SE UNO SI SUICIDA E' SEMPRE CONDANNATO?

Domande sul suicidio e la salvezza - risponde Renzo Ronca  -  16-9-09

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DOMANDA: caro Renzo, un suicida va sempre all'inferno? Se una persona credente, preso da disperazione in questo mondo, si suicida, principalmente x andare con Gesù, perderebbe la salvezza? tu cosa pensi?  quali versetti biblici portano alla tua risposta? grazie

RISPOSTA: Caro lettore, la tua è una domanda  che si sono posti in tanti. Ovviamente per l'uomo terreno non c’è una risposta sicura, però possiamo tentare insieme di ragionarci confidando nell’aiuto dello Spirito di Dio. Quando ero più giovane mi sembrava tutto molto semplice: o era bianco o era nero. Adesso più mi invecchio e più le risposte mi sembrano complesse. Per me è già un mistero la salvezza, che pure esiste, figurarti stabilire con una norma di legge chi può perderla.  Léggi precise su un eventuale suicida che si salva o non si salva io penso non si possano fare.  Scarterei dunque la “regola-dogma” del cattolicesimo che dice che chi suicida va all’inferno per l'eternità, almeno per due motivi:

1) Sull’inferno bisognerebbe parlare a lungo, diciamo che potrebbe non essere così eterno come viene inteso regolarmente, ma solo una lunghissima punizione prima di morire definitivamente.[1]

2) La regola che il suicida non si salvi può essere una indicazione di massima, per scoraggiare il suicidio e far capire che questo atto è peccato (ed è verissimo), ma noi non sapremo mai quell’anima cosà avrà pensato nell’ultimo istante di vita; se si è pentita, se è stata guarita, accolta… Può l’uomo essere in grado di saperlo?

Credo che l’omicidio sia equiparabile al suicidio; come tale sia da considerarsi un violento peccato molto grave. Il nostro corpo (o quello di un altro) è stato creato da Dio e sarebbe perfetto senza il peccato; distruggerlo significa compiere un atto violento anche contro Dio che dona la vita. D’altra parte la sofferenza e il dolore di una depressione esistenziale, ad esempio, quando si allunga nel tempo e diviene patologia, facilmente si apre agli inganni di Satana che è maestro nel mostrare la realtà in modo diverso. Egli ha buon gioco nel farti vedere la morte non come peccato verso la vita, ma solo come sospirata e desiderata fine del dolore, quasi un sollievo.

E’ in questa ottica che dobbiamo avvicinarci a chi medita il suicidio: non come giudici o speculatori teologici, ma come uno che vuole salvare il proprio fratello con tutto il cuore scoprendo un inganno maligno. Siamo davanti ad una persona sofferente, ferita, ingannata che vede la realtà non più con gli occhi del Signore ma con quelli della disperazione; occhiali deformanti, che gli fanno vedere solo il male che soffre; non sa vedere altro, non può vedere altro, non è una scelta se è arrivato a quel punto. Tutto in quei momenti è migliore della sofferenza che lo distrugge. L’unica difesa sta nella prevenzione e nella preghiera fatta con tutto il cuore.

Considerando uno stato d’animo come questo che ti ho descritto, saresti capace tu di applicare una regola come nel diritto canonico: suicida=condannato?  Io credo che un gesto insano in questi momenti malati in cui la mente non è libera, non sarebbe considerato da nessun giudice allo stesso modo di un omicidio perpetrato freddamente per vendetta. Suppongo e spero tanto che anche il Signore ne tenga conto ed abbia per queste anime una pietà particolare.

