Bollettino libero cristiano evangelico  della "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

AMORE VERSO DIO E AMORE VERSO IL PROSSIMO: DUE SENTIMENTI STRETTAMENTE LEGATI PER CAPIRE I TEMPI ODIERNI

di Renzo Ronca - 8-9-15- h.19 - (livello 3 su 5)

 

 

 

Gesù gli disse: «"Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente". 38 Questo è il grande e il primo comandamento. 39 Il secondo, simile a questo, è: "Ama il tuo prossimo come te stesso". 40 Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti» (Matt 22:37-40)

 

L’amore per il prossimo attualmente, per via della recente campagna a favore dei profughi, è molto evidenziato dalle televisioni, da internet, dai giornali… Tuttavia per chi segue da tempo come va il mondo, è facile cogliere un improvviso eccesso di “buonismo” dettato da una campagna emotiva molto efficace. Sono spinte buone in senso lato, ma che nella pratica, soprattutto nel nostro Paese dove l’assistenza sociale è quasi inesistente, tali impulsi risultano istintivi e male organizzati, col rischio di creare confusione e rischi per le persone più sensibili  (vedi anche il ns FENOMENO “ACCOGLIENZA PROFUGHI”: L’EMOTIVITA’ E’ SEMPRE PERICOLOSA!).

 

Se osserviamo le parole di Gesù in Matt. 22:37-40 vediamo che non solo c’è un equilibrio tra amore verso Dio ed amore verso il prossimo, ma c’è anche un ordinamento preciso: PRIMA  viene l’amore verso Dio, POI c’è l’amore verso il prossimo. Attenzione! Questo non significa certo che dobbiamo amare di meno il prossimo, ma piuttosto che il giusto amore verso il prossimo, se non è alimentato e indirizzato da un intenso amore verso Dio, non sarà mai equilibrato.

 

L’amore verso il prossimo non è dato da impulsi momentanei (storicamente sono molto preoccupanti questi improvvisi cambi di rotta da un estremo all’altro) ma da uno stato di integrità che rimane stabile nel tempo, indipendentemente da come pensa la maggioranza. (1)

 

Ma come fa un sentimento a rimanere stabile? Sembra una contraddizione se diamo alla parola “sentimento” un legame col solo “sentire” inteso come percezione nei sensi umani; ma il significato forse più pieno della parola “sentimento” si rispecchia di più nella parola “coscienza”. La matura coscienza di sé permette coerenza e stabilità.

 

Ma perché la matura coscienza di sé permette coerenza e stabilità? Il motivo per noi cristiani è semplice: perché la coscienza, come abbiamo detto altrove, è la risultante dell’amore di Dio e del nostro ’”io”. Dio ci ama; noi se lo accogliamo lo amiamo in risposta al Suo amore; il prodotto di questo incontro d’amore è uno stato di consapevolezza, sapienza, e coerenza che possiamo chiamare “coscienza”.

Coscienza di noi stessi significa sapere di vivere in uno spazio preciso negli eventi dell’uomo sulla terra fino al ritorno di Gesù Cristo. In altri termini conoscere gli eventi dell’uomo significa avere la precisa consapevolezza di essere bene inseriti nelle fasi storiche che preparano il ritorno di Gesù.

 

L’uomo senza memoria di Dio e delle Sue Parole non sa perché avvengono gli eventi che stanno avvenendo. L’uomo che ha coscienza cristiana sa che ci sono cose che debbono avvenire prima del ritorno di Gesù.

Gli uomini delle nazioni moderne razionali e progredite come quelle Europee, che si vedono piombare addosso milioni di persone in fuga, possono avere reazioni diverse, scomposte, persino opposte tra loro (vedi differenza tra Europa dell’Est ed Europa dell’Ovest), ma gli “uomini di  Dio” di queste stesse nazioni hanno “coscienza”; essi non sono scomposti, non sono impulsivi, sono accoglienti ma anche vigilanti; perché il loro sguardo non è solo su un presente angosciante, ma soprattutto sul piano di Dio nella sua interezza, che va oltre questo evento e ad altri eventi che avverranno presto.

 

Solo chi ama Dio prima di tutto (anche prima dell’uomo stesso) può comprendere il piano d’amore che Dio ha preparato per noi; piano in cui si svolgono purtroppo anche eventi drammatici.

 

Accettare la Parola di Dio non è una frase banale, se scriviamo maiuscola “Parola” è perché in essa c’è Dio stesso, Il Quale come agente attivo continua la creazione e la sistemazione definitiva dell’universo. La Parola di Dio è una Parola-Progetto dove l’uomo salvato (cioè che ha creduto accolto e OSSERVATO le parole di Dio) troverà finalmente il completamento della sua evoluzione terrena e spirituale.

 

Questo esodo di milioni di persone che sta avvenendo non è improvviso; ha colto all’improvviso le nazioni e alcune chiese addormentate, ma non è stato affatto improvviso per il credente che vigilava.

 

Continuiamo a vigilare con la Bibbia vicina, chiedendo sempre spiegazioni allo Spirito Santo sulle parole che Lui ha ispirato nella Bibbia quando parlava degli ultimi tempi.

