NUOVO LINGUAGGIO –APERTURA MENTALE – CONCLUSIONE – PARTE 84 - di RR 23-4-20

 

 

 

(segue)

I primi quattro versetti del cap 22 andrebbero letti di seguito al cap 21 e non staccati:

Ap 22:1 Poi mi mostrò il fiume dell'acqua della vita, limpido come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell'Agnello. 2 In mezzo alla piazza della città e sulle due rive del fiume stava l'albero della vita. Esso dà dodici raccolti all'anno, porta il suo frutto ogni mese e le foglie dell'albero sono per la guarigione delle nazioni. 3 Non ci sarà più nulla di maledetto. Nella città vi sarà il trono di Dio e dell'Agnello; i suoi servi lo serviranno, 4 vedranno la sua faccia e porteranno il suo nome scritto sulla fronte. 5 Non ci sarà più notte; non avranno bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli.

 

La rivelazione finale della Bibbia chiude l’ultimo cerchio della spirale come abbiamo detto la volta precedente; lo fa con una rievocazione dell’Eden, ma non più come inizio della storia dell’uomo, bensì come suo completamento.

Dopo il peccato originale avvenne una separazione dell’uomo da Dio, e l’uomo dovette convivere nella maledizione:   Genesi 3:17…..il suolo sarà maledetto per causa tua; ne mangerai il frutto con affanno, tutti i giorni della tua vita.

 

Ma avendo Dio in Cristo vinto e assorbito il peccato, ecco gli uomini che in Lui hanno creduto potranno ritrovare l’unione antica: Ap 22:3 Non ci sarà più nulla di maledetto. Nella città vi sarà il trono di Dio e dell'Agnello; i suoi servi lo serviranno, 4 vedranno la sua faccia e porteranno il suo nome scritto sulla fronte

 

L’uomo era nato da Dio e predestinato all’eternità in una unione perfetta col divino. Ora, seppure dopo molti travagli e affinamenti, Dio realizza il suo progetto.

Qui troviamo un’armonia tra servitori e Dio e il Figlio e Dio Spirito: Ap 22:1 Poi mi mostrò il fiume dell'acqua della vita, limpido come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell'Agnello. 2 In mezzo alla piazza della città e sulle due rive del fiume stava l'albero della vita.

 

Le creature di Dio hanno completato la loro travagliata “quarantena” e i sopravvissuti (per fede) hanno ricevuto la dignità di figli e il ruolo di responsabilità che avevano perso.

Non poteva l’uomo contaminato dal peccato avere accesso all’eternità, “mangiare” di quell’albero prima del tempo: Gen 3:22 Poi Dio il SIGNORE disse: «Ecco, l'uomo è diventato come uno di noi, quanto alla conoscenza del bene e del male. Guardiamo che egli non stenda la mano e prenda anche del frutto dell'albero della vita, ne mangi e viva per sempre». 23 Perciò Dio il SIGNORE mandò via l'uomo dal giardino d'Eden, perché lavorasse la terra da cui era stato tratto. 24 Così egli scacciò l'uomo e pose a oriente del giardino d'Eden i cherubini, che vibravano da ogni parte una spada fiammeggiante, per custodire la via dell'albero della vita.

Solo adesso, purificato dal peccato, rinnovato in Cristo, può godere della vita eterna promessa. I Cherubini non sono più “a guardia del giardino” ma le porte delle “città santa” sono aperte perché non vi è più il male.

 

LINGUAGGIO

Per spiegare questa nuova creazione Giovanni si deve servire del linguaggio e degli esempi del passato, ma il significato va oltre, indica una completezza non traducibile, perché non possiede “parole nuove”. Probabilmente infatti nella nuova creazione non si comunicherà come facciamo adesso. Noi siamo adesso dei corpi fisicamente divisi, che possono avere a volte delle affinità con momenti molto belli che ci uniscono, ma che tuttavia restano sempre divisi. Nell’eternità, pur avendo una nostra individualità, non ci sarà più divisione fisica, perché da Dio e in Dio troveremo una unione perfetta. Come da Adamo si ebbe Eva, due in uno, così questa divisione cesserà. Si troverà quella unità misteriosa da cui discendiamo.