Forse la mia risposta è deludente caro lettore perché non è una risposta ma solo una preghiera verso Dio, tuttavia vedo il suicidio come l’ultimo tragico gesto di un’anima ingannata che può essere SEMPRE liberata. Pensa al carceriere di Filippi:

(Atti 16: 27-34) 27 Il carceriere si svegliò e, vedute tutte le porte del carcere spalancate, sguainò la spada per uccidersi, pensando che i prigionieri fossero fuggiti. 28 Ma Paolo gli gridò ad alta voce: «Non farti del male, perché siamo tutti qui». 29 Il carceriere, chiesto un lume, balzò dentro e tutto tremante, si gettò ai piedi di Paolo e di Sila; 30 poi li condusse fuori e disse: «Signori, che debbo fare per essere salvato?» 31 Ed essi risposero: «Credi nel Signore Gesù, e sarai salvato tu e la tua famiglia». 32 Poi annunziarono la Parola del Signore a lui e a tutti quelli che erano in casa sua. 33 Ed egli li prese con sé in quella stessa ora della notte, lavò le loro piaghe e subito fu battezzato lui con tutti i suoi. 34 Poi li fece salire in casa sua, apparecchiò loro la tavola, e si rallegrava con tutta la sua famiglia, perché aveva creduto in Dio.

 Il carceriere si era autoaccusato della fuga dei prigionieri ed il senso di colpa lo aveva spinto ad uccidersi. Ma quelle parole “non farti del male, perché siamo tutti qui”, credo siano state una specie di miracolo.

 C’è un’altra frase che apre parecchie meditazioni che ti vorrei lasciare in conclusione del nostro discorso:

Matteo 10:28 E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l'anima; temete piuttosto colui che può far perire l'anima e il corpo nella geenna.

E’ solo un mio pensiero, ma credo che da questa frase si possa arrivare a capire che la morte di per sé non è che sia così importante. Mettiamo pure che Satana sia riuscito a produrre dei danni irreversibili sulla mente di un depresso, danni tali da impedirgli di avere la calma sufficiente di fermare un raptus  in un momento di sconforto. Quella persona agli occhi di tutti viene etichettato come suicida peccatore. Ma se anche fosse morto, ti ripeto, che ne possiamo sapere se il suo spirito alla fine non sia stato liberato dal corpo malato?

Permettimi adesso una puntualizzazione: ti dici " se una persona credente.....si suicida, principalmente x andare con Gesù....". Ecco, questa se non ti offendi è proprio la prova dell'inganno! Andare con Gesù è un cammino preciso, di cui Lui ci ha spiegato a lungo e chiaramente nella Scrittura; suicidarsi invece è la strada che va in senso opposto. E' il trionfo di Satana che ti fa credere che perdere volontariamente la vita abbrevi le sofferenze per essere con Gesù. NON E' VERO ASSOLUTAMENTE CHE UN CREDENTE SANO SI SUICIDI! Se uno si fida di Gesù deve fare quello che dice Gesù, non quello che suggerisce il diavolo. Gesù non ci ha mai nascosto che la vita sarebbe stata piena di sofferenze e non ci ha mai detto che ce le avrebbe tolte tutte; però ci ha promesso forza, l'aiuto il conforto dello Spirito Santo, che ci trasforma e come in una nuova nascita ci mostra la realtà coi Suoi occhi. Gli scritti che parlano di morire si riferiscono ad un morire simbolico dell'uomo vecchio che tramite il battesimo è come se rinascesse a nuova vita; non si parla mai di morte reale fisica. Ci mancherebbe altro! Gesù ci invita a vivere caro lettore! Sia con la croce e sia con le gioie di ogni giorno. E se uno SI FIDA DAVVERO  DI GESU' allora sperimenterà l'avverarsi di tutte le su promesse tra cui queste:

(Matt 11:28-30) 28 Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo. 29 Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre; 30 poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero».

(Luca 6: 21-23) 21 Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perché riderete. 22 Beati voi, quando gli uomini vi odieranno, e quando vi scacceranno da loro, e vi insulteranno e metteranno al bando il vostro nome come malvagio, a motivo del Figlio dell'uomo. 23 Rallegratevi in quel giorno e saltate di gioia, perché, ecco, il vostro premio è grande nei cieli; perché i padri loro facevano lo stesso ai profeti.
 

 

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[1] io credo in un luogo chiamato “abisso” che però non è eterno (vedi lo scritto http://www.ilritorno.it/studi_bibl/31_abisso.htm + lo schema http://www.ilritorno.it/ULTIMI-TEMPI/schema_sheol.htm )

 

 

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