 

Anche se gli studiosi non sono tutti concordi (e quando mai le chiese cristiane lo sono?) vorremmo evidenziare la riflessione sulle “piaghe” descritte in Apocalisse (Le piaghe di Apocalisse).

Senza tuffarci nell’identificazione letterale degli avvenimenti descritti dalle “piaghe”, forse un avvicinamento alla comprensione dei tempi che le precedono può trovarsi in:  

LE "DOGLIE" PRIMA DEL RITORNO DI GESU': gli avvenimenti prima delle piaghe apocalittiche sono già in atto in crescita esponenziale (http://www.ilritorno.it/ULTIMI-TEMPI/schema%20doglie%20prima%20delle%20piaghe.htm)

 

Ora questo esodo di tante popolazioni in Europa non va letto come una condanna inflitta da Dio perché così Gli è parso -Dio non è ingiusto- ma come la conseguenza di un egoismo precedente dell’uomo sull’uomo. Sono proprio le nostre nazioni occidentali più ricche e (pre)potenti che hanno causato povertà e guerre nel terzo mondo. Luoghi dove spesso molte popolazioni già erano l’uno contro l’altro. Alcune delle nostre nazioni hanno acutizzato per propri interessi queste guerre. Questo esodo è la conseguenza della mancanza dell’amore verso Dio e dell’amore verso il prossimo. L’improvviso attacco di “buonismo ovest-europeo” attuale è positivo ma tardivo e disordinato, perché ancora non tiene conto delle Parole di Dio e del Suo piano di salvezza.  Forse sarebbe più giusto considerarlo un “amore sociale di circostanza” (parlo dei governanti che hanno invertito la rotta aprendosi all’accoglienza) dove l’interesse per i consensi conta molto più della coscienza.

 

Lo studio e l’ascolto della Parola di Dio ci mostra uno scenario in cui quanto accade oggi è solo uno degli scenari che si presenteranno sempre più rapidi e globali. Già adesso “per la pace nel mondo” alcune nazioni partono con i loro Jet a bombardare un territorio già pieno di sfacelo. Non se questo sia giusto o meno senza un’opera di restaurazione economica, di protezione e sviluppo dei paesi più poveri, tuttavia dalle Scritture si sa già che un giorno “per la pace nel mondo” partiranno tutti a portare la guerra, e a capo di tutti ci sarà forse l’anticristo travestito da agnello.

 

Sempre dalle Scritture il cristiano sa di non dover avere paura perché le promesse di Gesù si realizzeranno tutte e la più importante è quella che Lui coi Suoi angeli verrà a rapire i credenti prima di quel terribile momento.

 

Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi (Giov 14:3)

 

 

 

 

 

 

NOTE

(1) L’amore verso il prossimo di cui parla il Signore è ben spiegato dalla parabola del buon samaritano  (i Giudei consideravano i Samaritani degli estranei e li disprezzavano); infatti al giudeo a terra ferito non fece del bene il giudeo-sacerdote né il giudeo-levita, ma solo l’estraneo-samaritano. Non è che tutti i Samaritani si sarebbero fermati ad aiutarlo, ma il senso che Gesù ci insegna è che l’amore per il prossimo non ha confini né razze ma è l’amore di chi, ragionando con la sua testa, antepone la sacralità della vita ad ogni altra differenza culturale razziale o religiosa. Spesso, come nel caso dei Giudei della parabola, non arriva da quelli “bravi” che si ritengono “giusti”, ma da chi meno te lo aspetti.

 

 

DOSSIER CONSIGLIATO PER L’APPROFONDIMENTO

LA SALVEZZA DI DIO PER L’UOMO  (PAG 32) Dalla creazione al giudizio universale in modo schematico, seguendo la Bibbia - di Renzo Ronca – agosto 2013 - (Livello 3 su 5) - LA BIBBIA: UN LINGUAGGIO PER OGNI EPOCA DELL'UOMO - LA BIBBIA E' LA NOSTRA MEMORIA, COME L'ALBUM DI FAMIGLIA – LA BIBBIA: SOLO UNA PARTE DI TUTTO IL MERAVIGLIOSO PIANO DI DIO - L’ETERNITA’ - L'UNIVERSO - L’“AMBIENTE CREATIVO” E L’UOMO - IL PIANO DI DIO E "L'INCIDENTE" DEL SERPENTE - Allegato: SITUAZIONE ODIERNA DEL PIANO DEL MALIGNO - DIO PROTEGGE L’UOMO ASPETTANDO LA SUA CONVERSIONE FINO ALLA FINE - SATANA HA DEI LIMITI - LA PRESENZA DI DIO ACCANTO ALL’UOMO ED IL PERIODO DI GRAZIA  - DAL PERIODO DI GRAZIA AL RAPIMENTO - DAL RAPIMENTO AL RITORNO DI GESU’ E DEI SALVATI – ARMAGHEDON - IL MILLENNIO - DOPO IL MILLENNIO - GIUDIZIO FINALE - DIO CON L’UOMO NELL’ETERNITA’ -  in (link esteso http://www.ilritorno.it/es/eshtml/dossier/PIANO%20SALVEZZA%20-%20DOSSIER.pdf )

 

 

 

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