ALCUNI TIPI DI COMUNICAZIONE TRA PERSONE - CAMPO ELETTRICO MAGNETICO, CONTAGIO EMOZIONALE, TATTO

-DA “EV.OG.– LIVELLO 3” - parte 7 - di Renzo Ronca - 23-6-14- aggiornam 18-10-19-

 

 

OLTRE IL PARLARE

L’accostamento di due persone che parlano, cioè che hanno ed esprimono e si scambiano contenuti diversi, sembra semplice ma in realtà è qualcosa di estremamente complesso che va ben oltre il solo atto del parlare.  

CAMPO ELETTRICO E MAGNETICO

Il cervello ed il cuore (e pare anche altre parti del corpo) producono impulsi elettrici misurabili (elettrocardiogramma x cuore e elettroencefalogramma x il cervello) che formano una sorta di campo elettromagnetico attorno alla persona; la nostra persona in pratica diffonde attorno a sé come delle onde o “trasmissioni” simili a quelle dei nostri telefonini (1).

Il cuore è il più potente: il campo elettrico del cuore ha un’ampiezza da 40 a 60 volte superiore a quello del cervello, mentre il campo magnetico del cuore è all’incirca 5000 volte più forte del campo generato dal cervello (McCraty 2004).

Mentre il campo elettromagnetico del cervello si estende a non più di alcuni centimetri dal cranio, quello del cuore è stato misurato a oltre tre metri e probabilmente copre un’area ancora superiore. ((McCraty, Atkinson et al. 1998; McCraty 2002)

 

Il cuore pulsa secondo una schema ritmico che riflette le emozioni che si stanno provando. Se si tratta, per esempio, di frustrazione o ansia, il ritmo assume uno schema incoerente, mentre se si prova un sentimento di apprezzamento o sollecitudine, esso si configura secondo uno schema più coerente. In questo modo, il vostro stato emotivo viene trasmesso nell’ambiente circostante, influendo anche sulle persone attorno a voi: costoro ricevono informazioni circa il vostro stato emotivo e voi, a vostra volta, siete influenzati da quello degli altri, che ve ne rendiate conto o meno” (1).

 

CONTAGIO EMOZIONALE (anche con i MASS-MEDIA)

 

Ora se il pulsare del nostro cuore (che influenza tutto il nostro corpo e quello di altri individui relativamente vicini) è influenzato dalle emozioni che si stanno provando, si deduce anche il contrario, cioè che se uno  “trasmette” certe emozioni, influenza le persone circostanti senza nemmeno parlare.

 

Vi sarà capitato per esempio di stare accanto ad una persona molto nervosa e di assorbire involontariamente il suo stato d’animo; o al contrario di essere piacevolmente influenzati da uno stato emotivo sereno di una persona calma.

 

Recentemente molto si parla di questo “contagio emozionale” che –è stato provato- avviene anche per mezzo dei social network, come facebook (2)

Dunque quando due persone si accostano e magari parlano, volenti o nolenti “trasmettono e ricevono” non solo parole con dei significati, ma si influenzano a vicenda con una serie di informazioni complesse legate per lo più alle emozioni stimolate o recepite.

Pensiamo adesso ad una persona che si sia specializzata in questo tipo di comunicazioni, che conosce bene le tecniche di comunicazione e sa come usarle. Se una persona così, sapendo per esempio che voi la pensate in un certo modo su un tale questione, si mettesse in testa di farvi cambiare parere e di convincervi a pensare in modo diverso per un suo guadagno, userebbe tutto il suo “carisma” per influenzarvi. Probabilmente dopo avervi attentamente “studiato” si avvicinerebbe a voi in modo apparentemente innocuo e dopo aver tolto ogni vostra difesa mentale (come la diffidenza, la vigilanza) vi trasmetterebbe intense emozioni basate su ragionamenti ed immagini affascinanti, facendo apparire la nuova opinione (opposta a quella che avevate prima) come il massimo della vostra soddisfazione. Ed ecco che cambiereste idea pensando magari di aver fatto una “libera scelta”!

