CHIESA DI TIATIRI  2– cap.13 – LE SETTE CHIESE DELL’APOCALISSE di Renzo Ronca - 25-1-20

 

[Rovine di Tiatiri]

 

(segue)

 

Stiamo approfondendo come mai, nella lettera a Tiatiri, si dà grande importanza alla falsa profetessa che induceva al peccato i credenti, avvicinata simbolicamente al nome di Izebel (o Iezabel o Gezabele). Nello studiare i fatti di questa regina, molti significativa nella Bibbia, abbiamo visto quanto potere idolatrico distruttivo riuscì ad avere in Israele. Ma era così semplice che una fanatica del peggiore paganesimo divenisse regina del popolo di Dio?  Come poté avvenire ciò?

In effetti se scaviamo ancora, scopriamo che le motivazioni del potere di Iezabel furono più d’una e tutte molto interessanti perché ci aiuteranno a capire molti intrecci di Israele e delle chiese professanti del presente: si trattò principalmente di calcoli politici, di alleanze sbagliate.

Ma leggiamo… Iezabel non era proprio una qualunque, bensì la figlia di un importante re-sacerdote nemico e, se Israele invece di guardare solo la convenienza politica,  avesse confidato più nell’Eterno, e pensato e riflettuto sulla personalità di questa donna e sulla ramificazione della sua fede (che non ha mai nascosto) ci sarebbe andato più cauto prima di farla salire sul trono.

 

«Izebel figlia di Etbaal, sacerdote-re di Tiro e Sidone, fu data in sposa ad Acab, per ratificare l’alleanza fra Tiro ed Israele, con la quale Omri, padre di Acab, cercava di controbilanciare l’ostilità di Damasco verso Israele. (880 a.C.ca). Fu fatto in modo che potesse continuare ad adorare il suo dio Baal, anche a Samaria, la sua nuova residenza (1 Re 16:31-33)….. »

 

I calcoli di potere, la tolleranza politica a cui la storia ci ha abituati, fatta di compromessi intrighi e tradimenti, non è mai stata vicina al pensiero di Dio, che li ha in abominio. Eppure continuamente il Signore diede e dà i giusti insegnamenti:  In un certo senso qui fu il ripetersi e il peggiorare del peccato di Salomone (dal 970 al 930 a.C) che in una sua politica di sincretismo religioso-politico si sposò con molte donne pagane idolatriche, permettendo loro di offrire sacrifici ad altri dèi, finendo così per  corrompere pian piano tutta la fede del regno. Ogni volta che Israele confidava nella sua propria forza e nella sua propria strategia umana (e non nell’Eterno) finiva male.

Comunque Israele rimane sempre per noi un riferimento, nel bene e nel male, perché leggendo e riflettendo sulla sua storia e sul suo rapporto con lahweh  noi apprendiamo molto, non solo sulla sua elezione, ma anche dai suoi errori.

Le chiese di oggi, studiando le lettere di Apocalisse che ci “costringono” a ricordare la storia di Israele, hanno la possibilità di esaminare se stesse e, in questo alternarsi continuo tra passato e presente, possono trovare i mezzi per correggersi. Non solo, ma al stesso tempo possono rendersi conto di come i tempi di Dio stiano maturando e di quanto siamo vicini al rapimento della chiesa che risulterà “vincente” tra tutte quelle simboleggiate in Apocalisse.

 

Ma proseguiamo la nostra lettura sui fatti della tremenda regina Iezabel: «… Aveva un carattere deciso e tirannico, ed era decisa ed ostinata. Fanatica devota di Melqart, il Baal di Tiro, il personale al suo servizio includeva 450 suoi profeti e 400 profeti della dea Astarte, nel periodo in cui Acab era re(1 Re 18:19). Iezabel aveva fatto in modo che il suo dio fosse messo sullo stesso piano di Yahweh, Dio di Israele, e ciò l’aveva contrapposta al profeta Elia..  »[1]

 

