LA RICERCA DEL SAPERE QUANDO DIVENTA TENTAZIONE-IDOLO

-ALTRA TECNICA SATANICA PER RENDERCI DIPENDENTI-

UT-8 - di Renzo Ronca - 26-11-13-

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(segue)

 

La nostra sete di sapere è buona e necessaria ed è per la mente come il latte per il neonato; tuttavia vi è un pericolo anche in questo quando diviene tentazione o eccesso.

 

Inganno-Tentazione: Non dimentichiamo che Satana si chiama anche "Lucifero" che significa "portatore di luce". Egli probabilmente all'inizio lo era, ma poi si ribellò a Dio distaccandosi e cercando un'autonomia ed una divinità impossibile. Tentò l'uomo fin dall'inizio nell'Eden quando gli presentò una interpretazione diversa dalle parole di Dio ("No, non morirete affatto..." Gen 3:4). Da allora il diavolo a tutti quelli che lui convince, mostra se stesso come fosse un dio portatore di una sapienza oscura (è questo l'inganno), una sapienza che "Dio  vorrebbe nasconderci per tenerci schiavi".

 

Da quasi-perfetto comunicatore e ragionatore, l'ingannatore sa come attrarci verso l'idolo della conoscenza. Quando poi ci ha in suo potere, può trasmetterci solo ciò che ha dentro: rabbia, odio, disperazione, orgoglio cieco, morte.

Nelle alte sfere delle lobby scientifiche ed esoteriche si adora sempre più un "Lucifero portatore di luce e verità", come nella Massoneria.(1)

 

Attraverso questo canale Satana, tra l'altro, non nega la Bibbia, ma la unisce ad altri libri esoterici e soprattutto, con l'evocazione di spiriti al suo servizio, ce la fa interpretare a suo modo come fosse anch'essa un libro magico di cui lui solo può darti le chiavi, se lo adori come signore. 

 

Molte brave persone fanno della ricerca stessa (in ogni campo) una specie di idolo, divenendo dipendenti di una ricerca insaziabile, di una sapienza che sembra dietro l’angolo… ma rimane sempre lontana.

Come ogni dipendenza ci può prendere senza che ce ne accorgiamo, facendoci dimenticare il presente e l’amore che riceviamo. Amore che sarebbe bene dare al prossimo, così come lo riceviamo da Dio.

 

Lasciamo invece alla Sapienza vera, quella dello Spirito dell’Eterno, il compito di rivelarci le cose al momento opportuno.

 

Del resto, figlio mio, sta' in guardia: si fanno dei libri in numero infinito; molto studiare è una fatica per il corpo. Ascoltiamo dunque la conclusione di tutto il discorso: Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo è il tutto per l'uomo.  Dio infatti farà venire in giudizio ogni opera, tutto ciò che è occulto, sia bene, sia male. (Ecclesiaste/Qoelet  12:14-16)   

 

Il timor del SIGNORE è il principio della sapienza; hanno buon senso quanti lo praticano. La sua lode dura in eterno. (Salmi 111:10)

 

Cerchiamo dunque prima Dio all’interno del nostro cuore, quando questo è raccolto nel silenzio della preghiera; perché Lui è il principio della Sapienza ed accostarci a Lui significa ricerverla nei tempi e nei modi perfetti.

 

Ma tu desideri che la verità risieda nell'intimo: insegnami dunque la sapienza nel segreto del cuore. (Sal 51:6)

(continua)

 

 

 

(1) Massoneria: «…..Anche in tempi recenti, vari Maestri Massoni (pure di Alti Gradi), in testi non facilmente reperibili, hanno manifestato elogi e simpatie verso il Serpente della Genesi, Satana, il Diavolo, Lucifero (visto positivamente come il portatore-di-luce)... Noi cattolici sappiamo bene che si tratta della stessa entità, l'angelo ribelle eternamente dannato, ma nel "mondo" esoterico e massonico se ne danno varie interpretazioni, ovviamente ereticali, quali:
 1) il Serpente genesiaco, quale agente/simbolo/istinto di progresso e conoscenza;
 2) il Diavolo, quale forza magica insita nella Natura, forza neutrale che può servire al bene o al male;
 3) Lucifero e Satana, due entità diverse, e per Lucifero ci sarà la redenzione finale;
 4) Lucifero/Satana, quale altra "faccia"di Dio;
 5) il Diavolo, angelo ribellatosi "per amore" della pura essenza divina, alla fine sarà reintegrato in Dio...»

(Tratto dal blog cattolico  “BastaBugie” n.323 del 15 novembre 2013, "Cos'è davvero la Massoneria" scritto da Gianandrea de Antonellis  in http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=2988)

 

 

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