BABILONIA CADUTA E IDENTIFICAZIONE – AP 18:1-4  - PARTE 64 - di Renzo Ronca - 30-3-20

 

 

(segue)

 

Siamo alle battute finali prima del ritorno del Signore, evento a lungo sospirato. Che questo ritorno sia sempre sul punto di arrivare e lasci nel lettore dell’Apocalisse la sete continua, credo sia voluto dallo Spirito Santo, perché è quanto accade nel credente fin dalla resurrezione di Gesù. Questo stato di attesa e vigilanza deve essere il giusto atteggiamento del cristiano, per il suo bene, come nella parabola delle dieci vergini, che andrebbe studiata a fondo.[1]

 

IL TESTO

Apocalisse 18:1 Dopo queste cose vidi scendere dal cielo un altro angelo che aveva una grande autorità, e la terra fu illuminata dal suo splendore. 2 Egli gridò con voce potente: «È caduta, è caduta Babilonia la grande! È diventata ricettacolo di demòni, covo di ogni spirito immondo, rifugio di ogni uccello impuro e abominevole. 3 Perché tutte le nazioni hanno bevuto del vino della sua prostituzione furente, e i re della terra hanno fornicato con lei, e i mercanti della terra si sono arricchiti con gli eccessi del suo lusso». 4 Poi udii un'altra voce dal cielo che diceva: «Uscite da essa, o popolo mio, affinché non siate complici dei suoi peccati e non siate coinvolti nei suoi castighi; 5 perché i suoi peccati si sono accumulati fino al cielo e Dio si è ricordato delle sue iniquità…

 

  

SPIEGAZIONE

Ap 18:1 Dopo queste cose vidi scendere dal cielo un altro angelo

Si tratta di un altro angelo, non è quello che stava spiegando a Giovanni il mistero di Babilonia.

 

Ap 18:1… che aveva una grande autorità, e la terra fu illuminata dal suo splendore.

Non ci meravigliamo della presenza di tante creature celesti con tante diversità di gloria tra loro:

(1 Cor 15:40 Ci sono anche dei corpi celesti e dei corpi terrestri; ma altro è lo splendore dei celesti, e altro quello dei terrestri. 41 Altro è lo splendore del sole, altro lo splendore della luna, e altro lo splendore delle stelle; perché un astro è differente dall'altro in splendore), pensiamo invece a quanto sarà bello quando potremo ammirare tutte le creature di Dio coi nostri occhi!

 

Ap 18:2 Egli gridò con voce potente: «È caduta, è caduta Babilonia la grande! È diventata ricettacolo di demòni, covo di ogni spirito immondo, rifugio di ogni uccello impuro e abominevole. 3 Perché tutte le nazioni hanno bevuto del vino della sua prostituzione furente, e i re della terra hanno fornicato con lei, e i mercanti della terra si sono arricchiti con gli eccessi del suo lusso».

Ricordiamoci sempre il concetto: ”come in cielo… così in terra”. Questo importante annuncio dichiara la distruzione di Babilonia ad opera di Dio come fatto già accaduto, anche se sulla terra avviene dopo.

 

Ap 18:4 Poi udii un'altra voce dal cielo che diceva: «Uscite da essa, o popolo mio, affinché non siate complici dei suoi peccati e non siate coinvolti nei suoi castighi; 5 perché i suoi peccati si sono accumulati fino al cielo e Dio si è ricordato delle sue iniquità.

Questo passaggio è importante.

1) Dicendo “popolo mio” lascia intendere che sia lo stesso Gesù a parlare e dunque ciò che dice riveste una particolare importanza (ma anche fosse un angelo che parla in nome del Signore non sarebbe meno importante, essendo parole che in ogni modo vengono dal Signore).