Si accenna ad Elia. Era un profeta potentissimo che però, nonostante i grandi segni che l’Eterno fece per mezzo suo, davanti a Iezabel fuggì e cadde in una profonda crisi depressiva.[2] Merita una riflessione. Anche Elia non era uno qualunque. Probabilmente è stato tra i più grandi profeti di Israele. Enoc ed Elia furono gli unici due esseri umani rapiti in cielo senza passare attraverso la morte, dunque sono figure importanti. Ebbene sarebbe quasi incomprensibile per la nostra logica capire come un uomo così vicino a Dio abbia potuto fuggire davanti ad una donna tanto caparbia. Per questo, ritengo che Iezebel simboleggi qualcosa di più di una donna testarda e cattiva. La ferocia con cui manifesta l’odio contro il popolo di Dio, l’ostinazione di chi non cede nemmeno di fronte all’evidenza che “più evidenza di così non si può”, non è indice di stupidità (dopo la morte del marito Acab riuscì ad esercitare il potere su Israele per dieci anni, come regina-madre), ma a mio modo di vedere è rappresentativa del carattere di Satana, che nonostante sappia della sua fine, non vuole arrendersi a Dio. Ci richiama alla mente l’irriducibilità del Faraone al tempo di Mosè. Anche se non riusciamo a capire bene il meccanismo di tanta durezza, che va al di sopra della logica, è tuttavia un fatto che si ripete nelle persone che aprono le porte all’Ingannatore e si lasciano condurre da lui. Nei giudizi apocalittici per esempio, nel periodo della distretta, le persone non rapite, fuorviate dal maligno, vedendo l’aumentare della gravità delle piaghe, non solo non si convertiranno, ma bestemmieranno contro Dio sempre più.[3]  In un certo senso, come la Chiesa di Gesù loda Dio, “l’antichiesa” infiltrata in essa, lo bestemmia, come probabilmente vedremo quando parleremo di Babilonia.

Così Iezabel rappresenta bene questa assurda cattiva ferocia: è la trasformazione che avviene in chi fa di Satana il suo dio. E’ la manifestazione appunto della personalità di Satana. Infatti come chi crede nel Signore, e a Lui pensa, e a Lui si apre, finisce per assomigliare sempre più al Signore, così chi segue le vie dell’Ingannatore finisce per assumerne anche la personalità perversa, per questo gli somiglia nel comportamento. Chi segue le cose di Satana non crescerà verso la Vita, ma si involverà verso una falsa sapienza che gli farà scoprire solo la morte. Sarà così preso da questa falsità che non potrà più credere al bene, perché ormai avrà scambiato i parametri, e il bene per lui sarà diventato il male. Per questo non avrà più logica ed equilibrio in se stesso. La distinzione tra bene e male è il primo dono di Dio, abbandonando Dio si perdono le Sue benedizioni e il senso del giusto. Oggi abbiamo un concetto di bontà e giustizia che non dipende più dalla differenziazione trasmessaci da Dio (per es attraverso i comandamenti) bensì abbiamo un concetto di “bene” che deriva da una “normalità” sociale, la quale dipende non da valori assoluti, ma da valori che cambiano in base ai consensi mediatici. Il bene dunque oggi è diverso per ogni tipo di realtà sociale che le nazioni del mondo attraversano.

 

La fine di Iezabel è sorprendete e violenta come il suo inizio:

Quando Elia ricevette da Iahweh l’ordine di tornare indietro e riunirsi al rimanente che non si era piegato a Baal, aveva ricevuto anche l’indicazione su chi avrebbe dovuto “ungere”[4] come futuro nuovo re di Israele, e su chi avrebbe dovuto nominare come profeta al suo posto: “ungerai pure Ieu, figlio di Nimsci, come re d'Israele, e ungerai Eliseo, figlio di Safat da Abel-Meola, come profeta, al tuo posto.” (1Re 19:16). Sarà lo stesso Ieu (o Jehu) infatti che comincerà a sterminare le famiglie regnanti corrotte, i falsi profeti di Baal ecc. Ma vediamo l’atteggiamento che ebbe Iazebel nei suoi confronti:

