A CHE SERVE STUDIARE L’APOCALISSE BIBLICA?- 1  - di Renzo Ronca - 1-1-2020

 

 

 

L’apocalisse scritta dall’apostolo Giovanni, posta non a caso alla fine della Bibbia (AT+NT), rappresenta la conclusione di tutti i 65 libri che l’hanno preceduta.[1] Nel libro dell’Apocalisse tutti gli insegnamenti e le profezie precedenti si chiarificano, trovano il loro giusto assestamento e si completano. Solo dopo aver riflettuto anche sull’Apocalisse possiamo dire di avere un’idea del piano di Dio dalla creazione al giudizio finale.

 

Nel cap. 1 al v.1a troviamo già il motivo principale per cui vale la pena leggere il  libro dell’Apocalisse; dice infatti: “Rivelazione di Gesù Cristo che Dio gli diede per mostrare ai suoi servi le cose che devono avvenire tra breve….”

Non ci deve scoraggiare il modo letterario in cui è stata scritta[2], ma ci deve attrarre il fatto che sia la “Rivelazione di Gesù Cristo” (più che quella di Giovanni). Noi che siamo cristiani dovremmo almeno provare ad approfondire come meglio possiamo quanto ci rivela il nostro Signore.

 

Tale rivelazione fu data da Dio Padre (“..che Dio gli diede..”). Anche se non capiamo pienamente cosa voglia dire, riusciamo comunque a capire che l’origine viene dal Dio della Bibbia, dall’Eterno, dal nostro Dio; e questo, in un certo qual modo, rafforza l’importanza del contenuto del libro dell’Apocalisse stesso.

 

...per mostrare ai suoi servi le cose che devono avvenire tra breve….

Non siamo forse NOI credenti i destinatari dell’Apocalisse? Lo scopo di questo libro è dunque ricapitolare tutto quanto e MOSTRARE… Ora se le deve rivelare mostrare indicare svelare, vuol dire che secondo il Signore c’è necessità di farlo. Se ignoriamo questa rivelazione, allora il resto della Bibbia già letto in precedenza risulta come un’opera zoppa, incompleta, poco utile. Sarebbe come se una madre si preoccupasse solo del periodo della gestazione e poi non si curasse di partorire.

 

Una distinzione importante: Ho detto prima che siamo noi i destinatari dell’Apocalisse, ma noi chi? Ho aggiunto infatti l’aggettivo “noi credenti”. Quando dice “per mostrare ai suoi servi le cose che devono avvenire tra breve….”, Il riferimento “ai suoi servi” credo si possa intendere principalmente ai cristiani di fede matura, a quelli cioè che hanno già letto seguito le Scritture bibliche, che sono state scritte prima a cominciare dalla Genesi e  che hanno sperimentato la “Nuova nascita” e che amano servire il Signore. Non è che ci sia un obbligo, chiunque ovviamente può leggerla, anche se sa poco o niente del cristianesimo e non ha scelto di seguire il Signore e non si è battezzato. Però, secondo me, per capirla davvero senza fare voli di fantasia o estremismi fondamentalisti o ridurla a miti e leggende o a interpretazioni troppo tradizionaliste, sarebbe meglio se prima avesse già percorso la strada essenziale della fede cristiana, secondo le indicazioni del Vangelo. In fondo ai due di Emmaus Gesù prima si accosta senza farsi conoscere, poi camminando con loro li ascolta e spiega le Scritture, e solo dopo l’accoglienza nella loro casa, mentre si spezzava il pane, Gesù si rivela. Occorre, penso, un cammino progressivo e abbastanza complessivo, in cui il libro dell’Apocalisse/rivelazione da parte di Gesù è collocato alla fine.

 

…le cose che devono avvenire…

Vorrei richiamare l’attenzione sul verbo ”devono”. Non si sta parlando di un optional, di una possibilità “che magari c’è…. ma forse non c’è… tutto sommato è un avvenimento incerto.. chi me lo fa fare mettermi a leggere queste cose simboliche complicate… è poco importante” No! Queste cose “DEVONO” COMUNQUE AVVENIRE. Si compiranno certamente, che tu le conosca o meno. Allora conviene conoscerle; il credente lo sa e ne tiene conto. Il non credente faccia liberamente come gli pare, non credo sia più il tempo di mettersi a convincere chi non vuole.