2) L’importanza del messaggio è proprio questa spinta, questa pressione che il Signore fa al Suo popolo DI USCIRE  (anche fisicamente) da quell’ambiente falso. Il “popolo di Dio” indica tutti quelli che ascoltano la Sua voce. In qs caso sono tutti i credenti che hanno letto la Scrittura e hanno creduto ai suoi contenuti mettendoli in pratica. L’invito ad “uscire” da un ambiente idolatra e peccaminoso prima della sua fine compare in diversi punti della Scrittura, ne ricordiamo alcuni esempi:

Lot considerato giusto (assieme alla sua famiglia) viene sospinto con insistenza da due angeli ad uscire fuori da Sodoma e Gomorra e letteralmente portato via per mano prima che queste fossero distrutte.[2]

«Prima che la Babilonia storica fosse distrutta dai Medi e dai Persiani, Dio invitò il suo popolo terreno, Israele, a fuggire: “Fuggite di mezzo a Babilonia, salvi ognuno la sua vita, guardate di non perire per l'iniquità di lei! Poiché questo è il tempo della vendetta del SIGNORE; egli le dà la sua retribuzione” (Ger  51:6). Perciò il Signore da lungo tempo, ed oggi ancora, grida ai suoi prima che il giudizio colpisca “Babilonia”: “Uscite da essa”. Il Signore ha pure detto per mezzo dell’apostolo Paolo:perciò uscire di mezzo a loro e separatevene” (2 Cor 6:17). Similmente lo scrittore dell’epistola agli Ebrei dice ai credenti d’Israele prima della distruzione di Gerusalemme: “Usciamo quindi fuori dall’accampamento e andiamo a Lui” (Eb 13:13). Era una benedizione per questi cristiani di Giuda ubbidire a queste parole prima che Gerusalemme fosse distrutta. Quando due decenni dopo la sede dell’”accampamento”, Gerusalemme fu veramente distrutta, non vi era più neppure un cristiano; il Signore li aveva fatti uscire tutti da quel malvagio sistema. Così pure quando Babilonia sarà giudicata, il Signore avrà già tolto i suoi, li avrà messi al riparo dal giudizio della fine (Siccome hai osservato la mia esortazione alla costanza, anch'io ti preserverò dall'ora della tentazione che sta per venire sul mondo intero, per mettere alla prova gli abitanti della terra Ap 3:10), li avrà rapiti nel cielo.

Uscite da essa, o popolo mio” era ed è il suo santo comando al quale i fedeli rispondono mentre sono ancora quaggiù. […] Ciò che ci mostra il Signore è quanto abbia in orrore Babilonia e quanto desideri che i suoi siano separati da questo sistema; poiché ciò che caratterizza Babilonia e che attira la collera e il giudizio di Dio è appunto l’idolatria, la confusione col mondo, e lo spirito di persecuzione. Babilonia personifica il male più odiato da Dio, perché imitava il bene, e distruggeva e perseguitava l’oggetto più caro al suo cuore sulla terra, cioè i riscattati del suo Figlio» (Donges).

 

Questo accorato invito da parte del Signore  “Uscite da essa, o popolo mio” ci deve spingere OGGI, che siamo alla vigilia degli ultimi tempi, a identificare sempre con più chiarezza questo sistema malvagio denominato Babilonia e ad uscirne se vogliamo salvare la vita nostra e quella delle nostre famiglie.

 

