RIALLACCIAMO TUTTI I FILI  PER ARRIVARE ALL’APOCALISSE - 3 -di Renzo Ronca- 7-1-20

 

(segue)

Non sembri inutile questo accostamento, lo ritengo necessario, per questo prego il lettore di non saltarlo. Se vi sono punti difficili è anche perché sono la sintesi di anni di riflessione, ed è logico che la lettura non sia proprio scorrevole perché ogni tanto ci si deve fermare a pensare. Comunque si tratta dell’intero meraviglioso scenario in cui, alla fine, il libro dell’Apocalisse si andrà perfettamente ad incastonare.

IN PRINCIPIO (E ALLA FINE) C’E’ DIO

Pensare a Dio è difficile per la nostra limitatezza. Prima di avventurarci a dare nostre definizioni vediamo cosa dice la Scrittura biblica che pensiamo essere ispirata da Dio stesso. Nel Vangelo l’apostolo Giovanni (guarda caso lo stesso che scriverà l’Apocalisse) nel primo capitolo dice:

 

“1 Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. 2 Essa era nel principio con Dio. 3 Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta. 4 In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini.”  

14 E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre.”

“18 Nessuno ha mai visto Dio; l'unigenito Dio, che è nel seno del Padre, è quello che l'ha fatto conoscere.” (Giov. 1:1-4; 14; 18)

 

“Nessuno ha mai visto Dio” e dunque tentare di raffigurarcelo così com’è sarebbe impossibile. Giovani parla di “Parola creatrice” (che non è solo quella che usiamo nel parlare ma ha un significato ben più elevato). Poi dice che “si è fatta carne” riferendosi all’incarnazione di Gesù Cristo; e attraverso Lui abbiamo potuto conoscere il Padre.

Non preoccupiamoci se per ora queste parole sono quasi impossibili da capire. E’ normale. Non si arriva  a Dio con capacità umane, ma mediante le aperture che Lui ci manda al nostro crescere.

Allora tutto è partito da Dio, pur se non Lo capiamo bene, pur nella Sua complessità. All’inizio, in una realtà a noi sconosciuta, c’era questo Essere complesso “in movimento”.

 

Fig 3

 

 

Nella fig.3 rappresentiamo questa complessità viva e creatrice divina con un simbolo che chi ci segue ha imparato a conoscere da tempo: una spirale aperta. Per ora non aggiungiamo altro; umilmente accettiamo che Dio sia un Essere complesso che sfugge alla nostra capacità di “com-prederlo”.

 

 

 

 

DIO CREO’ L’UNIVERSO….

 

Fig 4

 

 

Nella fig 4 vediamo uno spazio delimitato, una realtà “concreta” che ha un inizio ed una fine (anche se i termini non sono molto corrispondenti). L’universo, pur essendo per noi immenso, pur nelle sue dinamiche ha dimensioni misurabili.

 

All’inizio, attorno, alla fine, davanti, dietro, prima, dopo, c’era, c’è, ci sarà Dio.

 

 

Anche avvicinarci alla comprensione del “tempo” come è sulla Terra per noi, rispetto al tempo come probabilmente è davanti a Dio, non è impresa facile e richiede parecchia umiltà e riflessione. Diamo comunque per ora scontato che l’Eterno “avvolga” il nostro universo, la nostra Terra e noi stessi, ed abbia una visione diversa dalla nostra del succedersi degli eventi. Eventi che Lui è in grado di vedere in una specie di “presente continuo”.[1]

 

IN OGNI FRAMMENTO DEL CREATO E’ IMPRESSO IL “MOVIMENTO ORDINATO” DI DIO

 

fig 5

 

Nella fig 5 vediamo che il rettangolo simbolo dell’universo è diventato più ampio verso destra, come a dire che l’universo “cresce”. Questa crescita la intendiamo in tutti i sensi, non solo fisica ma anche come evoluzione e stabilizzazione delle stelle delle galassie e di ogni creatura…

Abbiamo messo una piccola spirale aperta all’inizio (sinistra) dell’universo ed una più grande a destra, come a dire che l’espansione di Dio simboleggiata dalla spirale è in qualche modo impressa nell’universo stesso. Questo movimento, questa espansione si apre sempre più.

Vediamo meglio:

 

 Fig 6

 

 

 

Nella fig 6 proviamo a sviluppare anche un movimento alla spirale dell’Eterno (quella colore giallo dorato) come in laterale, quasi fosse una molla che si allarga sempre più.

All’interno vediamo l’universo che si espande in lunghezza ed in grandezza, nello stessa armonia e direzione e verso di quelle di Dio (la stessa spirale aperta).

 

 

 

Fig 7

 

 

 

Ma parlare dell’Universo equivale a parlare della Terra e dell’Uomo. Vediamo nell fig 7 come la “direzione” ovvero ogni movimento della Terra e dell’Uomo abbia in sé qualcosa della direzione-movimento di Dio.

 

Inoltre ipotizziamo un punto davvero fondamentale per capire tutte le profezie bibliche: LA CREAZIONE di tutto l’Universo (e quindi della Terra e dell’Uomo) NON È FINITA, ma si sta evolvendo. Come un impasto si sta “cuocendo”, ma non è ancora “cotto”. L’Apocalisse ci farà capire a che punto siamo della nostra “cottura”. Noi dunque siamo in fase di “sistemazione”, se così si può dire.

  

Fig 8

 

 

Quanto detto si vede nello schema della fig 8. L’uomo è stato creato ad immagine di Dio (nel cuore del quadratino-uomo il seme della spirale aperta di Dio) e secondo il progetto della creazione deve crescere, espandersi (soprattutto spiritualmente) fino a entrare in perfetta armonia e sintonia con Dio stesso. Il quadratino a sinistra infatti (uomo creato), si sviluppa e cresce; verso destra la spirale sembra uscire fuori, l’uomo ha superato il quadratino di se stesso (esce dal proprio ego) e si espande come entrando nell’armonia dell’Eterno (spirale gialla grande).