 

…tra breve…

Anche questa chiarificazione secondo me va approfondita bene. Il giusto senso di prossimità che se ne trae esprime una vicinanza temporale per l’uomo di ogni epoca. Diciamo in modo semplicistico: più si comprende questo termine (tra breve) e più intuiamo l’evolversi dei tempi di Dio. Non dice di rilassarci perché tanto è una cosa lontanissima. Dice “fra breve” e questo riguarda la generazione che va dal primo avvento del Signore (quando si incarnò in Cristo Gesù) a secondo avvento, quando tornerà con i credenti precedentemente rapiti (di cui non si sa esattamente la data). Non per niente si conclude con queste affermazione: “Colui che attesta queste cose[3] dice: «Sì, vengo presto!» Amen! Vieni, Signore Gesù!”

 

Certo c’è da leggere pregare studiare, dedicarci del tempo.. ma quanto tempo dedichiamo a sentire il politico di turno che dice sciocchezze o ai social o alle chat? Non è più importante sentire cosa Gesù Cristo ha da rivelarci per il nostro prossimo futuro?

Non dobbiamo pensare che le Scritture profetiche non abbiamo più niente da dirci oltre quello che tradizionalmente ci hanno insegnato nelle chiese. Negli ultimi anni le interpretazioni degli studiosi sui testi originali, anche scoperti in tempi relativamente recenti,[4] hanno raggiunto una maggiore consapevolezza e attinenza e ci aprono a prospettive nuove. Dobbiamo rispolverare le vecchie istituzioni dogmatiche tradizionali di tanti anni fa, dobbiamo leggere riflettere studiare e pregare e poi ancora riflettere e pregare. Questo è necessario perché fino ad oggi pochi hanno esplorato seriamente ed in modo equilibrato onesto senza preconcetti le profezie bibliche. Magari Nostradamus lo conoscono tutti, ma il ritorno di Gesù il rapimento dei credenti e le piaghe future nel periodo di distretta, lo conoscono e lo accettano in pochi. Questo è testimoniato dal fatto che sta prevalendo nel mondo una falsa predicazione di un “dio-buonista, che ama tutto e tutti, che non giudica più nessuno. Da qui a rigettare tutta la Bibbia il passo è breve. Già alcune confessioni lo fanno, altre lo stanno per fare, dicendo per esempio che tutta la Scrittura è solo un mito, che Satana è solo un simbolo, che i comandamenti non servono più. ecc.

 

All’ingannatore (Satana diavolo Lucifero, chiamatelo come volete) fa comodo l’ignoranza delle anime; e si è servito anche di grandi chiese per impedire la lettura della Bibbia nelle case. Oggi non potendo impedirlo cerca di minimizzarne il contenuto in vari modi. Ma l’ignoranza si combatte con la conoscenza l’ascolto lo studio la lettura proprio di quella Bibbia che Dio ci ha trasmesso per il nostro bene.

 

Se a Daniele, uomo molto amato da Dio, fu detto di sigillare per un attimo le rivelazioni del libro, è anche vero che Dio vuole che la Scrittura venga letta studiata approfondita perché vuole rivelarcela sempre più al maturare dei tempi, per prepararci: «Tu, Daniele, tieni nascoste queste parole e sigilla il libro sino al tempo della fine. Molti lo studieranno con cura e la conoscenza aumenterà».(Daniele 12:4)

 

Certo occorre cautela discernimento e studio come abbiamo ripetutamente detto, ma se frequentiamo delle chiese abbiamo degli anziani, dei pastori, dei dottori, degli apostoli, dei responsabili… allora insistiamo affinché vengano istituiti studi settimanali in cui qualcuno stimato e di provata fede venga a spiegarci il libero, affinché non rimanga solo un complicato studio per “gli addetti ai lavori”.