Da quanto anticipato precedentemente abbiamo già visto che una chiesa cristiana che sia anche uno Stato, come quella cattolica, unisce inevitabilmente il sacro col profano; è una illusione dei responsabili pensare che questa chiesa in questo modo possa rimanere pura. L’invito ad uscirne però –se lo applichiamo ai ns giorni- non è rivolto solo alle brave persone pensanti che amano il Signore ma si trovano  ancora all’interno del cattolicesimo. Dallo studio delle sette chiese abbiamo visto dei consigli che potrebbero essere rivolti a tutte e tre le confessioni cristiane. Ognuno esamini il sistema in cui la sua comunità (piccola o grande) vive, opera ed agisce. Lo esamini non con le emozioni le simpatie o le antipatie o i preconcetti personali o il buon senso o la riprova della manifestazione degli effetti speciali o il numero di maggioranza nel mondo, ma lo esamini in trasparenza con la Bibbia. Nessun altro presente solo tu, la Bibbia (che è la Parola che ha usato Dio) e lo Spirito Santo (che è Dio in Spirito). Tutto ciò che è oggetto di culto che però è fuori dalle Scritture, è idolatria, ed è da scartare senza indugio, se vogliamo essere salvati. Anche tra i protestanti abbiamo già visto, ci sono sporchi compromessi con la politica, show per il successo personale e apostasie odiose. Una grande parte dello stesso Israele, pure se lì il concetto di chiesa è più nebbioso come lo è Gesù, stanno facendo alleanze con degli Stati apparentemente forti, ma che forse un domani gli si rivolteranno contro. Questo è sempre stato il punto debole di Israele raccontato nella Bibbia: allearsi con altri pensando di essere più forti e dare meno peso alla sola alleanza con Dio. L’unica forza per Israele (e per la Chiesa) è essere uniti al Signore. Gli interessi economici e di potere non possono entrare nel discorso della fede di chi crede in Dio; nemmeno se questo Dio si chiama Allah. Conquistare il mondo per esportare/imporre il proprio sistema di governo è un atto di prepotenza e di esaltazione di se stessi; se poi uno ammanta il proprio sistema di governo di “santità religiosa”, pensando ed illudendo le persone semplici di avere una specie di mandato speciale da Dio, non è solo un atto violento di guerra, ma anche un inganno imperdonabile perché usa invano il nome di Dio. Questo esaltarsi e mettersi al posto di Dio è l’abominazione che Dio stesso non tollera più. E allora sia che gli assalitori-mistificatori ingannino il mondo con parole che sembrano cristiane, o che sembrano ebraiche o che sembrano musulmane, in realtà compiono lo stesso tipo di abominazione contro Dio e ne pagheranno le conseguenze.

 

Tenendo presente questo ragionamento, per identificare meglio Babilonia nell’Apocalisse, penso si possa pensare a un nome complesso fatto di tre indicazioni:[3] perché è un susseguirsi di quello che rappresenta la religione di Roma (Italia), la religione di Babilonia (Mesopotamia) e la religione di Gerusalemme (Israele). 

 

Roma, Babilonia e Gerusalemme sono tre città reali e rappresentano anche l’identità della prostituta col mondo. Nella maggior parte di questi tre sistemi religiosi, troppi sono quelli che usano invano il nome di Dio, che dicono di credere in Dio e parlano persino con parole di Dio, ma sono troppo uniti alla bestia che le porta.

 

Vorrei tentare di spiegare meglio come Babilonia possa mostrarsi contemporaneamente in modi diversi:

 

 fig 72

 

 

 

La fig 72 mostra in sintesi il ragionamento: come già nelle sette chiese[4] osserviamo una spirale (che rappresenta la posizione e la maturità del nostro modo di osservare) che sale verso l’alto (saliamo nelle rivelazioni divine e ad ogni giro della spirale vediamo più cose).

Al centro c’è una riga dritta verticale con scritto “Babilonia, Roma, Gerusalemme”. Noi stiamo salendo ed osservando questo “mistero” scritto sulla fronte della donna[5].