2 Re: 30 Poi Ieu giunse a Izreel. Izebel, che lo seppe, si diede il belletto agli occhi, si acconciò la capigliatura, e si mise alla finestra a guardare. 31 Mentre Ieu entrava per la porta della città, lei gli disse: «Porti pace, nuovo Zimri, uccisore del tuo signore?» 32 Ieu alzò gli occhi verso la finestra, e disse: «Chi è per me? chi?» E due o tre funzionari, affacciatisi, volsero lo sguardo verso di lui. 33 Egli disse: «Buttatela giù!» Quelli la buttarono; e il suo sangue schizzò contro il muro e contro i cavalli. Ieu le passò sopra, calpestandola; 34 poi entrò, mangiò e bevve, quindi disse: «Andate a vedere quella maledetta donna e sotterratela, poiché è figlia di un re». 35 Andarono dunque per sotterrarla, ma non trovarono di lei altro che il cranio, i piedi e le mani. 36 E tornarono a riferir la cosa a Ieu, il quale disse: «Questa è la parola del SIGNORE pronunciata per mezzo del suo servo Elia il Tisbita, quando disse: "I cani divoreranno la carne di Izebel nel campo d'Izreel; 37 e il cadavere di Izebel sarà, nel campo d'Izreel, come letame sulla superficie del suolo, in modo che non si potrà dire: 'Questa è Izebel'"».

Cerchiamo di non soffermarci sulla violenza del fatto; erano tempi in cui la vita di un uomo contava poco e le atrocità si moltiplicavano. Concentriamoci sul comportamento di Iezabel.

 

30 Poi Ieu giunse a Izreel. Izebel, che lo seppe…

Ieu arrivava furioso[5] deciso a ripulire Israele dall’idolatria e dalla stregoneria in cui era caduto, dopo aver ucciso Ioram re di Israele figlio di Iezabel  e Acazia re di Giuda.[6] Iezabel seppe tutto questo e non fuggì, anzi si preparò a riceverlo a modo suo:

 

…si diede il belletto agli occhi , si acconciò la capigliatura, e si mise alla finestra a guardare.

“Applicato sulle palpebre con un pennello, questo cosmetico composto da polvere nera e olio conferiva profondità allo sguardo, nonché un effetto ingrandente degli occhi. L’apparizione di Iezabel alla finestra era volta ad ispirare soggezione a Ieu, come in vista di un’udienza regale” (MacArthur).

 

31 Mentre Ieu entrava per la porta della città, lei gli disse: «Porti pace, nuovo Zimri, uccisore del tuo signore?»

Nuovo Zimbri: Rivolgendosi a Ieu con tale appellativo, Iezabel alludeva alla precedente epurazione di Zimbri (1 re 16:9-15). Poiché quest’ultimo era morto dopo aver regnato solo sette giorni, Iezabel insinuò che la stessa sorte sarebbe toccata a Ieu” (MacArthur).

 

32 Ieu alzò gli occhi verso la finestra, e disse: «Chi è per me? chi?»

Ieu non si lasciò intimidire dalla donna né dalle sue minacce.

 

E due o tre funzionari, affacciatisi, volsero lo sguardo verso di lui.

“Altri traducono ‘eunuchi’, si tratta di ufficiali della stessa Iezabel” (MacArthur). E’ interessante notare come è raccontata la direzione degli sguardi: Iezabel guarda dall’alto (dal secondo piano) con atteggiamento di malefica regina che ha potere, minacciando; Ieu la osserva per nulla impaurito e le risponde a tono, come per dire: “tu e quello che dici non siete niente per me”; gli ufficiali di iezabel affacciatisi anche loro, non guardano la regina ma guardano Ieu, come ad aspettare i suoi ordini, riconoscendo in lui il nuovo re.

 

33 Egli disse: «Buttatela giù!» Quelli la buttarono;

La terribile maligna Iezabel sprofonda a terra nel peggiore dei modi, Ieu passa sopra il suo cadavere con il carro e i cani divoreranno la sua carne.

 

Al di là della crudezza, notiamo due cose in questo tragico episodio:

 

1) Iezabel, ripiena della malvagità satanica, non vuole cedere nemmeno di fronte all’evidenza e fino all’ultimo minaccia,  credendo forse di poter gestire un potere che ormai non ha più. L’Eterno aveva già manifestato la sua potenza nel confronto tra i profeti di Baal ed Elia, ma come non fosse successo niente lei continuò a fare come prima, anzi peggio. Satana è così, nonostante l’Eterno sia l’Eterno, non smette di proferire bestemmie contro di Lui e a pensarsi come un dio che ha lo stesso potere.

 

2) La giustizia di Dio arriva sempre. Come il Suo amore è grande, così la Sua giustizia sarà severa e terribile nel giudizio che la attuerà.

 

Detto questo, più consapevoli dei retroscena, possiamo leggere ora con maggiore attenzione il passo centrale della chiesa di Tiatiri.

