NUOVI CIELI E NUOVA TERRA – AP 21:1 - PARTE 80 - di RR 18-4-20

 

 

 

(segue)

Dalla fig 87 sottostante vediamo che siamo arrivati a leggere l’ultima parte dell’Apocalisse, dove la freccia gialla indica: CIELO NUOVO NUOVA TERRA – AVVIO STATO DI ETERNITA’

 

 

 

Fig. 87

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL TESTO

Apocalisse 21:1 Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, poiché il primo cielo e la prima terra erano scomparsi, e il mare non c'era più.

 

SPIEGAZIONE

Questo versetto va letto e meditato con molta calma. Siamo di fronte ad un cambiamento inimmaginabile e inspiegabile secondo i mezzi naturali che abbiamo a disposizione.

«Questa nuova creazione è descritta con un nuovo cielo e una nuova terra. Il che significa un cielo e una terra completamente nuovi, e non il cielo e la terra attuali rinnovati, come precisato dall’aggiunta delle parole poiché il primo cielo e la prima terra erano scomparsi. Sorprendentemente del nuovo cielo e della nuova terra abbiamo pochissime informazioni, se si eccettua quanto aggiunto poco oltre: e il mare non c'era più. A differenza della terra attuale, che ha la maggior parte della superficie coperta dall’acqua, per la nuova terra non sarà così. La Bibbia tace anche sulle caratteristiche del cielo, tranne che in 21:23 dove è scritto che non ci sarà né sole né luna […]» (Walvoord).

 

L’errore più comune e “normale” nell’interpretare questo genere di rivelazioni, sta nel ragionare con la mente di adesso –che conosce solo un tipo di realtà- per immaginarci un sistema di vita nuovo, che indubbiamente tratta un altro tipo di realtà a noi sconosciuta.

Solo chi vive quella realtà eterna (cioè il Signore) e quelli a cui Lui lo rivela (i veggenti e profeti di Dio) possono capirla. Per tutti gli altri rimane solo la fiducia nella Sua parola, nelle Sue promesse. Sono cose vere e possibili non perché noi arriviamo noi a elaborarle, ma semplicemente perché il Signore le dice.

 

Anche oggi il Signore parla ad alcuni. Non credo che proprio tutti i “profeti” e i “veggenti” che si definiscono tali nelle chiese di tipologia pentecostale o apostolica o altre, siano davvero riconosciuti dal Signore; tuttavia alcuni esistono, e probabilmente certuni hanno ricevuto, in misura della maturità loro concessa, visioni di angeli e di realtà celesti, o del Signore Gesù risorto. Queste persone sono forse quelle che il Sargentini identifica nelle dieci vergini della parabola. Persone che, “avvisate” dall’”Amico dello Sposo” (probabilmente un angelo che annuncia il ritorno di Gesù), corrono poi a dirlo alla Sposa (cioè la Chiesa, ovvero tutti credenti nel Signore). Non avrebbe senso, io credo, una profezia per la Chiesa oggi, se questa profezia non fosse in qualche modo collegata –per cose piccole o cose grandi- al rapimento prossimo ed al successivo ritorno del Signore.

Chi dunque ha avuto modo di ricevere rivelazioni divine[1] potrà forse avere una idea –seppure molto parziale e limitata- di questo sistema di vita diverso che conosceremo un giorno. La sua missione dunque non potrà essere che quella di testimoniarlo con grandissima umiltà.

 

La terra, gli uomini, l’universo con le stelle e le galassie, tutte le creature che vivono in qs “creato”, si troveranno ad un certo punto in una grande trasformazione.

Da un certo punto di vista la sparizione della realtà come la vediamo adesso sarà una mutazione, come il passaggio da una dimensione ad un’altra.

L’atto creativo di Dio, la Sua creatività, non finisce; finisce un sistema che viene trasformato in un altro sistema dove la creatività è un continuo vivere.

La base del sistema vitale futuro sembra essere una perfetta unione-comunicazione tra Dio e noi. Da Lui arriva all’uomo una forma di “essenza di Do stesso”. Probabilmente sarà l’insieme di significati come:  donazione di Sé, energia, luce, ciclo di ricambio continuo di questo flusso vitale, sublimazione del nostro singolo essere in quell’insieme vitale che possiamo chiamare “Amore” (ma è troppo riduttivo), ecc.

Fatto sta che Dio sarà il Sole e la Luna della vita e del pensiero, il Centro della nostra esistenza, che sussiste perché esiste Lui. In un certo senso ci ”ciberemo” di ciò che viene emanato da Lui; e rimanderemo a Lui, e attorno a noi, questo Amore concreto luminoso e vivificante. Senza questo contatto-comunicazione continua non esisterebbe più nulla. E' per questo che Dio raffina così tanto noi, la terra, l'universo presente e le sue creature e poi dopo tanti passaggi fa un definitivo giudizio: non potrà più esistere nulla infatti che non sia unito perfettamente a Dio; e se non fosse della stessa "sostanza" di Dio sarebbe "bruciato", perché solo Dio in quanto tale può esistere. Noi vivremo letteralmente "in Dio". Non sarà più un universo staccato da Dio, ma "l'universo" composto di Dio. Noi saremo in Lui e Lui in noi.

 

Questa unità con Dio non ha eguali nelle sensazioni fisiche che conosciamo; se non, forse, nell’atto di unione tra uomo e donna quando di genera una nuova vita. Ma a confronto è solo una debole eco. Questa “pienezza di Dio” non finirà mai, e ti riempirà in continuazione (è questa l'eternità), e fluirà nel creato vivente per l’eternità. Non è spiegabile la gioia e le felicità e il senso di “continuo essere” di “continuo compiuto” che si proverà.

Lode a Dio.

 

 (continua)

 


 

[1] Di “rivelazioni spirituali”, su piani soprannaturali, ve ne sono tante, ma non tutte vengono da Dio. Satana e i suoi sanno come “trasformarsi in angelo di luce” per ingannare l’uomo che si distoglie dalle verità bibliche.

 

 

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