Abbiamo già trovato un esempio storico fondamentale in cui tutta una nazione importante come l’America fu convinta con delle tecniche di propaganda a fare la guerra: “Nel 1916 mentre in Europa c’era la prima guerra mondiale, in America era Presidente Woodrow Wilson, che fu eletto sulla base di un programma pacifista chiamato “Pace senza vittoria”; la popolazione americana che a quel tempo era pacifista e lo elesse subito. In realtà Wilson era un interventista, ma non poteva dirlo per non tradire il suo programma. Cosa fece allora Wilson? Costituì la prima e forse unica “agenzia per la propaganda dello Stato” la commissione Creel, che viene incaricata niente meno che di trasformare in sei mesi “un popolo di pacifisti in fanatici guerrafondai” […]  Egli si servì delle tecniche di Edward Bernays: Di genitori ebrei, padre delle “pubbliche relazioni”, Bernays era psicologo e nipote di Freud di cui assimilò molti insegnamenti. Nella sua lunga vita (103 anni) è stato tra le cento persone più influenti del XX secolo nel mondo. “Combinando le idee di Gustave Le Bon (autore del libro Psicologia delle folle) e Wilfred Trotter, studioso del medesimo argomento, con le teorie sulla psicologia elaborate dallo zio S. Freud, Bernays è stato uno dei primi a vendere dei metodi per utilizzare la psicologia del subcosciente al fine di manipolare l'opinione pubblica” (3)

 

IL TATTO

Fino ad ora abbiamo parlato di scambi “a distanza”; pensate ora ad un contatto anche fisico. Che succede quanto “tocchiamo” una persona o veniamo toccati? Quanto è importante il tatto?

 

Il tatto è spesso indicato come la "madre di tutti i sensi", in quanto è la prima nel senso che si sviluppa nell'embrione (Montagu, 1971), e tutti gli altri sensi sono derivati da esso. Entro tre settimane dal concepimento  si sviluppa un rudimentale sistema nervoso che  collega la nostra pelle alle cellule del cervello rudimentale. Il tatto rimane la più potente forma di comunicazione in tutto il corso della vita, mantenendo un immenso potenziale di uso e di abuso, di guarigione e di violazione. Il tatto è la nostra prima lingua. A lungo prima di poter visualizzare un immagine, annusare un  odore, gustare un sapore, o ascoltare un suono, abbiamo fatto esperienza degli altri e di noi stessi attraverso il tatto, il nostro solo senso bidirezionale. Non si può toccare un altro, senza essere toccati noi stessi, ed è in questo senso che vi è un grande potenziale positivo nella formazione di un forte legame terapeutico e di un veicolo per la guarigione delle lesioni create dalle precoci violenze o dalla mancanza del necessario contatto.  Hunter & Struve, (1998) riassumono gli effetti terapeutici del contatto suggerendo che il contatto può aiutare il terapeuta a  fornire un reale o simbolico contatto e nutrimento, può facilitare l'accesso, l’ esplorazione, e la risoluzione di esperienze emotive, fornire contenimento, e ripristinare una dimensione sana e significativa dei rapporti interpersonali. Naturalmente, questo enorme potenziale positivo del contatto implica anche un potenziale negativo, di danno, di abuso. (4)

 

Riassumendo abbiamo scoperto quanto sia complesso ed importante il comunicare umano e quante potenzialità potrebbe avere.

 

Una riflessione importante potrebbe essere sull’etica, sui limiti, sui confini di queste esplorazioni. Fino a che punto ci possiamo spingere nella conoscenza senza perdere l’orientamento? E soprattutto fino a che punto ci possiamo spingere nella sperimentazione senza “farci male”?

 

Lasciamo per ora aperte queste domande; forse più avanti ne sapremo di più.