 

(Continua)


 

 


[1] Dizion. Biblico GBU

 

[2] Nei capitoli 18 e 19 di 1 Re è narrato lo scontro di Elia con i profeti di Baal della regina Iezabel. L’Eterno agì con grandissima potenza tanto da far scendere il fuoco dal cielo, ed il popolo ritornò alla fede. Probabilmente Elia di fronte a segni tanto potenti di Yahweh si sarebbe aspettato una resa di Iezabel, ma questa invece di umiliarsi aumentò la sua rabbia e la sua ferocia minacciando di morte Elia che, spaventato e deluso, fuggì nel deserto chiedendo a Dio di morire, perché era rimasto da solo. Ma il Signore sul monte Oreb lo rafforzò, lo rimandò indietro e gli disse che non era solo, che si era riservato “un residuo di settemila uomini, tutti quelli il cui ginocchio non s'è piegato davanti a Baal “ (1 Re 19:18) e assieme a quello avrebbe dovuto agire.

 

[3] “E gli uomini furono bruciati dal gran calore; e bestemmiarono il nome di Dio che ha il potere su questi flagelli, e non si ravvidero per dargli gloria.” 

“e bestemmiarono il Dio del cielo a causa dei loro dolori e delle loro ulcere, ma non si ravvidero dalle loro opere.”

“E cadde dal cielo sugli uomini una grandine enorme, con chicchi del peso di circa un talento; gli uomini bestemmiarono Dio a causa della grandine; perché era un terribile flagello” (Apocalisse 16:9, 11, 21)

 

[4] L'unzione nella tradizione biblica consisteva nel versare sulla testa di un eletto dell'olio consacrato. Era riservata ai re ed ai sacerdoti e tra questi, in particolare, al sommo sacerdote. Ad esempio Samuele unge i primi due re d'Israele, prima Saul ((1 Samuele 10,1), e poi Davide: (1 Samuele 16,13). Il rito dell'unzione dava al re un carattere sacro e faceva di lui il vassallo di Dio, l'unto di Dio. (Wikipedia)

 

[5] “A vederlo guidare il carro, si direbbe che è Ieu, figlio di Nimsi; perché guida come un pazzo” (2 Re 9:20)

 

[6]  2 Re 9: 21 Allora Ioram disse: «Attaccate il carro!» Il suo carro venne attaccato e Ioram, re d'Israele, e Acazia, re di Giuda, uscirono ciascuno sul suo carro per andare incontro a Ieu, e lo trovarono nel campo di Nabot d'Izreel. 22 Quando Ioram vide Ieu, gli disse: «Ieu, porti pace?» Ieu rispose: «Che pace vi può essere finché durano le prostituzioni di Izebel, tua madre, e le sue innumerevoli stregonerie?» 23 Allora Ioram si voltò indietro, e fuggì, dicendo ad Acazia: «Siamo traditi, Acazia!» 24 Ma Ieu impugnò l'arco e colpì Ioram fra le spalle, in modo che la freccia gli uscì trapassando il cuore, ed egli stramazzò nel suo carro. 25 Poi Ieu disse a Bidcar, suo aiutante: «Prendilo, e buttalo nel campo di Nabot d'Izreel; poiché, ricordalo, quando tu e io cavalcavamo assieme al seguito di Acab, suo padre, il SIGNORE pronunciò contro di lui questa sentenza: 26 "Com'è vero che ieri vidi il sangue di Nabot e il sangue dei suoi figli, dice il SIGNORE, io ti renderò il contraccambio qui in questo campo!", dice il SIGNORE. Prendilo dunque e buttalo in quel campo, secondo la parola del SIGNORE». 27 Acazia, re di Giuda, veduto questo, fuggì per la strada di Bet-Gan; ma Ieu gli andò dietro, e disse: «Tirate anche a lui sul carro!» E lo colpirono alla salita di Gur, che è vicino a Ibleam. E Acazia fuggì a Meghiddo e là morì. 28 I suoi servitori lo trasportarono sopra un carro a Gerusalemme, e lo seppellirono nella sua tomba, con i suoi padri, nella città di Davide. 29 Acazia aveva cominciato a regnare su Giuda l'undicesimo anno di Ioram, figlio di Acab.

 

 

pag precedente  -   pag seguente   -    Indice "Ultimi Tempi   -  Home