capire quello che voglio dire. Certamente il digiuno si applica anche al mangiare, ma io lo vedo molto più ampio.
Infine sono pienamente d'accordo con una citazione di Katia:”
E' una esperienza fondamentale che può essere la chiave per una maggiore crescita e consacrazione personale” 

 

 

 

 

Katia.pic: Si, una rinuncia a molte cose....sono da attenzionare anche qs versetti:



"Perché", dicono essi, "quando abbiamo digiunato, non ci hai visti? Quando ci siamo umiliati, non lo hai notato?”  Ecco, nel giorno del vostro digiuno voi fate i vostri affari ed esigete che siano fatti tutti i vostri lavori. Ecco, voi digiunate per litigare, per fare discussioni, e colpite con pugno malvagio; oggi, voi non digiunate in modo da far ascoltare la vostra voce in alto.
È forse questo il digiuno di cui mi compiaccio,il giorno in cui l'uomo si umilia?Curvare la testa come un giunco, sdraiarsi sul sacco e sulla cenere, è dunque questo ciò che chiami digiuno,
giorno gradito al SIGNORE? Il digiuno che io gradisco non è forse questo: che si spezzino le catene della malvagità, che si sciolgano i legami del giogo, che si lascino liberi gli oppressi e che si spezzi ogni tipo di giogo? Non è forse questo: che tu divida il tuo pane con chi ha fame, che tu conduca a casa tua gli infelici privi di riparo, che quando vedi uno nudo tu lo copra
e che tu non ti nasconda a colui che è carne della tua carne? Allora la tua luce spunterà come l'aurora, la tua guarigione germoglierà prontamente; la tua giustizia ti precederà,  la gloria del SIGNORE sarà la tua retroguardia. Allora chiamerai e il SIGNORE ti risponderà; griderai, ed egli dirà: Eccomi! Se tu togli di mezzo a te il giogo, il dito accusatore e il parlare con menzogna; se tu supplisci ai bisogni dell'affamato, e sazi l'afflitto, la tua luce spunterà nelle tenebre, e la tua notte oscura sarà come il mezzogiorno; il SIGNORE ti guiderà sempre,
ti sazierà nei luoghi aridi, darà vigore alle tue ossa; tu sarai come un giardino ben annaffiato, come una sorgente la cui acqua non manca mai.
(Is 58:3-11)

 

 

Hannah1 : Ammetto di non aver mai praticato il digiuno totale, per cui non ne so molto. Forse anche per una mia forma di insofferenza verso alcuni precetti o usanze della chiesa cattolica.
A parte i 40 giorni di Gesù nel deserto, mi vengono in mente due passi apparentemente contrastanti citati nei vangeli per bocca di Gesù stesso:
“‘Perché noi ed i Farisei digiuniamo spesso, ma i tuoi discepoli non digiunano?’ E Gesù disse loro: ‘Possono gli amici dello sposo affliggersi, mentre lo sposo è con loro? Ma verranno i giorni, quando lo sposo sarà loro tolto, e allora essi digiuneranno ’” (Matt. 9:14-15).

e ancora: “Quando digiunate, non fate i tristi come gli ipocriti. Che si imbruttiscono la faccia, affinchè possano mostrare agli uomini che essi digiunano. In verità vi dico, che hanno già ricevuto la loro ricompensa. Ma voi, quando digiunate, profumatevi il capo e lavatevi la faccia. In modo che non agli uomini appaia che digiunate, ma al Padre vostro che è nel segreto: e il vostro Padre, che vede nel segreto, vi ricompenserà” (Matt. 6:16-18).

 

 

Sembrerebbero contrastanti ma mentre nel primo caso il digiuno viene inteso soprattutto in senso simbolico, in seguito alla perdita di Gesù, nel secondo caso vengono indicate le modalità di un digiuno gradito a Dio.

Se rifletto, anche grazie ai vostri interventi, il digiuno potrebbe essere un modo per soffermarsi meno sulla carne e dare maggiore importanza allo spirito, specie quando non si riesce a sentire la presenza viva di Gesù.



