SCHEMA PROFETICO DI QUELLO CHE SUCCEDE AL POPOLO DI DIO DA ABRAMO AL RAPIMENTO

di Renzo Ronca – 24-5-19 - [versione integrale PDF ]

 

 

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POPOLO DI DIO: Prima di Cristo il “popolo di Dio” era solo Israele. Dopo la predicazione apostolica, soprattutto di Paolo di Tarso, è stato innestato sul tronco di Israele anche il ramo dei non giudei, convertiti per fede, tra i quali siamo anche noi.[1] C’è da aggiungere che non sappiamo con certezza i confini del popolo che il Signore accoglierà. E’ probabile che ci saranno molte sorprese tra chi pensavamo avesse più diritto di altri e chi invece eravamo sicuri che fosse escluso. Lo schema che ho riportato è sintetico, grezzo e discutibile, tanto per orizzontarci, ma dobbiamo lasciare aperta, ovviamente, ogni possibilità alla grazia e alla scelta di Dio verso tutti, perché l’Eterno sa leggere i cuori di ogni essere umano e sa valutare la rispondenza tra cuore e coscienza.

 

1) Abramo – Guardiamo lo schema in figura, a partire da sinistra in basso, nei punti numerasti da 1 in poi, numero per numero, cominciando dal n.1. Dio chiama Abramo (freccia blu dall’alto verso il basso) e gli dice di partire perché ha un progetto, e da lui si svilupperà un grande popolo. Abramo ripone fiducia nell’Eterno e lasciando la certezza del suo presente si incammina per una strada incerta che non conosce. Da Abramo inizia la formazione di quello che non era nemmeno un popolo ma lo diventerà.

Nello schema, il cammino del popolo di Dio è indicato con la direzione verso destra, che si solleva in modo obliquo al di sopra di un tratteggiato blu. Sotto il tratteggiato ci sono i non credenti e in questa linea obliqua a 45 gradi c’è il progressivo “innalzamento” di quelli che rispondono alla chiamata del Signore.

Questa “prova di fede” di Abramo è per certi versi molto simile alla prova di ciascuno di noi quando, ad un certo momento della ns vita, ci troviamo a decidere se credere/seguire Dio oppure no. In caso affermativo ci immettiamo anche noi in un cammino che progressivamente si eleva.

 

2) Mose’ – Legge – Tra gli interventi dell’Eterno verso il Suo popolo vediamo la liberazione e la Legge. La liberazione, ad opera di Mosè che agisce con la guida e la potenza di Dio, prefigura e prepara il primo avvento del Messia, Gesù. La Legge che Dio ha trasmesso non a caso sintetizzandola in forma scritta, a noi può sembrare scontata, ma siamo in una epoca in cui ciascuno era legge a se stesso e faceva quello che gli pareva; Dio che è “Dio di ordine e di pace”, dopo la libertà trasmette delle regole, una legge per mantenere ordine nella libertà. La libertà infatti, se non è protetta da una giusta legge, significa solo confusione corruzione e ingiustizia, perché tutto questo è presente nell’uomo. Ce ne accorgiamo subito nel vedere quello che succede oggi nelle nazioni al progressivo allontanarci da Dio. Eppure l’Eterno ha sempre cercato di rivelarsi all’uomo e si spiegargli il suo disegno.[2]

 

3) Incarnazione Gesù Cristo – La parte della Bibbia che chiamiamo Antico Testamento aveva sufficientemente preparato gli studiosi all’accoglienza del Messia che in effetti lo aspettavano. Tuttavia non avevano capito bene le profezie. Il Messia infatti secondo quanto abbiamo appreso dalle Scritture si sarebbe manifestato in due eventi separati: il primo come uomo umile ed ubbidiente al Padre per assolvere la missione di salvezza (la legge non poteva salvare) con l’offerta di Sé sulla croce; la seconda quando sarebbe tornato per governare (millennio).

 

4) Resurrezione di Gesù Cristo – E’ la dimostrazione della vittoria del Cristo sulla condanna a morte del genere umano (per il peccato iniziale di Adamo ed Eva, che la Legge non poteva cancellare) e sul potere di Satana che si era instaurato su questa condanna. Ancora oggi la resurrezione di Cristo non è accettata da molti. La resurrezione di Gesù indica profeticamente la resurrezione futura di chi avrà creduto in Lui; il Suo salire al cielo dopo le resurrezione indica inoltre il nostro salire quando sarà il momento (rapimento).

 

5) Discesa dello Spirito Santo – Gesù non lascia solo il suo piccolo gregge, la chiesa dei pochi giudei appena formata. Il dono dello Spirito Santo è la presenza divina verso credenti, non più limitata dagli impedimenti fisici, ma disponibile in molte forme per ogni anima che si fosse battezzata. Per i meriti di Cristo (croce), attraverso lo Spirito Santo, siamo in quel “periodo di grazia” in cui possiamo entrare in questa salvezza in modo relativamente facile, manifestando la nostra fede in Lui, ed avere così l’accesso alla vita eterna (completamento del progetto divino per l’uomo). Ma non sarà più così facile convertirsi per chi rimarrà sulla terra dopo il rapimento, quando lo Spirito Santo sarà ritirato.

