Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

LA "POTATURA DEI CREDENTI OGGI" - parte 2 - di Renzo Ronca - 24-9-17

 

 

Nel vedere il terribile stato della Chiesa di Gesù come si presenta oggi, abbiamo pensato la volta scorsa ad un albero d’ulivo inselvatichito pieno di rami inutili che non fruttifica, DA POTARE in maniera radicale, subito (1). Abbiamo identificato questi rami inutili nel denominazionalismo (2), dogmatismo (3), “buonismo” (4) e in generale nella apostasia prevista dalle profezie bibliche (5). Parliamo adesso di come è avvenuta e come potrebbe continuare oggi  qs “potatura” da parte del Signore verso il Suo popolo.

 

Cominciamo dal “popolo eletto”, Israele, ovvero quello che avrebbe dovuto essere il modello per tutti noi. La Bibbia è stata scritta riferendosi a quel popolo con quella lingua cultura mentalità, con quella storia e quei personaggi, e di tutto questo non possiamo non tenere conto.

Nella Scrittura questo popolo viene rassomigliato a diversi simboli, tra cui l’ulivo:

«Ulivo verde, maestoso, era il nome che il Signore ti aveva imposto» (Ger 11,16)

«Metterà radici come un albero del Libano, si spanderanno i suoi germogli e avrà la bellezza dell'olivo e la fragranza del Libano» (Os 14,6a-7)

«Ma io, come olivo verdeggiante nella casa di Dio, confido nella fedeltà di Dio in eterno e per sempre» (Sal 52,10)

IN qs scritto terremo presente questo simbolo e soprattutto Romani cap 10 e 11, dove l’apostolo Paolo parla dell’olivastro selvatico e dell’ulivo buono. 

 

Cerchiamo di comprendere un concetto: Dio, come farebbe un padre con un bambino piccolo, ha sempre educato/corretto il Suo popolo allontanando/punendo chi commetteva abominazioni idolatrie o peccati gravi e benedicendo invece chi si pentiva o rimaneva fedele al patto. Patto di mutua fedeltà tra Dio e l’uomo, che iniziò con Abramo, fu consegnato a Mosè sul monte Sinai nella sintesi dei dieci comandamenti e fu poi completato in Cristo.

Ora l’Eterno ha sempre mantenuto il Suo impegno, ma l’uomo no; basta vedere come oggi sono dimenticati i dieci comandamenti (la salvezza per grazia non ci esime dall’osservarli; anzi la fede a qs patto scritto nei ns cuori ci spinge ad amarli). Queste “potature” non sono state solo rimproveri leggeri, ma punizioni anche pesanti. A volte infatti l’uomo si è così allontanato da Dio e si è così corrotto da rischiare la distruzione; come al tempo di Noè (dove i rimanenti furono solo otto -1 Pt 3:20), o Sodoma e Gomorra (dove si salvò solo la famiglia di Lot, ma senza la moglie che aveva dei rimpianti e senza i generi che lo deridevano), o la punizione a tutta la prima generazione degli Israeliti liberati dall’Egitto, la quale per la sua sfiducia e ribellione non poté vedere la terra promessa, salvo Giosuè e Caleb.  Possiamo dire insomma che l’ulivo-popolo-di-Dio-Israele fu già attentamente curato e “potato” da Dio affinché crescesse sano e forte (vedi fig.1). L’elezione e la missione di qs popolo giudaico difatti serviva a mostrare al mondo un modello, e richiedeva molto da loro perché loro stessi dovevano essere un modello, anche nel loro comportamento. Ma come sappiamo non andò così. Loro che dovevano essere i primi a riconoscere il Messia, non l’hanno riconosciuto ed hanno rigettato Gesù.  Anzi gli stessi capi religiosi, i Sommi sacerdoti Anna e suo genero Caiafa, fecero di tutto per farlo uccidere pensando di fare una cosa buona proprio davanti a Dio. Fu per questo che il progetto dell’albero di ulivo-Israele-modello fu accantonato dall’Eterno, o come diremmo oggi: messo in “stand by” (cioè in “pausa”). Israele infatti non è stato ripudiato (Rom 11:1a), perché Dio è fedele alla Sua parola e darà a qs popolo l’occasione di redimersi e tornare in futuro ad essere un riferimento per il mondo, ma questo succederà quando Gesù tornerà come Re per instaurare Egli stesso un regno millennario e sarà riconosciuto dalla maggior parte Giudei con grande commozione. Solo con questo ravvedimento Israele potrà tornare ad essere quello che era. Attualmente comunque resta il fatto che i rami di questo albero, che non hanno saputo/voluto riconoscere il Cristo, sono stati tagliati.