Francotecnos : Il Signore, ci ricorda spesso il fatto che Lui è il centro di tutto nel mentre è qui con noi...


Lettura da Luca 7:45-46Tu non m'hai dato alcun bacio; ma ella, da che sono entrato, non ha smesso di baciarmi i piedi. Tu non m'hai unto il capo d'olio; ma ella m'ha unto i piedi di profumo.

 

Lettura da Luca 10:40-42: Ma Marta era affaccendata intorno a molti servigi; e venne e disse: Signore, non t'importa che mia sorella m'abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che m'aiuti. Ma il Signore, rispondendo, le disse: Marta, Marta, tu ti affanni e t'inquieti di molte cose, ma di una cosa sola fa bisogno.  E Maria ha scelto la buona parte che non le sarà tolta.

In effetti, il digiunare, è l'attitudine principe per "relazionarsi" in modo stretto con Dio...
non esiste altro modo... Il digiuno fatto con intenzione, ci pone ad un livello spirituale più consono al linguaggio di Dio... Provare per credere... non è una pratica autolesionistica anzi... ci fa sentire il "polso" della nostra fede. Amen



 

 

 

Katia.pic:  Personalmente ho digiunato varie volte, una volta in particolare ricordo che avevo digiunato tutto il giorno per una persona perché il Signore toccasse la sua vita, avrei mangiato a cena, alla festa del suo compleanno. Prima di andare da lei e quindi rompere il digiuno, pregai il Signore… alla fine della preghiera aprii la Bibbia “ a caso” e lessi

ma ringraziato sia Dio che ci da la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. Perciò,fratelli miei carissimi, state saldi, irremovibili,abbondando del continuo nell’opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore” (I co 15:57-58)

Le ultime parole mi colpirono particolarmente, era la risposta x me, quello che avevo fatto quel giorno non era inutile. È solo una piccola testimonianza, il versetto si può applicare a varie situazioni, ma x me ebbe un significato particolare, sono passati molti anni e ricordo ancora bene qs esperienza. alla prox..DVB

 

 

Dave.75 : Esperienze di digiuno le sto facendo anch'io, insieme alla chiesa che frequento per pregare per mia cugina di 5 anni. Si chiama Marta.


Questa bambina soffre di epilessia dall'età di 5 mesi.


I suoi genitori, vanno dalla casa all'ospedale e i medici le hanno prescritto cure su cure tipo valium.
Il problema è che quando la bimba ha le crisi epilettiche, le ha sempre in una forma diversa, e quindi le cambiano costantemente la cura. Per questo caso, dottori dell'ospedale di Milano, si stanno consultando con dottori in America. Il digiuno qui lo vedo come un umiliarsi in preghiera davanti a Dio per una cosa per la quale noi non possiamo fare niente. Il digiuno significa prendersi a cuore un soggetto di preghiera che riteniamo importante e aiuta ad avere un atteggiamento più consono, un atteggiamento che non ci può essere se andiamo a pregare con la pancia bella piena. Anche Gesù si privava di cibo ed ore di sonno per pregare il Padre.


Dio ci ascolta sempre quando preghiamo, ma pregando con un digiuno, (qualsiasi tipo di digiuno... vedi post precedente che ho scritto su questo argomento) si sente di più nel cuore e ci si concentra meglio sul soggetto di preghiera. Gli sforzi che noi facciamo per pregare gli uni per gli altri, sono dei profumi per Dio.

Conclusione

Da quando preghiamo per la piccola Marta digiunando e per questo prendendo più seriamente la preghiera, le crisi sono drasticamente calate, ma questo non è indice per pregare di meno.

Quando si va davanti ad un sovrano, ci si mette in ginocchio, in una posizione scomoda per far capire quanto si è piccoli davanti al re. Il digiuno è mettersi in ginocchio davanti a Dio, davanti al nostro sovrano che ci ama così tanto di essersi privato di Gesù...Grazie Papà celeste...

 

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[1] Da “Il vostro appuntamento con Dio" di Gwen R. Shaw

 

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