 

6) Continuità di una parte di Israele – Dopo la morte di Gesù la Sua resurrezione e la discesa dello Spirito Santo, la piccola Chiesa nascente non si fermò, ma continuò la sua opera con grande potenza. E’ molto importante ricordare che questa Chiesa fondata da Gesù Cristo (che era giudeo) era composta da giudei. In Israele vi erano diverse scuole di pensiero religioso e dunque diverse correnti. Quella di Gesù potremmo definirla una corrente giudaica dottrinale pacifista. Secondo la linea che abbiamo accolto, il primo cristianesimo non fu altro che la “normale” continuazione del giudaismo illuminato. In pratica, dal nostro punto di vista, il “cristianesimo” era sempre lo stesso popolo giudaico prescelto da Dio che si perfezionava con gli insegnamenti di Cristo, secondo le profezie dell’Eterno, continuando il suo cammino di prima.

 

7) Indurimento di Israele – La non accettazione del Rabbì Gesù, nei primi tempi dopo la sua morte, era rappresentata principalmente delle classi giudaiche dominanti, le quali con una ambigua accettazione del potere romano potevano mantenere certi loro privilegi. Il popolo in gran parte aveva accolto Gesù.[3] In seguito, come vedremo tra poco, l’atteggiamento delle chiese cristiane occidentali non aiutò certo tale continuità nella popolazione. Comunque una parte dei giudei non volle accettare Gesù come il Messia atteso, e fu ferocemente ostile verso chi seguiva gli insegnamenti di Gesù portati avanti dai primi apostoli. Abbiamo disegnato nello schema questa parte di Israele con una freccetta verso il basso al di sotto della linea che sale a 45 gradi. Potremmo definirla come la parte “apostata” di Israele (oggi divenuta la stragrande maggioranza) che l’Eterno ha momentaneamente rigettato. Secondo le profezie però questa grande popolazione è sempre nel cuore dell’Eterno che, per amore del Suo nome e delle Sue promesse, non la rigetterà per sempre; essa è come in “pausa”; avrà la possibilità di convertirsi al secondo avvento di Gesù, quando, tornando per governare la terra, sarà da loro riconosciuto come Messia, pentendosi della loro durezza di cuore.

 

8) Predicazione di Paolo ai non giudei – Saulo di Tarso, cioè l’apostolo Paolo, era stato prescelto dal Risorto come evangelista ed insegnante per i non giudei. Di fronte alla durezza di molti giudei, reagì lasciandoli e dedicandosi ai non giudei. Per le rivelazioni che ricevette direttamente dal Signore, con la sua cultura, la sua preparazione biblica (era un fariseo della scola di Gamaliele molto rigida nell’osservanza della Legge), divenne il primo teologo del Nuovo Testamento. Potremmo dire che i suoi insegnamenti hanno formato la dottrina delle nostre chiese cristiane. Molti punti da lui trattati sono difficili da interpretare ancora oggi. Ad ogni modo per mezzo di lui si realizzò l’apertura verso i non giudei in modo da inserire anche loro tra il popolo di Dio.

 

9) Prima chiesa – Abbiamo così due tipologie  della stessa chiesa di Gesù: i giudei di Israele convertiti da una parte, e i non-giudei convertiti, residenti in varie parti del mondo, dall’altra. In linea di massima avevano tutti la stessa fede in Cristo Gesù, ma nella dottrina vi erano delle differenze marginali: i primi (giudei di Israele convertiti a Cristo) seguivano la Legge in maniera più letterale; i secondi (non giudei convertiti a Cristo) mettevano l’accento sulla salvezza per fede, tralasciando certi aspetti legalistici. Il contrasto tra gli insegnamenti “nuovi” di Paolo e quelli “tradizionali” degli apostoli fu affrontato in una grande riunione: gli apostoli ed anziani di Gerusalemme con la volontà dello Spirito Santo, decisero di non imporre alle chiese paoliniche dei “gentili” l’obbligo dell’osservanza letterale di alcuni aspetti della legge (Atti 15:28). Dunque se pure con certe differenze, la Chiesa rimaneva unita. Essa era allora composta dai “giudei messianici” (la parte cristiana dei giudei di Israele, più tradizionalista) e non giudei convertiti agli insegnamenti di Cristo (la parte cristiana più centrata sulla grazia). Ancora oggi, dal nostro punto di vista cristiano, il popolo di Dio è così suddiviso.

