Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

Amy Winehouse ed altri: non è solo questione di droga

 

POVERE VITTIME DEL MALE

 

Troppi personaggi famosi vengono “bruciati” dalle droghe e da un successo “infernale” gestito da gente senza scrupoli. La rabbia degli anni 60 portava a lottare; oggi ci si arrende alla morte. Terribile uso mediatico di personaggi mitizzati.

 

di Renzo Ronca - 27-7-11

[imm da blog-libero]

 

 

Troppi giovani muoiono prematuramente, vittime di dipendenze causate da una vita difficile che non sanno gestire. Alcuni sono come stelle cadenti che brillano per un secondo nel cielo, arricchendo gente senza scrupoli che li ha bruciati; altri muoiono da soli, sconosciuti, in qualche vicolo o sotto un ponte, disperati ed impauriti. In comune fra tutti c’è un senso di rinuncia, la mancanza di un motivo per lottare. Nulla da idealizzare o mitizzare, solo una gran pena per loro e un senso di odiosa impotenza per la nostra incapacità ad aiutarli.

Non sono solo le ingiustizie che portano la morte. Nell’ingiustizia (o presunta tale) ti sale la rabbia contro un nemico visibile,  che è all’esterno, non dentro di te; a parte le morti come estrema protesta, non pensi a morire ma a combattere: negli anni 60 lo vedemmo con Bob Dylan[1] o Joan Baez.

 

Oggi il problema è molto più complesso: nel deserto delle masse il nemico non sai più qual è. Nel deserto delle masse non hai nemmeno qualcosa da salvare. 

 

Brian Jones, chitarrista dei Rolling Stones, fu trovato privo di vita  in fondo alla sua piscina a causa di un’overdose di alcool e droghe; per il famoso Jimi Hendrix si parla di una morte per soffocamento dal proprio vomito dopo un fatale cocktail di alcool e droghe;  la cantante Janis Joplin overdose di eroina; Jim Morrison, Robert Johnson, Tim Buckley, Sid Vicious, Bob Marley, Freddy Mercury, Kurt Cobain, Michael Jackson e adesso Amy Winehouse.  

 

C’è una corrispondenza tra tentativo di suicidio e tossicodipendenza, è ora che si sappia bene. Gli errori di un tossico per overdose sono rari, ci credo poco; un tossico conosce perfettamente quantità, qualità e modalità della roba che si vuole  fare. Spesso però la sofferenza del vivere è tale si spinge sempre più oltre queste persone fragili, ed alla fine ingannati nell’anima direttamente da Satana, morire a quel modo, per loro è anche una scelta.

 

Il seme del diavolo ti porta con la disperazione allo sfaldamento di tutti gli appoggi: la nazione, la famiglia, la libertà…  Tutto si dissolve.  Le persone più sensibili che non accettano la speranza cristiana, in questo contesto di dissolvenza dei valori, non ce la fanno a combattere. E come potrebbero? Non credono in Dio, non riescono a mantenere la fede, e così muoiono o si lasciano morire.

Tra quelli morti per overdose sotto un ponte e le star famose non c’è differenza. L’unica differenza sai qual è? E’ che quelli famosi sono stati sfruttati di più.

Gentaccia senza scrupoli ha fiutato il loro talento ed ha amplificato il “personaggio” ricavandone soldi. Per quanto ti dia fastidio tu pure, che sei un “fan” di uno di questi, sei stato usato dall’ingranaggio e in un certo senso hai affrettato la sua distruzione. E più fai un mito del tuo idolo e più ingrassi questa gentaccia.

 

I giovani delusi e amareggiati da una società che non ti dà nulla si ritrovano uniti in questi personaggi arresi alle droghe, in questo abbandono all’autodistruzione. E’ più facile in fondo lasciarsi morire piuttosto che vivere. Per vivere devi trovare un senso e darti da fare per mantenerlo. Invece queste star, in una apparente onnipotenza, ti trascinano nella loro rabbia ed amarezza: dicono che tutto fa schifo, ed hanno ragione, è così il mondo. Ma loro non sono dei profeti, bensì povere persone perdenti in mano ad altri che li usano: la "star" è solo un pupazzetto nelle mani dei discografici che attraverso lui usano anche te. Non c’è nulla da idealizzare in questi poveri ragazzi che si sono bruciati in un attimo. Nulla di eroico, credimi. Solo una grande pena.

Anche se la star viene innalzata vicino ad un dio[2]

 

questi è solo una vittima che scambia il successo per amore e dal successo comincia a dipendere. Applausi che lo inebriano ma allo stesso tempo lo consumano. Nei concerti deve “reggere” fisicamente per ore ed ore. I discografici lo spingono; per loro è una miniera d’oro; bisogna battere il ferro finché è caldo: altri concerti per ore ed ore, per tante sere. Ha sempre più bisogno di droghe? Ma si, te le danno loro, in fondo fa parte del personaggio, così “piace di più”. Ma le droghe ti uccidono e lo sai. Non è possibile resistere. Ricordo quando vidi dal vivo Aretha Franklin completamente ubriaca. Una vita irreale dove non sai più se è giorno o notte, se sei vivo e perché vivi. Non ci vedo nulla di bello o di eroico in queste povere anime.

 

Chi tra loro si salva è perché sa fermarsi in tempo. Tu saresti in grado?

Rinunciare al successo o alla droga è la stessa cosa: quasi impossibile per chi ne è preso. Ma se uno, pur non riuscendoci da solo, accetta di farsi aiutare, allora ce la può fare. Se uno accetta di farsi aiutare è perché è ancora in grado di dare fiducia a qualcuno o a qualche cosa.

 

La causa di queste morti è l’abbandono della speranza che viene dal Signore.

Ma la vita non è così come questo mondo ci mostra. La vita vera è dietro questo sfacelo, è nella presenza di un Dio vero che sa amarti per come sei, perché Lui non ti vede come ti vede il mondo, ma ti vede per come ti ha creato: bellissimo e perfetto. Non vuoi dare fiducia al tuo Dio che ti ama? Perché credere all’inganno in cui sei caduto? Quella è la morte, ma tu sei nato per la vita eterna. Anche se non sai cos’è. Perché non informarsi allora?

 

Non idealizzare queste persone famose; sono solo vittime che non ce l’hanno fatta.  Distaccati finché sei in tempo dal germe che lo ha ucciso. Non ti far contagiare! Esci da quella mentalità: dietro ci sono solo gli interessi di chi vuole sfruttare queste situazioni perché muovono milioni di euro.

Cosa c’è di eroico in chi abbandona Dio? Solo dispiacere e pena per un’altra anima ingannata.

Lascia che Dio ti liberi dal tuo male, dopo capirai. Ma ci vuole un minimo di fiducia e quella tocca a te. Con quel poco di forza che hai ce la puoi fare. Basta un pensiero, una preghiera. Adesso!


 

Correlazioni:

LA MORTE NON E' UNA LIBERAZIONE, PENSACI - (una testimonianza vera)

 

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[1]

 

Davanti ad una cosa orribile come la guerra ad esempio,  vorrei riportare un testo molto duro di una canzone di Bob Dylan. A prescindere dal torto o dalla ragione di Dylan, oggi il male di vivere e la resa di fronte alle difficoltà, non mostra ai giovani la realtà di quello che succede nel mondo. E di guerre ingiuste ce ne sono tante! Ma chi è il nemico oggi? Ecco il testo di Masters of War (Padroni della guerra) del 1963 (pdf)

[2]

Ho letto io stesso lo striscione: “Dio in cielo, Vasco in terra”

 

 

 

 

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