 

Nella fig 2 possiamo vedere il tronco dell’ulivo da cui sono stati tagliati tutti i rami, salvo un piccolo ramoscello. Il tronco rappresenta il patto di Dio col Suo popolo. Il ramoscello lasciato crescere simboleggia il piccolo “rimanente” di giudei che invece hanno riconosciuto e accolto Gesù come Messia. Anche al tempo presente qs rimanente giudaico esiste e grossomodo si identifica con quei fratelli che chiamiamo “Giudei Messianici”.

L’Eterno nel corso delle vicende bibliche ci ha mostrato diverse volte l’importanza di questo Suo lasciare sempre un rimanente: Isaia 1:9: “Se il Signore degli eserciti non ci avesse lasciato un piccolo residuo, saremmo come Sodoma, somiglieremmo a Gomorra.”

E’ un residuo forte integro che resisterà nei tempi: Sofonia 3:13: “Il resto d’Israele non commetterà azioni malvagie, non dirà menzogne, e non si troverà più un linguaggio ingannatore sulle sue labbra perché essi pascoleranno, si coricheranno, e non vi sarà più nessuno che li spaventi.” Sarà un piccolo rimanente ma fedele: Romani 9:27: “Quand’anche il numero dei figli d’Israele fosse come la sabbia del mare, solo il resto sarà salvato.” Esso sarà di conforto e sostegno per chi passerà prove difficili, come lo fu per Elia: Romani 11:4 «Mi sono riservato settemila uomini che non hanno piegato il ginocchio davanti a Baal».

 

Dopo il primo avvento di Gesù, non solo l’Eterno ha stroncato i rami di Israele che si era indurito, ma si è rivolto a noi non-giudei, concedendo a quanti l’avessero accolto in Cristo, la grazia di poter essere innestati nello stesso tronco del patto di Dio con Israele.

 

Nella fig.3 vediamo il tronco del patto di Dio con Israele con il piccolo rimanente (a dx) su cui viene innestato un ramoscello nuovo (a sin) che crescerà insieme al piccolo rimanente giudaico. Siamo noi quel piccolo ramoscello aggiunto. Quello che doveva fare il “popolo eletto” diffondere insegnare il timor di Dio, lo ha fatto Dio stesso con la guida dello Spirito Santo effuso sulla Chiesa dopo la resurrezione di Cristo; vale a dire dopo aver  mostrato Se stesso in Cristo come modello per l’uomo, ha aperto la salvezza per grazia per mezzo della fede a CHIUNQUE in Lui voglia credere ed assomigliare. Insomma con la predicazione a tutte le persone di tutti i popoli ha dato la possibilità, a chiunque avesse creduto, di diventare parte del popolo di Dio e di poter accedere alla stessa sua eredità, come veri figli di Dio, affrancati per i meriti di Cristo. Lode a Dio!

Certo la fratellanza non è facile tra queste due piantine che crescono. Per gli Ebrei, noi che non siamo Giudei di nascita resteremo sempre degli intrusi che “osano” aprire la Bibbia e interpretarla e parlarne come fanno loro.

Del resto per noi cristiani, loro saranno sempre “quelli che hanno messo in croce Gesù”  “Sappia dunque con certezza tutta la casa d'Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso” (Atti 2:36; anche atti 4:10).

