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Omosessualità, c'è
un solo rimedio: Gesù
di Anna Cuomo
25-2-09
Sono
alcuni gironi che sto cercando la mia risposta a questo tema, specie per quel
che riguarda gli omosessuali e quel che dice la Parola di Dio. La mia non è una
posizione ma piuttosto una riflessione che vorrei fare con voi. Partiamo dalle
sacre scritture:
1 Corinzi 6, 9-10
"O non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non
illudetevi: né immorali, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti,
né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno
di Dio".
Ma questa è una condanna definitiva? Possiamo affermare che chiunque sia incorso
in questi peccati non entrerà nel regno di Dio? Sicuramente, se non si sarà
ravveduto ma questo riguarda ognuno di noi perché nel Regno di Dio non può
esserci spazio per nessun peccato. E' bastata la disubbidienza, una sola per
allontanare l'intera razza umana e tutta la creazione.
Purtroppo, il peccato, qualunque peccato, è conseguenza della decadenza di Adamo
e così pure le malattie e la morte. E c'è un solo rimedio: Gesù.
C'è una sottile linea non sempre distinguibile tra la condizione di
omosessualità e la colpa.
Esistono situazioni differenti. Sappiamo che Paolo in Grecia dovette sicuramente
venire a conoscenza dell'usanza dei greci di avere al seguito uno o più
giovinetti per passatempo. La maggior parte di queste persone aveva una famiglia
regolare e si trattava di un'usanza sicuramente condannabile, in quanto basata
sull'assenza di norme che oggi definiremmo morali prima che di tipo religioso.
Per molti versi, tutti gli uomini che non possiedono la grazia di Gesù, sono
incapaci di compiere il bene e possono commettere solo ciò che è male agli occhi
di Dio.
Anche se non condivido il comportamento omosessuale non mi sento in grado di
giudicare e comprendere il perché una persona nasca o diventi omosessuale. E'
vero, una persona parlava del cugino di sua madre che giocava con le bambole ed
è diventato omosessuale, ma io stessa giocavo con i fucili, le pistole, le
macchinine ed altri giochi con i miei cugini e pochissimo con le bambole e non
sono diventata né violenta né omosessuale. Credo che sia semplicistico
condannare senza comprendere ed ancora più arduo comprendere. Non c'è dubbio che
in alcuni casi c'è un problema organico che si verifica già nel grembo
materno; altri problemi possono verificarsi durante la pubertà. Sicuramente
l'educazione e l'ambiente giocano la loro parte ma non è tutto.
Devo ammettere che provo una certa pena cristiana per queste persone. A volte mi
sono chiesta cosa avrei fatto se fossi stata anch'io come loro? Come mi sarei
comportata? Cosa avrei pensato? Oggi è vero, forse c'è un eccessivo
esibizionismo da parte di molti di essi ma non possiamo nemmeno dimenticare la
discriminazione ed il disprezzo che ancora oggi in molti posti queste persone
sono costrette a subire. Non credo nemmeno che sarebbe una cosa buona pensare
che queste persone debbano sposarsi ed avere una famiglia normale. Se ci sono
alcuni tentativi riusciti, ci sono anche tante storie di infelicità e tanti
disastri familiari. Credo che ognuno di noi abbia sentito almeno una volta una
storia di qualcuno che si è sposato, ha avuto anche dei figli e poi si è
scoperto che aveva certe tendenze e che magari le aveva nascoste pur di avere
un'apparenza normale.
Io non ho soluzioni, credo che, pur trattandosi, di peccatori particolari, come
tutti noi possono esser guariti, prima nello spirito e poi, forse anche nel
corpo, soltanto da Gesù. Forse la cosa peggiore è proprio condannarli ed indurli
a pensare che per loro non c'è posto per il perdono da parte di Gesù. E' un
argomento molto delicato ed è facile essere fraintesi.
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