Bollettino libero cristiano evangelico  dell'Associazione ONLUS  "Piccola Iniziativa Cristiana" a cui tutti possono partecipare utile per la riflessione e lo studio biblico

 

 

 SUICIDIO: INGANNO DELL’UOMO E DOLORE DI DIO -  5 parte

 

 

 

L’INGANNO DEL SUICIDIO PARTE DA LONTANO - 2

 

Manipolazione dell’”istinto di Dio” – l’idealizzare persone

Sono convinto che sia insita nell’uomo la tendenza a “migrare” verso di Dio. Come l’imprinting del bambino verso la mamma di cui parlammo già. Satana non nega questo istinto che porta alla preghiera e al silenzio per raccogliersi alla ricerca della spiritualità, ma la sfrutta abilmente in innumerevoli modi. Uno di questi è immettere, frapporre tra Dio e l’uomo una figura intermedia, umana o spirituale: l’idolo. 

Alle persone già credenti il diavolo non dice mai apertamente “non devi credere”, ma ad esempio ti mette in evidenza delle persone che hanno avuto una vita particolarmente carismatica, santa, buona e li eleva a punto tale che ti induce a pregarli. Il gioco è fatto! Satana non ti ha detto non pregare Cristo, però ti mette accanto un culto parallelo che con opere potente (miracoli veri e propri) aumenta sempre più di importanza, tanto da offuscare o qualche volta superare addirittura quello per Gesù (Madonna, Padrepio, ecc.). Satana ha raggiunto il suo obiettivo lo stesso, passando per una via più contorta infatti il risultato è che tu, comunque, non preghi più Cristo.

In assenza del Signore, Satana manipola i valori: l’umiltà è presentata come debolezza e l’orgoglio come una virtù. La dipendenza da Dio come stupidità ed il credere solo in se stessi come intelligenza. Ecco un alto idolo: sei tu stesso, l’ego, l’io.

Ad altri invece mette in evidenza persone reali: pastori, preti, anziani con un certo carisma… si forma una vera idealizzazione per alcune persone “speciali”. All’inizio Satana incoraggia questo tipo di dipendenza, fa dire a queste persone cose che per te hanno un significato particolare (o almeno così ti fa credere), dalla loro bocca escono insegnamenti profondi, preghiere particolari che ti fanno così bene…  cose che solo quella persona è in grado di capire di te e di dirti…  Satana non lo impedisce anzi aumenta la sua influenza su di te fin a che tu ne dipendi quasi interamente. All’improvviso te lo toglie e magari ti scandalizza in qualche cosa in modo da farti crollare non solo verso quel pastore o prete ma anche verso tutta la fede.

 

Alle persone poco credenti Satana non mette di fronte pastori e preti o santi, ma solo persone. L’ingannatore è abilissimo a farti fare un idolo di tuo figlio, di tua madre, di tua moglie o di tuo marito…. o magari solo l’amicizia del collega d’ufficio.

Tu non te ne accorgi ma la tua vita è condizionata da quell’idolatria che ti sei fatto. Quando te le toglie all’improvviso cadi in una crisi esistenziale profonda. In caso di morte di una persona cara, quando questa era idealizzata o amata più di Gesù, il mondo ci crolla addosso, cadiamo nella depressione e vorremo essere morti pure noi. Diciamo frasi del tipo “perché Dio si è preso lei e non ha preso me?” “come posso vivere io adesso senza di lei?” Noi bestemmiamo senza saperlo. Satana in chi non consce il Signore amplifica questo annichilimento fino a tentare di distruggere tutta la famiglia.

 

Le persone molto sensibili sono attaccate da Satana in un modo sofisticato e continuo come fa un tarlo: consuma un poco alla volta le colonne su cu poggia la loro sicurezza e la loro speranza. Come un tarlo che un poco alla volta si mangia i pali di legno, egli colpisce i più delicati con continue illusioni e continue delusioni il riferimento agli amici, alle persone della famiglia, nel lavoro… le fa sentire sfortunate, frustrate, inutili. La depressione per chi non è forte nella fede è inevitabile. Quando la fede in Dio diminuisce, vengono sballati tutti i parametri di giudizio, come l’autostima, che in questo caso sparisce. Il lavoro più grosso Satana l’ha già fatto. Il resto, il crollo generale è solo questione di tempo.

 

La lotta – Vi sono delle lotte interiori, di cui il più delle volte siamo consapevoli, e delle lotte esteriori nei luoghi celesti di cui non sappiamo nulla. Sappiamo però che esistono e che a Satana può essere dato un certo potere. Egli può ritardare una risposta alle nostre preghiere[1] ma alle volte sembra vincere. In realtà non è che Satana vince contro il Signore, siamo noi a volte che desistiamo dalla fede lasciando la mano di Dio che ci sostiene nel precipizio del vuoto.

Satana riesce a complicare tutto, a rallentare gli eventi buoni. Lo fa mentre gli angeli ci sono accanto e vigilano attentamente il nostro stato d’animo. Molto spesso il Signore ci manda degli aiuti consistenti che Satana cercherà di impedire o di non farci notare. Nei casi in cui Satana eccede, se la persona (benché presa da disperazione) ha comunque un pensiero verso il Signore, Egli stesso può intervenire con la potenza necessaria per liberare e guarire.

Non occorre una grande forza per vincere Satana, il vincitore è sempre Cristo, l’unica forza richiesta a chi sta male è quella di resistere ancora un po’…  fino a domani. E non è poco. L’idea del domani è lontanissima per chi medita il suicidio per depressione. Dirgli “domani starai bene, si risolverà tutto” equivale a nulla; la sofferenza invece è reale, è nel momento presente; occorre a chi è ingannato dalla suggestione satanica un aiuto concreto immediato. Forse un medicinale, ma meglio ancora una presenza amica. La vita per lui non si conta più ad ani mesi o giorni, ma a minuti a secondi…  ogni minuto è un’eternità, un macigno che ti schiaccia. Può capirlo solo chi ha provato questo terribile “male di vivere”.  Allora come fare per aiutare?

 

(Continua)

 

 

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[1] Daniele 10:12-13  Egli allora mi disse: «Non temere, Daniele, perché dal primo giorno che ti mettesti in cuore di intendere e di umiliarti davanti al tuo DIO, le tue parole sono state ascoltate e io sono venuto in risposta alle tue parole.Ma il principe del regno di Persia mi ha resistito ventun giorni; però ecco, Mikael, uno dei primi principi, mi è venuto in aiuto, perché ero rimasto là con il re di Persia.

 

 

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