Ora a seconda del punto in cui ci troviamo sull’anello della spirale che le gira attorno possiamo scorgere una caratteristica che la identifica. Probabilmente l’identificazione piena e completa non riusciremo ad averla per ora, perché siamo ancora carnali. Per vedere come vide Giovanni dovremo anche noi trovarci in condizioni spirituali simili alle sue: dovremmo forse “salire” in modo più pieno,[6] ma continuiamo con quello che abbiamo, che non è poco. Per il resto, per quello che manca, confidiamo in nel Signore, saprà Lui come fare.[7]

 

Ciò che adesso risulta chiaro comunque, è che ciò che rappresenta Babilonia sarà distrutta; e che GIA’ ADESSO (che la vera Chiesa non è stata ancora rapita) SIAMO INVITATI AD USCIRE da ogni sistema religioso che, ambiguamente, sporchi la fede pura con interessi mondani come fosse un mercato.[8]

 

(continua)

 


 

[1] Può essere utile qs nostra pagina: “LO SPOSO E LA SPOSA – RAPIMENTO VICINO – PREPARIAMOCI” in http://www.ilritorno.it/ULTIMI-TEMPI/107_sposo-a-rapim-prepar.htm -

 

[2] Gen 19: 12 Quegli uomini dissero a Lot: «Chi hai ancora qui? Fa' uscire da questo luogo generi, figli, figlie e chiunque dei tuoi è in questa città, 13 perché noi distruggeremo questo luogo. Infatti il grido contro i suoi abitanti è grande davanti al SIGNORE, e il SIGNORE ci ha mandati a distruggerlo». 14 Allora Lot uscì, parlò ai suoi generi che avevano preso le sue figlie, e disse: «Alzatevi, uscite da questo luogo, perché il SIGNORE sta per distruggere la città». Ma ai suoi generi parve che volesse scherzare. 15 Quando l'alba cominciò ad apparire, gli angeli sollecitarono Lot, dicendo: «Àlzati, prendi tua moglie e le tue figlie che si trovano qui, perché tu non perisca nel castigo di questa città». 16 Ma egli indugiava; e quegli uomini presero per la mano lui, sua moglie e le sue due figlie, perché il SIGNORE lo voleva risparmiare; lo portarono via, e lo misero fuori della città. 17 Dopo averli fatti uscire, uno di quegli uomini disse: «Metti la tua vita al sicuro: non guardare indietro e non ti fermare in alcun luogo della pianura; cerca scampo sul monte, altrimenti perirai!»

 

[3] Ap 17:5 Sulla fronte aveva scritto un nome misterioso:

«Babilonia la grande,

la madre delle prostitute

e [la madre] degli abomini della terra».

 

[5] Apocalisse 17:4 La donna era vestita di porpora e di scarlatto, adorna d'oro, di pietre preziose e di perle. In mano aveva un calice d'oro pieno di abominazioni e delle immondezze della sua prostituzione. 5 Sulla fronte aveva scritto un nome, un mistero: BABILONIA LA GRANDE, LA MADRE DELLE PROSTITUTE E DELLE ABOMINAZIONI DELLA TERRA. 6 E vidi che quella donna era ubriaca del sangue dei santi e del sangue dei martiri di Gesù. Quando la vidi, mi meravigliai di grande meraviglia.

 

[6] Apocalisse 4:1 Dopo queste cose vidi una porta aperta nel cielo, e la prima voce, che mi aveva già parlato come uno squillo di tromba, mi disse: «Sali quassù e ti mostrerò le cose che devono avvenire in seguito».

 

[7] Giovanni 14:26 ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto.

 

[8] L’unica volta in cui Gesù si arrabbiò fu nel tempio,  nella preparazione della Pasqua (notare l’accostamento Pasqua, liberazione dalla schiavitù, piaghe contro il faraone) proprio quando si faceva della fede un commercio: Giov 2:13 La Pasqua dei Giudei era vicina e Gesù salì a Gerusalemme. 14 Trovò nel tempio quelli che vendevano buoi, pecore, colombi, e i cambiavalute seduti. 15 Fatta una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori dal tempio, pecore e buoi; sparpagliò il denaro dei cambiavalute, rovesciò le tavole, 16 e a quelli che vendevano i colombi disse: «Portate via di qui queste cose; smettete di fare della casa del Padre mio una casa di mercato». 17 E i suoi discepoli si ricordarono che sta scritto:
«Lo zelo per la tua casa mi consuma».

 

 

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