Come avvenga questo non è spiegabile ma solo sperimentabile quando il Signore vorrà. Probabilmente non comunicheremo più solo con le limitate parole (che a volte possono confondere e dividere) ma sarà una comunicazione migliore, più “reale” ed efficiente di adesso. Il “dono delle lingue” in un certo senso troverà il suo vero significato perché non ci sarà diversità di linguaggio, e nemmeno ci sarà il linguaggio stesso con le sue regole ortografiche. Uno trasmetterà e riceverà ciò che ha (cioè l’essenza di Dio), ciò che pensa (cioè il frutto della sorgente divina in lui), e ciò che egli è (cioè la sua persona, la sua caratteristica in base ai talenti ricevuti da Dio, priva di ogni distorsione e di ogni ambiguità).

 

Ap 22:5 Non ci sarà più notte; non avranno bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli.

Questo non è solo simbolico. Le parole esprimono dei simboli: notte, luce, lampada, sole… e sono collegate tra loro, ma la luce di Dio è qualcosa che va oltre il senso comune che diamo alla parola “luce”. E’ la propagazione di luce-vita-pulsazione-vivente; per essa e con essa vivremo. Saremo individui singoli, eppure parti di quell’Essere luminoso che ci riempie, ci soddisfa, ci libera, ci espande. Il gusto ricevuto e dato con gioia di questa comunicazione si può chiamare amore.

 

NECESSITA’ DI UNA APERTURA ANCHE CONCRETA DELLA MENTE

Ci vorrebbero anche delle spiegazioni concrete su quanto detto, e su quanto l'Apocalisse non ha ancora espressamente detto, ma non vorremmo farlo adesso in maniera estesa; speriamo di farlo più avanti se Dio vorrà, perché richiedono una apertura mentale maggiore.

Faccio un esempio su un commento condivisibile di Apoc 21:2, quando parla della Gerusalemme celeste: «Molti commentatori ritengono che la promessa di Cristo in Gv 14:2 “Io vado a preparavi un luogo” si riferisca a questa città. E’ stata avanzata l’ipotesi che, se esiste il regno millennale di Cristo, la città di Gerusalemme possa trovarsi sospesa in cielo, per ospitare i santi risorti o rapiti i quali, avrebbero, nondimeno, immediato accesso sulla terra per svolgere le funzioni di governo insieme con Cristo.  J.Dwight Pentecost, per esempio, cita F.C.Jennings, William Kelly, e Walter Scott, a sostegno di una nuova Gerusalemme satellite della terra durante il millennio (Things to Come. Grand Rapids: Zondervan Publishing House 1958, pp.577,79). Durante il millennio, è ovvio, la nuova Gerusalemme non è sulla terra, perché esistono ancora una Gerusalemme terrestre ed un tempio terrestre (Ez 40-48). Quindi la nuova Gerusalemme sarà allontanata dalla sua sede nelle vicinanze della terra quando quest’ultima sarà distrutta alla fine del millennio e poi ritornerà quando sarà creata una nuova terra. Anche se la possibilità di una città satellite non è stata presa in considerazione da molti commentatori e deve essere considerata una deduzione invece che una rivelazione diretta della Bibbia, essa risolve alcuni dei problemi concernenti il rapporto tra i santi risorti e rapiti con quelli che ancora avranno il loro corpo naturale durante il millennio, problemi che altrimenti rimarrebbero senza risposta.»[1]

 

 Ovviamente infiniti sono gli interrogativi che, come bambini, vorremmo rivolgere al nostro Padre: ad esempio i rapporti futuri con le altre creature del cielo che ora chiamiamo “angeli”, oppure il “funzionamento sociale” della vita nuova, ecc. ma confidiamo che quando sarà il momento avremo modo di conoscerlo, secondo la promessa del Signore:  Giov 16:12 Ho ancora molte cose da dirvi; ma non sono per ora alla vostra portata; 13 quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annuncerà le cose a venire. 14 Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve lo annuncerà. 15 Tutte le cose che ha il Padre, sono mie; per questo ho detto che prenderà del mio e ve lo annuncerà.

