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BEATO CHI SERVE La fede e le opere Argomento tratto da http://ilritorno.forumfree.it/?t=44774565 . Potete inviare i vostri interventi sul tema a mispic@email.it o direttamente pubblicarli nel nostro forum
Katia: Giacomo 2, 18. - «Mostrami la tua fede senza le opere, ed io con le mie opere ti mostrerò la mia fede». Marco 10, 43-45. - «Chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore,e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. Il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti». Luca 12, 43. - «Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro». Luca 17, 10. - «Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare».
Hannah1: Ognuno di noi ha le proprie opere da compiere. Non pensiamo necessariamente a miracoli o fatti eclatanti. Un tempo l'uomo si sentiva obbligato a fare certe cose verso Dio per timore dei Suoi castighi. Queste sono le opere che vengono spesso messe in contrapposizione con la fede e che, quindi, non possono salvare l'uomo. Solo la fede salva l'uomo. L'uomo da Dio ha ricevuto il dono della fede. Gesù è venuto a donare se stesso, l'estremo dono, sia a livello fisico che spirituale, non ha tenuto nulla per sé, per questo è stato mandato dal Padre e glorificato nel Padre. Gesù si interessa delle opere verso gli uomini, specialmente i più deboli che Lui chiama fratelli più piccoli. Nei versetti che seguono Gesù distingue chiaramente quali sono le opere a Lui gradite: non i rituali, le cerimonie, i voti, le decime, tipiche degli osservanti religiosi di quelli che dicono Signore Signore ma poi non hanno carità ed amore per gli altri. Il culto verso Dio è un culto spirituale che non ha bisogno di forme esteriori, le opere sono verso i più poveri, deboli e bisognosi. Mt 25, 35 Perché ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui straniero e mi accoglieste; 36 fui nudo e mi vestiste; fui ammalato e mi visitaste; fui in prigione e veniste a trovarmi". 37 Allora i giusti gli risponderanno: "Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare? O assetato e ti abbiamo dato da bere? 38 Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto? O nudo e ti abbiamo vestito? 39 Quando mai ti abbiamo visto ammalato o in prigione e siamo venuti a trovarti?" 40 E il re risponderà loro: "In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l'avete fatto a me".
Bluebottle: Però ho una domanda su questo argomento, come fa una persona a sapere se è stato sufficientemente caritatevole oppure no? E' qui il dilemma. Anche i credenti meno affaccendati, almeno una vola avranno aiutato un bisognoso. Quindi non è chiaro (ma credo per tutti) che frequenza si aspetta il Signore da noi. E' evidente che il Signore si aspetta la frequenza del "sempre". Ma se non sono le opere che ci salvano, come ricondurre insieme queste due differenti questioni? Le opere e la fede? Sul fatto di quali siano le opere la scrittura è chiara, ma sul quante considerate sufficienti per essere graditi al Signore non ricordo che ci sia qualcosa. Un credente a questo punto non può che essere sempre angosciato, perché non avendo un riferimento, qualunque cosa farà forse non sarà sufficiente per sentirsi dire dal Signore in quel giorno, che possiamo essere accolti, perché abbiamo avuto una fede viva. Ma come possiamo sapere la misura secondo la quale la nostra fede è da considerarsi viva oppure no?
Hannah1: Un cristiano non deve essere angosciato ma dovrebbe essere sempre pronto. Ma tutti noi siamo fallibili, ecco perché non sono le opere a portare alla salvezza ma la fede. Gesù con quelle parole vuol far capire qual è il vero culto che si deve rendere a Dio, attraverso la carità verso i fratelli più bisognosi. A volte, può essere solo un sorriso, l'importante è che ci rendiamo conto che quando abbiamo di fronte una richiesta d'aiuto e possiamo farvi fronte, è come se lo facessimo direttamente a Gesù. Non c'è una misura né deve essere fonte di angoscia o di ossessione. Gesù ha detto quelle cose anche per prendere distanza verso i farisei che ritenevano per l'appunto di poter contare le proprie opere attraverso i precetti della legge mosaica.
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