Tuttavia per fortuna non sono gli uomini a garantire il loro futuro, ma solo l’amore nella Parola di Dio che sussiste in eterno. Per questo non ci fidiamo né di loro né di noi stessi, ma solo del Piano di Dio che è stato rivelato nelle profezie bibliche. La fedeltà a Dio infatti non si vede solo dall’osservanza dei comandamenti (come i Giudei facevano fin troppo idealizzandoli) -fedeltà e comandamenti che comunque rimangono sempre anche per noi- ; ma si vede anche dall’ascolto delle profezie rivelate. Ora in qs profezie vi è la testimonianza di Gesù che andava riconosciuto e che ora va ascoltato in tutto ciò che ha profetizzato: Apoc. 12:17 “Allora il dragone s'infuriò contro la donna e andò a far guerra a quelli che restano della discendenza di lei che osservano i comandamenti di Dio e custodiscono la testimonianza di Gesù”.

Apoc 19:9-10 “E l'angelo mi disse: «Scrivi: "Beati quelli che sono invitati alla cena delle nozze dell'Agnello"». Poi aggiunse: «Queste sono le parole veritiere di Dio». 10 Io mi prostrai ai suoi piedi per adorarlo. Ma egli mi disse: «Guàrdati dal farlo. Io sono un servo come te e come i tuoi fratelli che custodiscono la testimonianza di Gesù: adora Dio! Perché la testimonianza di Gesù è lo spirito della profezia»”.

Noi dobbiamo ricavare la verità sul nostro futuro non da filosofie affascinanti o da ipotesi disordinate, ma da quanto si può apprendere dallo studio Biblico, intendendo per Bibbia l’insieme dell’AT e degli insegnamenti di Cristo nel NT:

2 Pietro 1:19,20: “Abbiamo inoltre la parola profetica più salda: farete bene a prestarle attenzione, come a una lampada splendente in luogo oscuro, fino a quando spunti il giorno e la stella mattutina sorga nei vostri cuori. Sappiate prima di tutto questo: che nessuna profezia della Scrittura proviene da un’ interpretazione personale.”

 (continua)

 

 

 

 NOTE

 (1) L’urgenza della “potatura” è data dalla considerazione (almeno da parte nostra), di essere molto vicini al rapimento dei credenti ed al ritorno del Signore.

(2) Denominazionalismo: Già l’apostolo Paolo individuò questa pericolosa tendenza (1 Co 1:10-13), che si ha quando la Chiesa si frantuma in tantissime denominazioni. Quando sussiste orgoglio ed eccessiva autonomia,  invece di avere un corpo con tante membra (1 Cor 12:12 e segg.),  si corre il rischio di formare tante piccole “sètte” in contrasto tra loro.  Questo fenomeno è presente soprattutto in ambiente evangelico.

(3) Dogmatismo: vale a dire quando certe “verità” dottrinali, spesso non bibliche, vengono imposte dal vertice ecclesiastico senza possibilità alcuna di obiezione. Questa modalità è presente in ambiente cattolico.

(4) “Buonismo”: identifichiamo con qs termine quella mentalità superficiale diffusissima secondo la quale Dio esiste però perdona tutto; dove per essere salvati non occorre più nessun ravvedimento, dove  basta il “volemose bene” senza tener conto del Suo piano biblico di salvezza che comporta un giudizio sulla base della maturità della fede e sul nostro comportamento conseguente.

(5) Apostasia: E’ uno dei segni degli ultimi tempi prima del ritorno di Gesù (2Tessalonicesi 2:3; 1Timoteo 4:1). Si realizza quando alcune chiese (cattoliche, protestanti o ortodosse) vanno incontro al regno del mondo e non al regno di Dio, accogliendo spiriti seduttori come il potere, la politica, l’amore per il denaro, la corruzione, l’ingiustizia, ecc.

 

 

 

 

 

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