TANTE VOLTE HO PENSATO AL SUICIDIO E SONO STATO AIUTATO MA GLI ALTRI? PER CHI NON CREDE IN NULLA? - Renzo Ronca  -  18-9-09

(a chiunque ci scrive su questo argomento verrà garantita la privacy. Solo alcuni contenuti di carattere generale, che consideriamo utili per tutti, verranno pubblicati con discrezione e serietà - e-mail: mispic2@libero.it )

 

 

 

DOMANDA: io tante volte ho pensato al suicidio " dico ho pensato " perché tante volte sono stato nella disperazione, però grazie a Dio sono ancora qua, chi mi ha aiutato?  per me che ho fede senz’altro il Signore, ma per gli altri?  per chi non crede in nulla?  si suicidano e basta e allora? A volte la fede non c'è ma le persone sono buone...

 RISPOSTA: Se ha vinto la vita allora ha vinto il Signore che è Vita. E’ Lui che ti ha aiutato, ma per quelli che non credono in nulla (sto parlando in misura provocatoria un po’ estrema dal punto di vista della fede) sia che vivano la vita terrena o che muoiano, sono sempre come morti se il Signore non li grazia. La vita terrena può servire loro come mezzo per riconoscere il vero Dio. Per loro molto possiamo fare; e non è detto che per amore nostro (che crediamo), Dio stesso non li salvi. In molti casi il Signore ci fa intendere che per amore di un credente salva anche tutta la sua famiglia:

 (Atti 16:30-31) poi li condusse fuori e disse: «Signori, che debbo fare per essere salvato?» Ed essi risposero: «Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia»

 (1 cor 7:12-16) 12 Ma agli altri dico io, non il Signore: se un fratello ha una moglie non credente ed ella acconsente ad abitare con lui, non la mandi via; 13 e la donna che ha un marito non credente, s'egli consente ad abitare con lei, non mandi via il marito; 14 perché il marito non credente è santificato nella moglie, e la moglie non credente è santificata nel marito credente; altrimenti i vostri figli sarebbero impuri, mentre ora sono santi. 15 Però, se il non credente si separa, si separi pure; in tali casi, il fratello o la sorella non sono obbligati a continuare a stare insieme; ma Dio ci ha chiamati a vivere in pace; 16 perché, tu, moglie, che sai se salverai tuo marito? E tu, marito, che sai se salverai tua moglie?

Una delle cause della mancanza di fede,  è l’aver identificato Dio in una chiesa specifica. Se la chiesa Tal dei tali  in qualche modo ti ha scandalizzato, allora dici: “Dio non c’è”. Questo è un errore dobbiamo imparare a distinguere le persone da Dio. Le chiese sono solo organizzazioni di uomini.

Un’altra causa è un dolore, un lutto, che non è stato “metabolizzato” e di cui si accusa Dio. “Tu non sei un dio buono, sei un dio cattivo sei cattivo perché hai fatto morire mia moglie, o mio figlio… ” Questa accusa che ingenuamente facciamo al Signore, assomiglia a quella del bambino di pochi anni quando gli muore la mamma e se la prende o col papà o con se stesso. Queste persone hanno molto bisogno d’aiuto, di qualcuno che faccia loro “elaborare il lutto”. Non è cosa facile, ma è un percorso indispensabile per crescere. Se uno si impunta caparbiamente a non volerlo fare o a non volersi far aiutare (per esempio da uno psicologo) allora è come un bambino immaturo, pure se è anziano, e non si rende conto che chi sta accanto a lui (marito moglie padre madre che magari ha sofferto dello stesso lutto) dovrà caricarsi anche del suo peso.

L’idea che le persone che non credono in Dio non siano salvate e muoiano per sempre senza godere del paradiso è molto triste ed è difficilissima da accettare soprattutto se pensiamo alle persone care che conosciamo ed amiamo. Non è che il Signore le ami di meno, Egli le ama e le amerà fino all’ultimo loro respiro aspettando un piccolo “si”; tuttavia proprio per amore e per il grande rispetto che ha per loro non le costringerà mai ad accettare il Suo amore per forza. Se uno non vuole saperne di Dio, non vuole saperne! Non è colpa del Signore ma è una scelta personale ed anche quella va rispettata, per quanto ai nostri occhi sia triste.

Una volta quando stavo male, una persona non credente vedendo il mio dolore mi disse: “che ci vuoi fare, è inutile soffrirci sopra. Lascia stare le belle parole sulla fede, c’è solo la morte. Fatti coraggio, siamo tutti soli, senza niente né prima né dopo, cerca di andare avanti rassegnandoti, è inutile soffrirci.”  Mi colpì molto la sua umanità verso di me che on trovai nemmeno i molti credenti, in effetti mi voleva aiutare sul serio, ma allo stesso tempo avvertii anche la sua tremenda ed inconsolabile solitudine a cui si era rassegnato ed in cui si era imprigionato. Vorrei dirgli oggi: “caro amico, non è vero che siamo soli e che siamo nati per morire. La vita terrena non è facile ma il suo senso positivo si scopre dopo la lotta e la verità si constaterà dopo la vita stessa. La sofferenza non è sempre da rigettare; essa a volte è una terribile lotta interiore per non abbandonarsi al niente.”  

 

INDICE "NO-SUICIDIO"    -    HOME

 

Questo sito ed ogni altra sua manifestazione non rappresentano una testata giornalistica sono scritti NON PROFIT, senza fini di lucro, per il solo studio biblico personale di chiunque lo desideri - vedi AVVERTENZE