E’ facile che ci siano ancora dei punti non del tutto chiari oppure che si presentino interpretazioni diverse, ma questo può anche essere voluto da Dio affinché in mezzo alla prova della confusione globale, solo la fede pura possa passare. La fede pura significa ricorrere non tanto ai sapienti tra gli uomini ma allo Spirito Santo. Per cui anche le diversità interpretative io le vedo come un motivo in più per affrontarle, pregando e meditando.

Ricordiamoci che il ritorno di Gesù è prossimo e se non ci avviciniamo adesso allo studio degli ultimi tempi quando lo faremo?

 

Chi poi non frequenta chiese ma è sospinto dal sano desiderio di conoscere  la Scrittura può informarsi lo stesso, anzi meglio, visto che non è condizionato da nessuno. Può cominciare a farsi delle domande, comprare testi seri, esaminare materiale diverso, poi in preghiera porre in continuazione le domande davanti al Signore, poi ascoltare meditare e formarsi nella coscienza i suoi convincimenti di fede. Non credo che lo Spirito Santo se ne resterà inerte se noi Lo ascoltiamo umilmente con tutto il nostro cuore.

 

Ultima  raccomandazione: in questo cammino di approfondimento non ci fermiamo a fare inutili polemiche e questioni teologico-dottrinali:

 

1 Tim 6:20 O Timoteo, custodisci il deposito; evita i discorsi vuoti e profani e le obiezioni di quella che falsamente si chiama scienza;[5] 21 alcuni di quelli che la professano si sono allontanati dalla fede. La grazia sia con voi.

 

(continua)

 

 

 

 

 

 

 

 


 

[1] Purtroppo, fuori dal canone biblico ebraico (AT) ed  evangelico (AT + NT), altre confessioni introducono nelle loro bibbie, oltre ai normali 66 libri canonici, altri libri ritenuti non ispirati mescolandoli con gli altri. Questi libri aggiunti –che noi non prenderemo in considerazione- vengono chiamati DEUTEROCANONICI e  sono i seguenti:

1- Tobia;

2 - Giuditta;

 3- Sapienza (di Salomone) [“Il Libro della Sapienza o Sapienza di Salomone o semplicemente Sapienza (greco Σοφία Σαλωμῶνος, Sofía Salōmõnos, "sapienza di Salomone"; latinoSapientia) è un testo contenuto nella Bibbia cristiana (Settanta e Vulgata) ma non accolto nella Bibbia ebraica (Tanakh). Come gli altri libri deuterocanonici è considerato ispirato nella tradizione cattolica e ortodossa, mentre la tradizione protestante lo considera apocrifo.” (wikipedia)]

4- Ecclesiastico o Siracide (o Sapienza di Gesù figlio di Sirac) [da non confondere con Ecclesiaste o Qoelet che invece è canonico];

5 - Baruc;

6 - Epistola di Geremia (inclusa sovente alla fine di Baruc);

7 - Aggiunte al libro di Ester (il "sogno di Mardocheo");

8,9,10 - Tre aggiunte al libro di Daniele ("il cantico dei tre giovani", "Susanna e i vecchi", "Bel e il dragone");

11,12 - I libri 1 Maccabei e 2 Maccabei.

 

[2] «L’unicità dell’ultimo libro della Bibbia è evidente fin dal suo incipit: Rivelazioneo, nell’originale, Apokalupsis. Da questo vocabolo (il cui significato e svelamento o scoprimento) deriva il termine apocalittica”, con cui si definisce un genere letterario che, nellA.T., contraddistingue il libro di Daniele, Ezechiele e Zaccaria, ma presente, nel N.T., solamente qui. Nell’Apocalisse sono riportate visioni profetiche del futuro mediante l’uso di simbolismi, figure e altri espedienti letterari.» (“Il Comment. Bibl. Del Discepolo” W. MacDonald)

[3] Colui che attesta il contenuto dell’Apocalisse è lo stesso che ispirò la rivelazione a Giovanni all’inizio del primo versetto, cioè Gesù Cristo.

[4] Ad esempio la raccolta dei manoscritti di Qumran è stata rinvenuta tra il 1947 ed il 1956.

[5] “La falsa dottrina, qualsiasi menzogna spacciata per verità (MacArthur)

 

 

 

 

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