 

LA CONCLUSIONE

Si tratta della fine di una maestosa visione molto complessa, composta di tante visioni intrecciate in cui si va avanti e si torna indietro chiarendo parti mancanti…. Dopo aver toccato il punto più alto, cioè “Dio tutto in tutti”, la rivelazione di ciò che avverrà torna a rivolgersi agli ascoltatori che come noi iniziarono a leggere e sentire le lettere alle sette chiese ed ora rimangono perplessi sul nuovo sistema di cose. Non so quanti di quelli che iniziarono la prima parte sono ora qui, forse una percentuale molto ridotta. Tuttavia per i più coraggiosi che ora leggono, la testimonianza del Signore si conclude con una gratificazione e l’invito all’attesa del ritorno di Gesù come fosse da un momento all’altro. Credo sia questo senso d’attesa imminente, a cominciare dal rapimento, che dobbiamo intanto risvegliare.

 

Ap 22:6 Poi mi disse: «Queste parole sono fedeli e veritiere; e il Signore, il Dio degli spiriti dei profeti, ha mandato il suo angelo per mostrare ai suoi servi ciò che deve accadere tra poco». 7 «Ecco, sto per venire. Beato chi custodisce le parole della profezia di questo libro». 8 Io, Giovanni, sono quello che ha udito e visto queste cose. E, dopo averle viste e udite, mi prostrai ai piedi dell'angelo che me le aveva mostrate, per adorarlo. 9 Ma egli mi disse: «Guàrdati dal farlo; io sono un servo come te e come i tuoi fratelli, i profeti, e come quelli che custodiscono le parole di questo libro. Adora Dio!» 10 Poi mi disse: «Non sigillare le parole della profezia di questo libro, perché il tempo è vicino. 11 Chi è ingiusto continui a praticare l'ingiustizia; chi è impuro continui a essere impuro; e chi è giusto continui a praticare la giustizia, e chi è santo si santifichi ancora». 12 «Ecco, sto per venire e con me avrò la ricompensa da dare a ciascuno secondo le sue opere. 13 Io sono l'alfa e l'omega, il primo e l'ultimo, il principio e la fine.  4 Beati quelli che lavano le loro vesti per aver diritto all'albero della vita e per entrare per le porte della città! 15 Fuori i cani, gli stregoni, i fornicatori, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna. 16 Io, Gesù, ho mandato il mio angelo per attestarvi queste cose in seno alle chiese. Io sono la radice e la discendenza di Davide, la lucente stella del mattino». 17 Lo Spirito e la sposa dicono: «Vieni». E chi ode, dica: «Vieni». Chi ha sete, venga; chi vuole, prenda in dono dell'acqua della vita. 18 Io lo dichiaro a chiunque ode le parole della profezia di questo libro: se qualcuno vi aggiunge qualcosa, Dio aggiungerà ai suoi mali i flagelli descritti in questo libro; 19 se qualcuno toglie qualcosa dalle parole del libro di questa profezia, Dio gli toglierà la sua parte dell'albero della vita e della santa città che sono descritti in questo libro. 20 Colui che attesta queste cose, dice: «Sì, vengo presto!» Amen! Vieni, Signore Gesù! 21 La grazia del Signore Gesù sia con tutti.

 

 


 

[1] J. F. Walvoord  “Apocalisse” nel commentario “Investigare le Scritture”- Ed. La Casa della Bibbia-pag 1044.

 

 

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