 

  

INTERRUZIONE E RIPRESA DEL PROGETTO DI DIO PER L’UOMO

 

Ma che successe all’uomo in profondità, quando fu cacciato dall’Eden per via del serpente che lo indusse a peccare? 

Osserviamo questa figura 9 mentre la spieghiamo:

 

Fig 9

 

 

 

A sinistra in alto, come abbiamo detto, schematizziamo la creazione dell’uomo in Eden. Nel progetto di Dio vi era una ordinata armonica crescita (le due spirali dell’Eterno in alto e all’interno del quadratino-uomo sono intonate ed hanno la stessa direzione). Vediamo questa crescita, come avrebbe dovuto “normalmente” essere, seguendo la linea verso destra fino ad espandersi e a ritrovarsi nell’eternità; abbiamo scritto: “processo di crescita (espansione) in vista della vita eterna” (fig 9a).

 

 

Fig 9a

 

 

Questo se noi avessimo superato una certa prova simboleggiata dal serpente. Ma così non è stato.

 

  

 

 

Fig 9b

 

 

Nella fig 9b Vediamo sotto la linea orizzontale, una freccia discendente “Infiltrazione Satana”. Vi è stata una infiltrazione di una creatura estranea, aliena,  diversa, che è riuscita ad ingannare l’uomo appena creato e a governare su di lui, a renderlo schiavo (parliamo di schiavitù in senso molto ampio, anche mentale, spirituale, ecc.).

Se osservate sotto questa freccia “infiltrazione di Satana” che simboleggia l’unione di Satana con la donna e l’uomo, notiamo il contrario dell’espansione che c’era prima, ovvero una CONTRAZIONE. Infatti nel quadratino (l’uomo) non c’è più la spirale aperta che si espande, ma una spirale chiusa, che si annulla sempre più.

Fino a quanto si chiuderà? Fino alla morte, perché la morte (assente nel piano di Dio) trova qui la sua realizzazione pratica in quanto assenza di Dio stesso. L’autonomia da Dio è la morte. Quello che chiamiamo “peccato”.

Tuttavia, non so si vede (sempre fig 9b), dentro qs quadratino dell’uomo “caduto”, è piaciuto a Dio lasciare una parte che nessuno può toccare o scalfire se non Dio stesso. Vedete infatti un piccolissimo quadratino vuoto. Lì sta il “seme di Dio”, la memoria nell’uomo di quando Dio lo creò. “L’imprinting di Dio” di cui abbiamo a lungo parlato precedentemente[2]

 

 

Fig 9c

 

 

 

Ed è proprio su questo seme “addormentato”, come morto, che Dio stesso, come un nuovo Adamo, in Cristo Gesù, mette la Sua mano facendolo rinascere. Lo vedete un poco più a destra, nella seconda freccia che scende dall’alto (fig 9c): Nuovo Adamo, Gesù, Nuova Nascita…

Il quadratino piccolissimo all’interno dell’uomo caduto che prima era vuoto, torna a vivere (simbolo della spirale aperta).  Certo attorno a qs seme che rinasce c’è ancora tutto un corpo abbastanza complesso che si “muove” ancora in senso contrario (spirale chiusa), ed è questa la nostra terribile realtà: da una parte lo spirito nostro che anela a Dio, dall’altra un corpo che segue il soddisfacimento personale in una autonomia ereditata da Satana; in mezzo la nostra anima-coscienza.

Se torniamo a guardare la fig 9 grande, capiamo che l’uomo nonostante tutto ce la può fare se accoglie Gesù, a “rinascere”. Egli può ritrovare la giusta espansione, che lo riporterà all’eternità come da progetto inziale. Ma questa possibilità si chiama “fede in Cristo Gesù” ed è l’unica strada possibile per non essere assorbiti dalle tenebre del nulla. O andiamo verso la vita o verso la morte. La scelta non dipende tanto da Dio quanto da noi. Lui ci dice la verità su come stanno le cose ma se non vogliamo non ci obbliga. “Vedi, io metto oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male; 16 poiché io ti comando oggi di amare il SIGNORE, il tuo Dio, di camminare nelle sue vie, di osservare i suoi comandamenti, le sue leggi e le sue prescrizioni, affinché tu viva e ti moltiplichi, e il SIGNORE, il tuo Dio, ti benedica nel paese dove stai per entrare per prenderne possesso. 17 Ma se il tuo cuore si volta indietro, e se tu non ubbidisci ma ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad altri dèi e a servirli, 18 io vi dichiaro oggi che certamente perirete, e non prolungherete i vostri giorni nel paese del quale state per entrare in possesso passando il Giordano. 19 Io prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra, che io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, affinché tu viva, tu e la tua discendenza, 20 amando il SIGNORE, il tuo Dio, ubbidendo alla sua voce e tenendoti stretto a lui, poiché egli è la tua vita e colui che prolunga i tuoi giorni…” (Deuter. 30:15-20)

 

E dopo tutta questa panoramica spazio-temporale, tenendo sempre presente quanto detto, soprattutto che tutta la creazione non è terminata e aspetta il suo compimento/trasformazione, ecco che, scendendo più in dettaglio, possiamo finalmente intravedere dove si colloca principalmente l’apocalisse.

(continua) 

 

 


 


[1] Per approfondire può aiutare il nostro dossier PDF: IL TEMPO TERRENO E IL TEMPO DI DIO - PREDESTINAZIONE E PRECONOSCENZA -  di RR 32 pag.

 

 

 

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