 

9a) Islam, musulmani  - Da quelle poche fonti che ho trovato in internet [3a]  e che non si sa quanto siano vere, sembra che la religione Musulmana sia nata circa sei secoli dopo Cristo, fondata da Maometto, il quale prima di iniziare la predicazione, ebbe molti contatti sia col cristianesimo che con l'ebraismo, da cui assorbì molto. Secondo una tradizione islamica, egli stesso era un ḥanīf e un discendente di Ismaele, figlio di Abramo [3b]. La storicità di questo gruppo è comunque discussa fra gli studiosi. "[...] Maometto dapprima credette che la sua religione fosse semplicemente quella già predicata da altri profeti: Mosè, Gesù ecc...e che la legge dei giudei e il vangelo fossero le scritture più importanti ispirate da Dio [...]" [3c]. In seguito personalizzò una religione autonoma, che per certi versi potrebbe essere un tentativo di sincretismo religioso tra le prime due. Il fatto comunque che i musulmani considerino Gesù solo come un profeta, ci porta a disegnare nello schema una freccetta verso il basso. Si tratterebbe dunque di una religione che, pur partita dalla stessa radice del popolo di Dio come lo intendiamo noi da Abramo in poi, si allontana poi in una elaborazione diversa.

 

10) Apostasia attuale di molte chiese cristiane – Se l’indurimento di una gran parte di Israele lo pose momentaneamente fuori dal percorso ideale del polo di Dio (vedi punto 7 precedente), non possiamo certo dire che le chiese cristiane si siano comportate bene. Ben presto infatti usarono male la loro libertà e, in autonomie sospinte dalla ricerca del potere, ritornarono a mescolare elementi idolatrici alla fede cristiana originale. Questa promiscuità, che si evidenziò presto soprattutto nella Chiesa Cattolica (che arrivò persino a modificare il decalogo[4]), diede l’avvio ad un processo continuo di apostasia molto ampio, che col passare dei secoli si è esteso provocando tante scissioni e continue riforme.

 

11) Rimanente – Vi sono nella Scrittura frasi che dovrebbero essere prese più sul serio; vi è ad esempio un’amara considerazione/rivelazione da parte di Gesù che dice: “…Ma quando il Figlio dell'uomo verrà, troverà la fede sulla terra?”[5] (Luca 18:8).

Attualmente solo una piccola minoranza di cristiani (indipendentemente dalle chiese) e una piccola parte di giudei messianici, sembra mantenere le basi della fede cristiana come era all’inizio (vedi punto 9).

 

12) Rapimento – E’ il momento tanto atteso dove il Signore verrà incontro nel cielo ai credenti che verranno rapiti come accadde ad Enoc o a Elia. Purtroppo anche su questo punto i cristiani si dividono: chi accetta questo evento del rapimento si divide ulteriormente nella ricerca di una collocazione temporale prima, dopo o durante il “periodo di distretta” (periodo che secondo le Scritture precede il ritorno del Signore sulla terra per governare nel “millennio”). Noi crediamo fermamente alla promesse bibliche e lo aspettiamo con grande desiderio. Secondo noi tale rapimento avverrà in un momento imprecisato, all’improvviso, prima del ritorno vero e proprio di Gesù sulla terra. Egli infatti tornerà per governare sulla terra con la Chiesa fedele (rimanente del punto 11 precedente) che aveva precedentemente rapito. Questo non vuol dire che attualmente saremo esenti dalle tribolazioni, infatti il loro arrivo è progressivo e veloce ed iniziando “dalla casa di Dio”, già lo avvertiamo nelle chiese ed in noi stessi.

Speriamo solo che in attesa di questo rapimento lo Spirito Santo ci dia la forza di restare fedeli nonostante le difficoltà che incontreremo.

 

Nello schema non abbiamo inserito gli eventi dopo il rapimento, che pur avendo già accennato più volte,[6] riprenderemo se mai in un’altra occasione.

 

 

 

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[1]

Vedi “LA "POTATURA DEI CREDENTI OGGI" - parte 2” e seguenti, in http://www.ilritorno.it/ULTIMI-TEMPI/147_potatura_credenti-2.htm

 

[3]

 R. Sargentini “Il Figlio di Israele” – Ed. Perciballi

 

[3a]

Vedi allegato con le fonti tratte da internet

 

[3b]

Louis Jacobs (1995), p. 272;  Turner (2005), p. 16.

 

[3c]

da: http://www.islamla.com

 

[4]

Può essere d’aiuto il nostro libricino: “AVVICINIAMOCI AI COMANDAMENTI BIBLICI IN MODO RAGIONATO(PDF 203 pagine)

 

[5]

“A significare che quando il Signore tornerà, la vera fede sarà quasi scomparsa, come ai giorni di Noè, quando solo otto anime furono salvate. Il periodo che precederà il suo ritorno sarà segnato dalla persecuzione, dall’apostasia e dall’incredulità.” (MacArthur).