 

Adesso proviamo a innalzare il nostro ragionamento sulle comunicazioni/trasformazioni in un campo più elevato: quello spirituale. Noi che siamo credenti sappiamo dalla Bibbia che angeli potenti o lo stesso Gesù risorto sono venuti in contatto con esseri umani. Ora se tra persone “normali” gli scambi verbali o elettromagnetici o fisici sono così importanti e producono così tanti effetti, cosa succede quando un uomo incontra un angelo potente o lo stesso Gesù risorto?

 

(continua)

 

 

NOTE

 

(1) da “Contagio emozionale” con testo tratto da: Doc Childre, Deborah Rozman,  La soluzione HeartMath per trasformare lo stress, ed. Amrita

 

(2) Da leggo.it “il contagio emozionale” del 17-6-2014 - “una nuova ricerca che arriva dagli Stati Uniti. E' stata messa a punto dalla Cornell University che ha scoperto che il contagio di stati d'animo sul social network, positivi o negativi, può durare anche alcuni giorni.Per l'indagine, pubblicata online sul sito della rivista Pnas Social Science, sono state analizzate le ricorrenze di parole positive o negative in tre milioni di post, per un totale di 122 milioni di parole: il risultato dell'analisi, come spiega il professor Jeff Hancock che ha condotto lo studio, ha mostrato che "le persone che per l'esperimento avevano avuto una riduzione dei contenuti positivi su Facebook per una settimana, utilizzavano più parole negative nei loro aggiornamenti di stato, mentre e' accaduto l'esatto contrario quando sempre per esperimento sono stati ridotti i contenuti negativi: la positività ha iniziato a predominare". Non solo: gli studiosi hanno anche osservato che chi nei propri 'feed' di notizie non aveva molti messaggi legati a particolari emozioni esprimeva a sua volta poco i propri sentimenti nei giorni successivi. La teoria era stata già analizzata da un precedente studio condotto da James Fowler della University of California a San Diego, che tra gli autori vedeva gli italiani Lorenzo Coviello e Massimo Franceschetti. Usando un software analizzatore, gli esperti hanno visionato oltre un miliardo di aggiornamenti di stato su Facebook di oltre 100 milioni di individui resianonimi, su un periodo di 1180 giorni dal 2009 al 2012. E' emerso, appunto, che un post positivo richiama altri post positivi” http://www.leggo.it/TECNOLOGIA/NEWS/facebook_contagio_emozionale_umore_utenti/notizie/749810.shtmL ; altre fonti simili: “Facebook e il "contagio emozionale": i post sono contagiosi?”  http://www.girlpower.it/tempolibero_relax/tecnologia_game/facebook-post-contagiosi.php; oppure  “Le scienze” “Il contagio emotivo corre su Facebook” del 3-6-2014 in http://www.lescienze.it/news/2014/06/03/news/contagio_emotivo_facebook_parole_positive_negativ-2167623/ oppure su ANSA.it: “Facebook, l'umore degli amici è contagioso”  http://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/internet_social/2014/06/16/facebook-lumore-degli-amici-e-contagioso_245085e0-fe93-47af-9c66-9648df81c3f2.html

(3) Dal nostro “MECCANISMI DI CONDIZIONAMENTO DEI MEDIA – 2” Stravolgimenti storici della realtà e origini della manipolazione  - "Spin doctor" – Bernays - Renzo Ronca - 30-7-09 in www.ilritorno.it/fare e pensare/Pensare/4_condizion-media-2.htm  (oppure per il dossier completo vedi http://www.ilritorno.it/es/eshtml/dossier/Meccanismi%20di%20condizionamento%20dei%20media.pdf

(4) Da “L'introduzione del contatto corporeo nel counseling umanistico integrato” in http://www.opsonline.it/printable-13150-articolo-psicologiacontatto-corporeo-counseling-umanistico.html

 

 

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